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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 463
MODICA - 08/10/2016
Attualità - Dopo l’infuocata conferenza dei capigruppo a palazzo San Domenico

Soluzione per i doposcuolisti "demansionati"

Ma i buoni propositi non si concretizzeranno in tempi brevi Foto Corrierediragusa.it

A distanza di un mese dall’inizio dell’anno scolastico la questione doposcuolisti infiamma. E’ stata la convocazione della conferenza dei capigruppo, allargata a genitori e dirigenti scolastici, ad aprire ulteriori contrapposizioni a seguito della decisione dell’amministrazione di spostare il personale che per 30 anni ha garantito il servizio di doposcuola e attività integrative nelle scuole dell’obbligo, 60 addetti, negli uffici comunali destinandoli ad altre mansioni. La delibera della giunta è stata motivata con la necessità di coprire ruoli vacanti nell’organico e soprattutto per non gravare il bilancio con circa due milioni e mezzo di euro l’anno per un servizio non necessario. I genitori hanno presentato 2 mila firme per richiedere il ripristino del servizio e nel frattempo la questione è diventata anche politica perché ha messo di fronte maggioranza e opposizione. Il dibattito avviato in aula ha spinto i rappresentanti della maggioranza ad abbandonare i lavori alla luce del durissimo intervento del sindacalista della Cisl Ettore Rizione che ha usato toni pesanti nei confronti di sindaco e assessori.

Al presidente del consiglio Roberto Garaffa è stato inoltre rimproverato di non avere indirizzato nel giusto alveo la discussione ed anche Garaffa è entrato nel mirino delle critiche da cui è nata anche una contrapposizione già peraltro consolidata tra maggioranza e presidenza del consiglio, cui viene rimproverata la mancanza di equilibrio e una prevenzione nei confronti dell’amministrazione. L’assessore all’istruzione Orazio Di Giacomo ha in qualche modo aperto uno spiraglio nel turbinio della contestazione parlando della possibilità che il servizio possa essere ripristinato anche se solo limitatamente ai progetti che le singole scuole presenteranno e da svolgersi comunque solo in orario pomeridiano.

Questi dovranno essere indirizzati al recupero e al miglioramento delle abilità degli alunni nei vari ambiti didattici. Una soluzione di compromesso, che dovrà essere formalizzata e soprattutto voluta dai dirigenti scolastici che dovranno elaborare progetti credibili. Genitori e consiglieri comunali hanno preso ancora una volta le distanze da un approccio penalizzante e Vito D’Antona ha anche bacchettato la maggioranza per l’atteggiamento assunto con l’abbandono dell’aula «Sindaco e amministrazione - dice il consigliere di Sel - scelgano la strada del dialogo con tutti i soggetti interessati. Si azzerino le decisioni assunte fino a questo momento, l’obiettivo sia non la cancellazione del servizio, bensì la sua riorganizzazione e la sua rimodulazione finalizzata a consentire a tanti ragazzi di continuare a fruire di attività complementari di crescita educativa e culturale. Il tutto - conclude D´Antona - nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel Piano di riequilibrio e della grave situazione finanziaria del Comune».