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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 831
MODICA - 23/09/2016
Attualità - Celebrato anche il rito della presenza nella cappella

Toccante omelia ai funerali di Drago

C’era anche la corona di fiori del presidente della Regione Rosario Crocetta Foto Corrierediragusa.it

Il saluto a S. Giorgio con il rito della presenza (foto) e poi il lungo corteo funebre. Peppe Drago se ne è andato così dalla chiesa che lo ha visto crescere. «Peppe Drago, presente» hanno chiamato per tre volte i portatori dell’associazione di S. Giorgio chiudendo il rito funebre concelebrato dal frate cappuccino Enzo La Porta, Don Giovanni Stracquadanio, parroco di S. Giorgio, e Mons. Angelo Giurdanella, vicario generale della Diocesi di Noto. Una cerimonia misurata e sobria, molto sentita dai tantissimi presenti. Ai piedi dell’altare i riconoscimenti istituzionali con le corone dell’Assemblea regionale e della Presidenza della Regione accompagnata da due valletti in livrea. Nelle prime file, oltre ai familiari, parlamentari, amministratori, ex compagni di partito.

E poi tanti amici, conoscenti, cittadini, che non hanno voluto mancare all’ultimo saluto a un uomo che ha rappresentato la città per almeno venti anni nelle massime istituzioni locali, regionali e nazionali. Tre gli interventi dall’altare. Il cappuccino Enzo La Porta, padre spirituale che Peppe Drago ha voluto nel suo cammino negli anni della sua sofferenza ha ricordato la vicenda umana. «Mi ha chiesto di fare un cammino insieme, non ha nascosto le lacrime, e la sua decisione non è stata frutto di smarrimento ma matura, consapevole. Una maturazione spirituale, un desiderio profondo di consegnarsi al Signore. Il tempo della sua sofferenza è stato quello della maturazione e le sue lacrime lo hanno aiutato a vedere più lontano, da dove ora ci guarda. Ha compiuto un cammino straordinario perché sulla via di Dio si impara ad andare oltre, fino a volare. Forse potrà anche aver sbagliato – ha concluso il frate cappuccino nella sua omelia – ma ha comunque fatto tanto bene».

Alla fine del rito funebre è stata la figlia maggiore, Giuliana, a ricordare con comprensibili singhiozzi, la figura del padre e il suo insegnamento. «Ci ha detto fino all’ultimo di continuare, di non fermarci, di lottare. Così come ha fatto lui. Non possiamo non dire grazie a lui per tutto quello che è stato e ci ha insegnato. Grazie». A Fabio Granata, parlamentare, ex assessore regionale al Turismo, è toccato il compito di tratteggiare la figura del politico, dell’uomo pubblico. Granata ha vissuto con Peppe Drago anni intensi alla Regione, caratterizzati da un risveglio culturale prima che programmatico e politico.

Il parlamentare siracusano ha ricordato i grandi meriti di Peppe Drago, la sua lungimiranza, la sua visione di una Sicilia inedita. «Aprì una pagina nuova della politica, una stagione che pose la Sicilia al centro, come luogo dell’anima. Da qui il progetto Sud-Est, di crescita, di valorizzazione della specificità del patrimonio materiale e immateriale di cui la Sicilia è ricca». Tre profili, tre visioni che hanno messo in luce un uomo a tutto tondo, dalla sfera familiare al ruolo pubblico. E’ il lascito che Peppe Drago ha affidato alla comunità con la sua testimonianza.