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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1564
MODICA - 07/09/2016
Attualità - I 60 diretti interessati intendono andare fino in fondo alla vicenda

Caso doposcuolisti e insegnanti a Modica: 2 ricorsi

Sarà dunque il magistrato a stabilire la legittimità o meno degli atti approvati Foto Corrierediragusa.it

Due ricorsi: uno al giudice del lavoro su assegnazione nelle nuove mansioni e l’altro al magistrato amministrativo per impugnare la mancata corrispondenza tra i profili di provenienza e quelli assegnati. I 60 (ex) doposcuolisti e insegnanti che la giunta ha assegnato ad altre mansioni sono intenzionati ad andare fino in fondo. Insieme ai sindacati di categoria hanno individuato un percorso preciso per far valere le loro ragioni rispetto a quanto deliberato dalla giunta che ha sospeso il servizio di doposcuola nelle scuole dell’obbligo facendo leva sull’insufficienza di personale negli uffici, per via dei prepensionamenti, destinandoli ad altre mansioni. Gli interessati, tra l’altro, hanno «scoperto» proprio in questi giorni che si trovano fuori dalla dotazione organica dell’ente, visto che non c’è corrispondenza tra il profilo professionale originario e quello attribuito di istruttore amministrativo. La dotazione organica di Palazzo s. Domenico, infatti, prevede solo pochi posti di istruttore amministrativo, peraltro occupati, per cui il personale ex scolastico si trova in una condizione di quasi precariato e non può infatti godere dei diritti attributi a chi è titolare di un posto.

A cominciare per esempio, da un eventuale concorso interno. Gli ex doposcuolisti si sono così ritrovati in condizione di soprannumero, ritenuta illegittima dal sindacato in quanto nelle dotazioni organiche ci deve essere piena corrispondenza tra posti e numero del personale assunto. Un altro pasticcio indotto dalle delibere approvate dalla giunta che ha cercato di salvaguardare gli interessi dell’ente ma è andata probabilmente oltre. Sarà dunque il magistrato a stabilire la legittimità o meno degli atti approvati ma è un fatto che il malumore tra il personale interessato è palpabile. Gli ex doposcuolisti sono stati intanto assegnati ai vari uffici sulla base delle loro richieste, delle professionalità, dei titoli di studio, anche se per la stragrande maggioranza la corrispondenza è solo sulla carta. Ognuno si è dovuto «riciclare» non avendo avuto, peraltro, alcuna formazione specifica ma assegnato a prescindere, fatta eccezione per le 4 unità destinate alla polizia locale, che, come reso noto dal comando, hanno sostenuto e superato uno specifico corso.

ATTIVITA´ INTEGRATIVE E DOPOSCUOLA KAPUTT!
Le attività integrative scolastiche e il doposcuola non sono servizi che il comune può garantire. L’inizio dell’anno per le scuole dell´obbligo porta «in dono» a 60 unità di personale, ai dirigenti scolastici e alle famiglie modicane, nonchè ai circa 2 mila piccoli alunni interessati, la delibera 171 con la quale l’amministrazione comunale sospende con effetto immediato il servizio e destina il personale a vari uffici comunali. A meno di ricorsi al giudice del lavoro gli insegnanti di lingue, educazione fisica, arti applicate, lettere e informatica che negli ultimi 30 anni hanno garantito le attività integrative nelle scuole dovranno rassegnarsi ad occuparsi di viabilità, canoni idrici, manutenzioni e progetti perché nel giro di qualche giorno i dirigenti dei vari settori avanzeranno le loro richieste al sindaco perché il personale sia loro assegnato. La delibera riguardante il personale delle attività integrative ha avuto un iter laborioso ed è la terza al riguardo. Il 20 giugno la prima, che avviò il processo di smantellamento del servizio ma che l’amministrazione dovette annullare qualche settimana dopo per vizio di forma e per non avere informato per tempo le rappresentanze sindacali. Il comprensibile stupore degli addetti ai lavori, le minacce di ricorsi hanno indotto la giunta a riscrivere la delibera nella forma definitiva, la 171 appunto, che è stata illustrata nei suoi contenuti al personale riunito al palazzo della Cultura in attesa che questo sia destinato nei vari uffici.

Le motivazioni addotte nella delibera parlano chiaro: il comune non è tenuto a garantire le attività extrascolastiche, queste si dovrebbero tenere in orario pomeridiano con costi aggiuntivi per le scuole. Inoltre le attività si configurano quali servizio a domanda individuale per il quale l’ente dovrebbe riscuotere il 36 per cento del costo annuale (circa 700 mila euro). Un onere a carico delle famiglie eccessivo e che secondo la motivazione addotta in delibera i genitori non sarebbero disposti a pagare perché superiore a quanto si può avere rivolgendosi a privati. L’ente ha deciso pertanto di chiudere un’esperienza in qualche modo «storica» e certamente qualificante all’interno delle scuole anche perché gli uffici sono sguarniti per effetti dei pensionamenti e bisogna tamponare le falle proprio con altro personale.

I dirigenti scolastici sono stati informati con la notifica della delibera e dovranno provvedere con gli insegnanti statali a disposizione. Un palliativo e niente di strutturalmente organico perché le risorse umane sono limitate. Quello che i dirigenti potranno ottenere dal comune, certificando le proprie esigenze, è qualche insegnante per soddisfare le necessità di fasce sociali particolarmente deboli. Per il resto tutti in ufficio dalla prossima settimana. La campana non suonerà più, bisognerà invece timbrare il cartellino.