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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 111
MODICA - 01/09/2016
Attualità - La delibera 171 destina 60 insegnanti a leggere i contatori dell’acqua

A Modica attività integrative e doposcuola kaputt!

Non sono esclusi ricorsi al giudice del lavoro ed altre conseguenze Foto Corrierediragusa.it

Le attività integrative scolastiche e il doposcuola non sono servizi che il comune può garantire. L’inizio dell’anno per le scuole dell´obbligo porta «in dono» a 60 unità di personale, ai dirigenti scolastici e alle famiglie modicane, nonchè ai circa 2 mila piccoli alunni interessati, la delibera 171 con la quale l’amministrazione comunale sospende con effetto immediato il servizio e destina il personale a vari uffici comunali. A meno di ricorsi al giudice del lavoro gli insegnanti di lingue, educazione fisica, arti applicate, lettere e informatica che negli ultimi 30 anni hanno garantito le attività integrative nelle scuole dovranno rassegnarsi ad occuparsi di viabilità, canoni idrici, manutenzioni e progetti perché nel giro di qualche giorno i dirigenti dei vari settori avanzeranno le loro richieste al sindaco perché il personale sia loro assegnato. La delibera riguardante il personale delle attività integrative ha avuto un iter laborioso ed è la terza al riguardo. Il 20 giugno la prima, che avviò il processo di smantellamento del servizio ma che l’amministrazione dovette annullare qualche settimana dopo per vizio di forma e per non avere informato per tempo le rappresentanze sindacali. Il comprensibile stupore degli addetti ai lavori, le minacce di ricorsi hanno indotto la giunta a riscrivere la delibera nella forma definitiva, la 171 appunto, che è stata illustrata nei suoi contenuti al personale riunito al palazzo della Cultura in attesa che questo sia destinato nei vari uffici.

Le motivazioni addotte nella delibera parlano chiaro: il comune non è tenuto a garantire le attività extrascolastiche, queste si dovrebbero tenere in orario pomeridiano con costi aggiuntivi per le scuole. Inoltre le attività si configurano quali servizio a domanda individuale per il quale l’ente dovrebbe riscuotere il 36 per cento del costo annuale (circa 700 mila euro). Un onere a carico delle famiglie eccessivo e che secondo la motivazione addotta in delibera i genitori non sarebbero disposti a pagare perché superiore a quanto si può avere rivolgendosi a privati. L’ente ha deciso pertanto di chiudere un’esperienza in qualche modo «storica» e certamente qualificante all’interno delle scuole anche perché gli uffici sono sguarniti per effetti dei pensionamenti e bisogna tamponare le falle proprio con altro personale.

I dirigenti scolastici sono stati informati con la notifica della delibera e dovranno provvedere con gli insegnanti statali a disposizione. Un palliativo e niente di strutturalmente organico perché le risorse umane sono limitate. Quello che i dirigenti potranno ottenere dal comune, certificando le proprie esigenze, è qualche insegnante per soddisfare le necessità di fasce sociali particolarmente deboli. Per il resto tutti in ufficio dalla prossima settimana. La campana non suonerà più, bisognerà invece timbrare il cartellino.