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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 697
MODICA - 16/09/2016
Attualità - Rivolto agli educatori, funzione concelebrata da padre Salonia, don Cataldi e padre Treglia

Crisci ranni, giubileo nel segno di Don Puglisi

Tre i momenti salienti dell’appuntamento tra cui la drammatizzazione a cura del "Piccolo teatro" Foto Corrierediragusa.it

Il cantiere Crisci ranni ha celebrato il Giubileo degli educatori nel segno di Don Pino Puglisi. Il primo momento è stata la funzione eucaristica (foto)concelebrata da padre Giovanni Salonia, dal parroco don Franco Cataldi e dal missionario padre Gianni Treglia. Don Salonia nell’omelia ha ricordato ha ricordato come nell’educarci è sempre importante anzitutto la mamma ma anche la misura dei testimoni, come don Puglisi, che per far crescere veri e liberi i suoi ragazzi arriva a dare la vita. Quello che conta è esserci, esserci anzitutto con lo sguardo. E aiutare i giovani che crescono a coltivare quella vita interiore dalla quale trarranno forza e alimento. Secondo momento è stata la performance teatrale su don Puglisi, curata dalla Compagnia del Piccolo Teatro, a partire da brani del romanzo di Alessandro D’Avenia «Ciò che inferno non è» e dal libro di don Corrado Lorefice «La compagnia del Vangelo». Molto commovente poter rivivere i dialoghi di don Puglisi con i suoi ragazzi e la sua preghiera nella prova.

Terzo momento è stato il dialogo tra padre Salonia e Antonio Sichera, in cui si è sottolineato come nel passato tutto era automatico perché il figlio ripeteva grosso modo il mestiere del padre, oggi ognuno può percorrere le sue strade e, però, certo questo è più rischioso. Si rischia per eccesso di controllo o eccesso di lassismo, e quando non si sa cosa fare si ricorre alle tecniche. Invece occorre esserci, occorre esserci con il corpo, occorre che per questo il corpo abbia la capacità di nutrirsi con gusto, che nel contatto con il corpo il giovane senta accanto un adulto che cerca sempre di crescere lui per primo, senza occultare il bambino che porta dentro e aiutando anzitutto con la fiducia e l’amore.