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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1399
MODICA - 16/09/2016
Attualità - Quella giornata storica nel ricordo dell’allora sindaco

Quando Ciampi fu "stregato" da Modica

"Addio Presidente: l’Italia è orgogliosa di averla avuta come Capo dello Stato" Foto Corrierediragusa.it

Era una fredda mattina d´inverno in questo estremo lembo di Sicilia; quelle mattine che per chi non vive in in provincia di Ragusa, sembrano irreali. Quelle mattine che se hai il coraggio di togliere il cappotto e chiudi gli occhi potresti essere a Milano piuttosto che nella terra del sole. Ero appena tornato a casa reduce dall´incontro con il Presidente Ciampi a Ragusa, nell´auditorium della Camera di Commercio prima, e poi lungo le strade del capoluogo dove lo avevamo accompagnato, assieme agli altri sindaci ed alle istituzioni, per un bagno di folla senza precedenti. Bambini festanti, anziani signori emozionati, giovani ammirati al cospetto dii una delle personalità italiane più importanti del nostro tempo. Quel giorno è scolpito nella mia memoria in tutti i suoi particolari; arrivo a casa, pranzo (non eravamo invitati al pranzo ufficiale del Presidente), mi preparo per rientrare in Comune dismettendo fascia e grisaglia. Neanche il tempo di avviarmi e mi arriva sul cellulare di servizio una telefonata dalla Questura di Ragusa " Sindaco, non penso ci sia bisogno, e non sappiamo neanche se accadrà veramente, ma il Presidente e soprattutto la Signora Franca hanno espresso il desiderio di passare da Modica; in via informale e senza rilevanza istituzionale. Il programma è strettissimo, il tempo è poco, ma ci sembra giusto avvertirla dell´eventualità".

Naturalmente ringraziai per il cortese pensiero, e diedi per scontato che non sarebbe mai accaduto, attesa la velocità con la quale il Presidente ed il seguito si muovevano per la Provincia. Neanche 10 minuti dopo, nuova telefonata dalla Questura, stavolta concitata, "Il presidente sta arrivando a Modica, ha chiesto del Sindaco. Stiamo arrivando in un posto panoramico perchè vuole vedere a tutti i costi la città, anche se solo per pochi minuti".

Seppi dopo che fu la Signora Franca ad insistere, a volere a tutti i costi che quel passaggio in provincia di Ragusa si concludesse a Modica. Scelse il balcone panoramico che dal quartiere Dente si affaccia sulla città e lì li attesi, mentre la città si riempiva di sirene e l´agitazione aumentava. Annunciati dalla scorta e da un codazzo di auto mai visto arrivò la macchina del Presidente, da cui scesero due figure minute, anche infreddolite dalla tramontana invernale che spirava, ma capaci di trasmettere un´aurea di autorevolezza ed entusiasmo che raramente traspare da chi si trova a ricoprire ruoli cosi importanti.

Andai incontro al Presidente ed alla moglie, emozionato ma orgoglioso, consapevole di accogliere a nome dell´intera città uno tra i più amati Capi di Stato che l´italia abbia mai avuto; gli andai incontro pronto a farmi da parte dopo i saluti di rito, atteso che avevano già comunicato al cerimoniale che volevano stare un pò da soli ad ammirare quel panorama, quasi fossero due pensionati qualsiasi.

Fu compito del capo del cerimoniale annunciare la decisione del Presidente, rispetto alla quale non potemmo che fare tutti un passo indietro, osservando la coppia avvicinarsi al belvedere. In quel momento accadde ciò che rappresenta una delle esperienze più belle della mia sindacatura; la signora Franca si volse, con semplicità, quasi fosse una dolce nonna, una cara amica, e con lo stesso piglio con il quale aveva allontanato tutti mi chiamò e disse : Lei no Sindaco. Lei resti con noi e ci racconti di questa splendida città".

