Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1354
MODICA - 24/09/2008
Attualità - Modica - Le direttive impartite ai sacerdoti dal Vescovo Crociata

La Chiesa nega i sacramenti
ad adepti e fedeli delle sette

Non è azzardato parlare di scomunica, anche se nell’ambiente ecclesiale questo termine viene utilizzato con estrema cautela Foto Corrierediragusa.it

La Chiesa nega i sacramenti ad adepti, affiliati e fedeli delle sette. Il caso della «Grande opera di Maria», ha indotto il vescovo Mariano Crociata a essere ancora più chiaro. I seguaci delle comunità estranee alla Chiesa, sia che si tratti di «Gom» o altre ancora, non potranno ricevere, durante la messa, il sacramento dell’eucaristia. Questi fedeli potranno assistere alla celebrazione della funzione religiosa, ma non potranno accostarsi all’eucarestia. Inoltre i seguaci delle sette non potranno contrarre matrimonio religioso. Niente da fare neanche per prime comunioni o cresime.

Non è azzardato parlare di scomunica, anche se nell’ambiente ecclesiale questo termine viene utilizzato con estrema cautela. L’occasione per ribadire la posizione della Chiesa, è stata offerta a monsignor Crociata dall’assemblea pastorale diocesana, svoltasi venerdì scorso a Noto. Erano presenti 97 sacerdoti. Il vescovo Crociata ha quindi approfittato della presenza di tutti i sacerdoti per impartire queste direttive, dalle quali si evince che, chi si professa adepto, affiliato o fedele a comunità come la «Gom», rinnega al contempo gli insegnamenti e i valori della Chiesa. Di conseguenza, stando a quanto deciso dal vescovo, i sacerdoti sono tenuti a non somministrare l’eucaristia a questi soggetti ai quali, comunque, sarà consentito di seguire la messa.

Il divieto a contrarre matrimonio è diretta conseguenza delle regole ferree vigenti, ad esempio, all’interno della «Gom», laddove la «veggente» e la leader carismatica, secondo quanto rivelato alla Guardia di Finanza da alcuni fuoriusciti, decidevano quando e con chi i fedeli dovevano unirsi in matrimonio. Secondo la tesi del vescovo, un sacerdote non può celebrare il sacro vincolo, quando risulta già viziato alla base da costrizioni e imposizioni esterne, come quelle che indussero una ex fedele a fuoriuscire, undici anni fa, dalla «Gom». Il divieto assoluto anche per prime comunioni e cresime scaturisce dalla direttiva del vescovo di non somministrare l’eucarestia ai fedeli delle sette. Un provvedimento diverso sarebbe risultato quantomeno contraddittorio.

I sacerdoti hanno preso atto delle direttive di monsignor Crociata e si stanno già impegnando ad attuarle in maniera pedissequa.

Il vescovo Mariano Crociata ha raccolto l’incondizionato favore dei sacerdoti in ordine a queste direttive. Un atteggiamento risolutivo, quello di monsignor Crociata, che ha inteso, una volta per tutte, tracciare un confine tra ciò che è Chiesa da ciò che è altro. Una chiarezza auspicata non solo dai sacerdoti, ma anche da tanti fedeli che, sull’eco delle apparizioni o di altri eventi mistici, avevano interrogato la propria fede. Qualcuno (non è facile dire quanti) avevano anche partecipato ai riti, credendo di trovare delle risposte al proprio bisogno di sacro.

Per quanto riguarda la «Gom», è attesa per domani la decisione del gip Patricia Di Marco in ordine all’accoglimento o meno della richiesta di revoca dei domiciliari avanzata dagli avvocati Michele Sbezzi del foro di Ragusa e Salvatore Poidomani. Sono ai domiciliari nelle rispettive abitazioni la leader carismatica Iole Rizza, ispicese, 69 anni, e la sua concittadina di 59 anni Giovanna Assenza, la «veggente» della «Gom» in grado di «dialogare» con i santi. Ai domiciliari anche i modicani Orazio Garofalo e Saverio Cannata, entrambi di 72 anni, rispettivamente presidente e segretario della «Gom».

(Nella foto in alto al centro il Vescovo Mariano Crociata con, a sinistra, il vicario foraneo don Umberto Bonincontro)