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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 1008
MODICA - 26/09/2016
Attualità - Ricorre la triste circostanza

Alluvione Modica: 114° anniversario

Un ricordo indelebile nella memoria di tanti Foto Corrierediragusa.it

Era la notte tra il 25 e il 26 settembre del 1902, quando in meno di mezz’ora a Modica, si scatenò la tragedia che rase al suolo l’intera città. Erano le 4 e 40, pioveva ormai da più di 24 ore e la quantità di acqua era ormai pari alla metà di quella che, di solito nella zona, cade in un anno.Le strade del centro abitato si erano trasformate in veri e propri fiumi, le campagne erano ormai devastate, con raccolti distrutti e campi allagati. La terra, ormai satura, non era più in grado di contenerla e la devastazione era imminente; nel giro di venti minuti si consumò la tragedia. I Due torrenti, il Pozzo dei Pruni e lo Janni Mauro, che percorrevano la città, strariparono, raccogliendo le acque in piena del Passo Gatta, Cava Fazio, facendo così salire il dislivello ad oltre 150 metri. Il torrente Pozzo dei Pruni entrò in paese travolgendo per prima la Chiesa di Santa Maria di Betlem con una ondata d’acqua alta più di 11 metri, a una velocità di circa 50 Km l’ora. La chiesa di Santa Maria, la prima ad essere colpita, si riempì di acqua fangosa fino ad un’altezza di tre metri e cinquanta. La furia dell’acqua imperversò per 20 lunghi minuti durante i quali l’inondazione, senza alcuna tregua, distrusse e devastò tutta la città. Sotto una piazza, quella di San Domenico, il letto coperto di un fiume scoppiò e l’acqua arrivò fino a dieci metri di altezza. Fu solo alle 17 del 26 Settembre che l’allarme rientrò.

Ma il bilancio di quelle ore fu devastante: 112 morti, abitazioni ed edifici pubblici spazzati via, danni inestimabili nelle campagne. La notizia di questa tragedia ebbe una vastissima eco sull’intera nazione che rimase attonita e commossa dinanzi alla sciagura di tali dimensioni. Si costituirono, in tutte le regioni d’Italia comitati spontanei pro-Modica da Milano a Firenze . Milano e Palermo strinsero un patto che nell’arco di un anno portò alla costruzione di un quartiere, che ancor oggi viene chiamato Milano-Palermo. Fu una commovente gara di solidarietà, mentre lo Stato inviò appena 7 mila lire. Una catastrofe che ancora oggi a distanza di 114 anni, ogni modicano, tristemente porta indelebile nella memoria ricordando i proprio cari che morirono.