Fu cosi che per 20 lunghissimi minuti restammo affacciati a conversare come se ci conoscessimo da tempo, alla stregua di due nonni in gita che si dilettano con il nipote che li accompagna; cosi, con semplicità, senza formalismi e senza cerimonie. Gli raccontai della Modica che fu e di quella che stava per diventare, della storia gloriosa che ne aveva caratterizzato le origini, la Contea e poi i secoli fino ai giorni nostri, ma anche l´orgoglio con il quale la città stava affermandosi nel panorama turistico nazionale ed internazionale, come sarebbe poi accaduto negli anni a venire.
Venti lunghi, interminabili minuti che, ancora oggi, se chiudo gli occhi, posso ricordare momento per momento, suono per suono, parola per parola; ci salutammo affettuosamente e loro risalirono sulla potente automobile che li avrebbe condotti per sempre lontano.

Prima di salire in auto però il Presidente si volse, mi sorrise e mi disse "Sindaco domani farò un regalo a lei ed alla sua Modica". Bastò attendere la mattina dopo per osservare in apertura nella home page del sito ufficiale del Quirinale la foto della coppia presidenziale affacciata al belvedere e sorridente con alle spalle una splendida veduta di Modica. La stessa foto che in questi anni avrete visto tante volte e che io stesso ho riproposto. la foto che rappresenta ancora oggi uno dei migliori spot per la città. La foto con la quale, almeno per un giorno, Modica divenne capitale d´Italia.

Addio Presidente; L´Italia è orgogliosa di averla avuta come Capo dello Stato, cosi come la Signora Franca, ne siamo certi, di averla avuto a fianco per una vita intera.

CHI ERA CARLO AZEGLIO CIAMPI
Era il l´11 gennaio 2006 quando il presidente della Repubblica in carica Carlo Azeglio Ciampi visitò il teritorio ibleo e, segnatamente, Modica, insieme all´inseparabile compagna di una vita, la signora Franca. Il presidente emerito della Repubblica si è ora spento a 95 anni. Livornese e governatore di Bankitalia negli anni Ottanta, venne scelto dai partiti fuori dal Parlamento per l´incarico al Quirinale. Prima del 1999, fu presidente del Consiglio tra le macerie di Tangentopoli. Guidò il nostro ingresso nella moneta unica europea.

"L´essere chiamato a rappresentare l´Italia, a essere garante della sua Costituzione, l´ho vissuto non solo come un altissimo mandato, ma soprattutto come un dovere, una missione. Per questo ho voluto abitare, con mia moglie, sin dal primo giorno, nel Quirinale: da sette anni è la mia casa, la casa del presidente della Repubblica, la casa degli italiani". Era il 31 dicembre 2005. Dagli schermi tv, Carlo Azeglio Ciampi parlava così agli italiani nel tradizionale messaggio di fine anno: l´ultimo del suo settennato ai vertici dello Stato, iniziato con il giuramento davanti alle Camere il 18 maggio del 1999. Come Enrico De Nicola, primo inquilino al Colle, Ciampi viene scelto - dai partiti - fuori dal Parlamento.

Sette anni dopo quell´ultimo messaggio pronunciato dal Quirinale, l´ex presidente della Repubblica - marito della signora Franca Pilla, nonno e bisnonno felice - decideva di lanciare un appello ai giovani: "Ragazzi - scriveva nel 2012 in una lunga ´lettera aperta´ indirizzata ai ventenni scoraggiati, ma anche ai loro genitori - ora tocca a voi". Un dialogo con un interlocutore immaginario in cui il presidente emerito parla e si racconta, ripercorre il suo essere giovane durante anni drammatici, nel pieno della guerra, costretto come tanti - lui giovane sottotenente degli autieri che combatte in Albania e poi in Abruzzo - a scegliere da che parte stare l´8 settembre del 1943 (rifiuterà di aderire alla Repubblica sociale italiana e si iscriverà al Partito d´azione).