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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1068
MODICA - 11/10/2016
Attualità - La tavola rotonda su «Cibo e identità locale» alla Società Operaia

Fava cottoia, come trovare un mercato più ampio

Per il presidio slow food modicano presentati oggetti per il packaging e l’uso quotidiano Foto Corrierediragusa.it

Come veicolare sul mercato la fava cottoia. Il presidio slow food porta con sé valori e cultura antica, oltre a proprietà organolettiche riconosciute di qualità ed eccellenza. Il prodotto tuttavia resta di nicchia e compito della «Confraternita della Fava cottoia» di cui fanno parte una quindicina di produttori è quello di imporre su un mercato più ampio il prodotto rendendolo attrattivo anche attraverso il packaging, gli abbinamenti, strumenti per la sua preparazione in cucina. La tavola rotonda promossa dalla Confraternita insieme all’Università di Palermo ed alla Camera di Commercio ha presentato gli obiettivi della valorizzazione della fava, detta cottoia perché cuoce agevolmente in poco tempo.

Gli interventi su «Cibo e identità locale» hanno puntato l’attenzione sul design e sul packaging intesi come mezzo di comunicazione dei valori di un territorio ma anche un valore aggiunto nel conservare e proteggere il contenuto. Gli studenti e i ricercatori che si sono cimentati su questo terreno hanno presentato i loro lavori nella mostra ospitata nelle sale della Società Operaia (foto) in corso Umberto.

Qui si possono vedere scatole, contenitori e piatti per servire e conservare al meglio la fava cottoia cucinata. C’è anche una forbice decorticatrice che serve a preparare la fava per la cottura rimuovendone la cresta. Insolito quanto ben amalgamata la crema con il cioccolato modicano da spalmare sui crostini. Presentata anche una tisana ricavata dalle bucce della fava. Tante idee, tanta originalità per un prodotto autoctono che trae sapore e forza dalla composizione chimica del terreno dove viene coltivata. Le zone migliori sono quelle di Baravitalla, S. Angelo, Bosco e Trebalate ma i 500 quintali di fava cottoia raccolti ogni anno provengono a pieno titolo dalle zone collinari di tutto l’agro modicano dove i massari di un tempo e gli imprenditori agricoli di oggi hanno sempre tratto dalla fava grande giovamento nutritivo.