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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1000
MODICA - 10/10/2016
Attualità - Al convegno tenutosi all’Auditorium "Floridia" presentato il corposo studio

Centro storico Modica, ci sono i progetti per lo sviluppo

Il CIRCES dell’Università di Palermo ha mappato tutto il territorio e indicato le linee di intervento Foto Corrierediragusa.it

Ci sono i progetti ora bisogna passare agli interventi. Il convegno su "Contributi per il recupero e la riqualificazione del centro storico di Modica" ha infatti presentato non solo le linee guida per la riqualificazione ma anche una serie di progetti frutto dell’analisi sul tessuto urbano condotto negli ultimi due anni dall’equipe del Circes (Centro interdipartimentale di ricerca sui centri storici) dell’università di Palermo diretto da Giuseppe Trombino. Il lavoro ha riguardato la mappatura di ogni singolo edificio e delle strade della città dal punto di vista statico, architettonico, urbanistico. Questa certosina opera di ricerca e rilevazione e lo studio che ne è derivato è confluito nella voluminosa pubblicazione che raccoglie foto, grafici e disegni del centro storico della città. Un lavoro inedito che certamente servirà per studi futuri e per interventi che dovranno essere realizzati. Dalle 12 relazioni del convegno tenutosi presso l’Auditorium Floridia sono emerse alcune priorità ritenute tali da parte dei progettisti alla luce dei dati raccolti. Una è sicuramente la viabilità, i flussi e la mobilità all’interno della città storica. Troppe macchine e troppo tempo per muoversi per una città che appare in alcuni frangenti della giornata bloccata. Ecco dunque la necessità di una mobilità alternativa per pedoni e turisti con la creazione di ascensori tra i quartieri e la disponibilità di parcheggi scambiatori per favorire l’ingresso in centro.

Non sono, per la verità, idee nuovissime, visto che già negli anni 90’ lo studio affidato all’ingegnere Ciuffini aveva individuato queste necessità. L’organicità del lavoro del Circes permette ora di intervenire con progetti mirati che tuttavia hanno bisogno di sostanziosi finanziamenti. Altri contributi hanno evidenziato l’opportunità di ripensare l’arredo urbano e il ripristino delle memoria del centro storico grazie alla scopertura in alcuni punti dell’alveo del torrente sottostante. Lo studio è il presupposto per accedere ai finanziamenti europei che certamente dovranno essere richiesti visto che le risorse a disposizione nel bilancio comunale sono scarse. Quello che conta di più sarà, tuttavia, la consapevolezza che lo studio non può essere fine a sè stesso ma dovrà avere un seguito per migliorare un patrimonio inestimabile dal punto di vista storico e urbanistica e dall’altro la qualità della vita dei residenti.