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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:36 - Lettori online 1363
MODICA - 22/09/2016
Attualità - L’estremo saluto alle 16 nella chiesa di San Giorgio

Venerdì i funerali di Drago in forma privata secondo le sue ultime volontà

Sciclitano di origine, ma modicano di adozione e formazione, è partito dalla sezione cittadina del Psi Foto Corrierediragusa.it

Se n’è andato dopo due anni di calvario. Un male incurabile si è portato via Giuseppe Drago, semplicemente Peppe per gli amici, nonostante abbia lottato con dignitoso coraggio fino all´ultimo. A nulla sono valse le cure specialistiche, seguite anche all´estero. Nelle ultime settimane il parlamentare modicano è stato stremato dalla malattia, trascorrendo gli ultimi giorni nell´hospice del Maggiore di Modica, circondato dall´affetto dei suoi cari. La morte è arrivata poco dopo le 13 di mercoledì e la notizia ha colpito tutta la comunità, con l’incolmabile vuoto che Peppe Drago lascia. Straziati i familiari. Drago avrebbe compiuto 61 anni giovedì 29 settembre. La camera ardente è stata allestita nella sua abitazione a Marina di Modica, nell´agglomerato del cosiddetto villaggio delle "casette colorate". Venerdì alle 16 saranno celebrati i funerali nella chiesa di San Giorgio in forma strettamente privata, come da ultime volontà dello stesso Drago. Sciclitano di origine ma modicano di adozione e formazione, cominciò dalla sezione cittadina del Psi di corso Umberto a Modica e arrivò prima a palazzo D’Orleans da presidente della Regione, e poi alla Farnesina quale sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi.

La carriera di continui successi si interruppe bruscamente con il tonfo alle regionali. Drago fece un passo indietro e un paio d’anni dopo insorse la malattia, che lo indusse a ritirarsi gradatamente dalla scena politica, riducendo al contempo a zero le sue uscite pubbliche. Peppe Drago fu leader vero e non si sottrasse mai alle sue responsabilità, credendo allo sviluppo della Sicilia e inventando il «Sud est», dato che la sua visione andò sempre al di là di confini ristretti. Una personalità politica, oltre che umana, che ora il territorio piange.

CHI ERA PEPPE DRAGO
Politico di forte spessore e di raro valore, Peppe Drago fu sindaco di Modica nel 1988, e poi assessore provinciale a Palazzo del Fante a Ragusa. Quindi la scalata verso Palermo dove Drago, forte di un consenso frutto anche della sua visione politica, fu eletto nel 1991 deputato. Appena un anno dopo diventò assessore regionale al lavoro. Tangentopoli spazzò poco dopo via il partito socialista dove Drago militò da sempre insieme, tra gli altri, a Natalino Amodeo e Ignazio Agosta, che sono tra i suoi primi riferimenti a livello locale. Poi Drago approdò al Ccd dove pose i primi semi del sodalizio con Ferdinando Casini. Nel ’96 fu il parlamentare più votato in Sicilia e questo gli aprì la strada due anni dopo verso la Presidenza della Regione. Nel giro di dieci anni Peppe Drago riuscì a salire al vertice della politica, anche se la Presidenza della Regione Siciliana gli procurò il primo vero intoppo della sua carriera politica con la vicenda delle "Lenzuola d’oro". Ne scaturì un processo per peculato che gli costò 3 anni e 3 mesi di reclusione e successivamente la restituzione di 123 mila euro per l´accusa di essersi indebitamente appropriato dei fondi riservati della Presidenza della Regione. Superata questa fase Peppe Drago puntò a Roma, passando all’Udeur. Nel 2001 fu eletto alla Camera dove restò fino al 2006. Nei governi Berlusconi fu prima sottosegretario alla difesa nel 2004 e poi agli esteri nel 2006. Con l’Udc nel 2008 fu rieletto ancora a Montecitorio, ma sarà un periodo politicamente complicato perché il feeling con Casini si annacqua, il leader Udc vota contro la fiducia al governo Berlusconi, e passa al Pid con Saverio Romano e Calogero Mannino.

L’atto che chiuse la carriera di Drago a Roma fu la condanna della Cassazione e l’interdizione per 3 anni dai pubblici uffici, sempre per la vicenda dei fondi della presidenza della Regione. Peppe Drago si dimise anticipando così il verdetto della Camera. Furono i giorni più difficili della sua carriera politica, dove si inserì anche il processo «Modica bene» da cui Drago uscì senza nessuna macchia. Poi la parabola repentina discesa della parabola politica nel 2012 e il successivo male che ora se lo è portato via. Messaggi du cordoglio arrivano da ogni parte e da chiunque, dagli ex colleghi di politica, "avversari" compresi, agli amici di una vita, passando per i comuni cittadini che non dimenticano ciò che Drago è stato e ha rappresentato per il territorio ibleo e non solo, da politico di razza della vecchia scuola quale era e per cui sarà ricordato.

Alla famiglia Drago le più sentite condoglianze del Corriere di Ragusa.