Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 746
MODICA - 21/09/2016
Attualità - Cordoglio e riconoscimenti alla sua figura giungono da ogni dove

Con Peppe Drago scompare una delle figure più carismatiche di politici di razza della vecchia scuola. Cordoglio da ogni parte

La sua parabola politica, dagli esordi alla fine, coprì oltre un ventennio Foto Corrierediragusa.it

Politico di forte spessore e di raro valore, Peppe Drago fu sindaco di Modica nel 1988, e poi assessore provinciale a Palazzo del Fante a Ragusa. Quindi la scalata verso Palermo dove Drago, forte di un consenso frutto anche della sua visione politica, fu eletto nel 1991 deputato. Appena un anno dopo diventò assessore regionale al lavoro. Tangentopoli spazzò poco dopo via il partito socialista dove Drago militò da sempre insieme, tra gli altri, a Natalino Amodeo e Ignazio Agosta, che sono tra i suoi primi riferimenti a livello locale. Poi Drago approdò al Ccd dove pose i primi semi del sodalizio con Ferdinando Casini. Nel ’96 fu il parlamentare più votato in Sicilia e questo gli aprì la strada due anni dopo verso la Presidenza della Regione. Nel giro di dieci anni Peppe Drago riuscì a salire al vertice della politica, anche se la Presidenza della Regione Siciliana gli procurò il primo vero intoppo della sua carriera politica con la vicenda delle "Lenzuola d’oro". Ne scaturì un processo per peculato che gli costò 3 anni e 3 mesi di reclusione e successivamente la restituzione di 123 mila euro per l´accusa di essersi indebitamente appropriato dei fondi riservati della Presidenza della Regione. Superata questa fase Peppe Drago puntò a Roma, passando all’Udeur. Nel 2001 fu eletto alla Camera dove restò fino al 2006. Nei governi Berlusconi fu prima sottosegretario alla difesa nel 2004 e poi agli esteri nel 2006. Con l’Udc nel 2008 fu rieletto ancora a Montecitorio, ma sarà un periodo politicamente complicato perché il feeling con Casini si annacqua, il leader Udc vota contro la fiducia al governo Berlusconi, e passa al Pid con Saverio Romano e Calogero Mannino.

L’atto che chiuse la carriera di Drago a Roma fu la condanna della Cassazione e l’interdizione per 3 anni dai pubblici uffici, sempre per la vicenda dei fondi della presidenza della Regione. Peppe Drago si dimise anticipando così il verdetto della Camera. Furono i giorni più difficili della sua carriera politica, dove si inserì anche il processo «Modica bene» da cui Drago uscì senza nessuna macchia. Poi la parabola repentina discesa della parabola politica nel 2012 e il successivo male che ora se lo è portato via. Messaggi du cordoglio arrivano da ogni parte e da chiunque, dagli ex colleghi di politica, "avversari" compresi, agli amici di una vita, passando per i comuni cittadini che non dimenticano ciò che Drago è stato e ha rappresentato per il territorio ibleo e non solo, da politico di razza della vecchia scuola quale era e per cui sarà ricordato.


cordoglio
22/09/2016 | 8.31.12
gheri

Peppe, che la terra ti sia lieve, buon viaggio