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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1187
MODICA - 30/08/2016
Attualità - Il parere del comitato pro tribunale e dell’avvocato Carmelo Scarso

Tribunale di Modica antisismico e... chiuso

Chiamati in causa anche Renzi e Grasso Foto Corrierediragusa.it

Un tribunale, quello di Ragusa, vecchio e inadeguato alle esigenze di tutti, e più vulnerabile ad un terremoto, e un altro palazzo di giustizia, quello di Modica, nuovo, moderno e soprattutto antisismico, ma chiuso. Il dito nella piaga dell´accorpamento dei tribunali con conseguente chiusura di quello di Modica viene ancora una volta messo dall´avvocato Carmelo Scarso (foto), conoscitore approfondito della vicenda, prendendo spunto dal drammatico esito del sisma che ha distrutto Amatrice e zone limitrofe, causando centinaia di morti. "I politici, tutti, soprattutto quelli di stampo istituzionale-governativo - scrive l´avvocato Scarso - si sono imbizzarriti in occasione del terremoto e dei suoi effetti. Ho il vago sospetto che il governo creda di aver trovato l´occasione per rifarsi la verginità, perduta, di efficienza e di fattività da spendere in autunno per il referendum. Questo mio abbrivio non vuole essere polemica e dico: magari fosse così; almeno i terremotati di oggi troverebbero immediata soluzione alla loro tragedia naturale.

Il profluvio di parole e i solenni proclami, però - continua il legale - non bastano se non vengono seguiti dai fatti. In questo marasma parolaio e meramente enunciativo, desidero soffermarmi su una parola, spesa e condivisa da tutti: prevenzione. Tutti si sono trovati d´accordo: il disastro in termini di vittime umane è degli uomini non della natura. Tutti hanno fatto promessa che non dovrà più succedere quel che è successo, tanto più che in molte zone del territorio nazionale, violentato da centinaia di terremoti all´anno, questo terribile male naturale è un evento in attesa.

Fra tutte le dichiarazioni ne richiamo due: quella autorevole del Presidente del Senato, Grasso, il quale ha sollecitato «a prevenire perché ciò non accada più», e quella, altrettanto autorevole, del Presidente del Consiglio, Dott. Renzi, che ha affermato che «la prevenzione non è una spesa, ma investimento». Ebbene, Signori Presidenti Grasso e Renzi, se dobbiamo fare prevenzione vi indico, per mio dovere di cittadino, un momento concreto di prevenzione, immediatamente attuabile e senza esose spese di adeguamenti.

Il grande plesso del Tribunale di Modica, insistente in una ampissima area dotata di tutti i servizi, antisismico, moderno, efficiente, inaugurato appena nel 2004, è stato chiuso per la legge sulla riforma della geografia giudiziaria, perché la sua funzione giudiziaria è stata accorpata al Tribunale di Ragusa, a distanza di poco meno di quindici chilometri. Il plesso di questo, datato e non antisismico e mancante dei più elementari presidi di sicurezza compresa la scala antincendio, insiste in un dedalo di viuzze del centro storico cittadino. Ad esso risultano accorpati altri viciniori e costosi plessi affittati: il primo, adiacente, anch´esso non antisismico e datato, in cui sono allocati gli Ufficiali Giudiziari e squadre di Polizia Giudiziaria; ed il secondo poco lontano, inutile a dirsi non antisismico e datato, in cui sono state trasferite alcune funzioni giudiziarie civili. Quest´ultimo plesso ha già visto il tentativo di aggressione di un magistrato ed è, nonostante i già costosi adattamenti, già transennato per i cocci che vanno giorno dopo giorno cadendo. Di tutti e tre i plessi ragusani non parliamo della sicurezza perché sarebbe parlare del nulla o quasi.

Signori Presidenti - prosegue Scarso - non dico nulla che non sia vero: rilevare per credere. Il problema dell´antisismicità del plesso di Modica e della assoluta non antisismicità di quello di Ragusa, è conosciuto a Palazzo Arenula, ma la sufficienza e la irresponsabilità con cui è stato affrontato è dimostrata dal seguente accadimento. Eravamo in riunione presso la sede ministeriale alla presenza dell´allora Ministro Cancellieri e del Dott. Birritteri, responsabile al tempo della attuazione della riforma. Io intervenni proprio sul fatto dell´antisismicità del nuovo plesso di Modica e il Dott. Birritteri, pure dando atto del fondamento delle ragioni strutturali a favore di questo plesso, ebbe ad affermare: «Ma che vuole, avvocato, anche questa palazzo ministeriale non è antisismico». Al che risposi prontamente: «Si, Dottore, ma questo palazzo non ha alternative, mentre il plesso di Ragusa ha l´alternativa di quello di Modica». Valutate, Voi, tale accadimento. Se così è, io, umile cittadino italiano, che non vuole più assistere allo scempio di morti non evitate per incuria umana, Vi invito e Vi sfido, superate le esternazioni conseguenti per consuetudine alle lacrime, alla prova di un concreto atto di prevenzione. Dopo le parole, i fatti. La prova dei fatti - conclude l´avvocato Scarso - Vi attende a Modica.

LA NOTA DEL COMITATO PRO TRIBUNALE
Convocato e presieduto dall’avvocato Enzo Galazzo, si è riunito a palazzo San Domenico il comitato pro tribunale "Per riflettere - si legge nella nota - sulle problematiche aperte dalla nota soppressione e dal conseguente accorpamento a Ragusa del locale Tribunale, segnatamente sul rischio sismico che grava sul nostro territorio". Ad imporre la riunione è stato l’attuale, devastante contesto che appena una settimana fa ha mietuto la vita di centinaia di cittadini ad Amatrice, ad Accumuli, ad Arquata e nelle loro frazioni. Ancora oggi, poco dopo le ore 13, una forte scossa è stata avvertita anche a Macerata. Dopo ampio ed articolato dibattito, è stato deciso di inviare una lettera al Presidente del Tribunale di Ragusa e per conoscenza al Prefetto ed ai Parlamentari, nazionali e regionali, per rappresentare le preoccupazioni legate alla attuale allocazione del tribunale a dispetto del fatto che il Palazzo di Giustizia di Modica, in possesso dei requisiti di legge e rispondente alle esigenze imposte in materia di staticità antisismica.

«A fronte del tragico evento – è stato scritto - e delle lezioni inferte dai disastri del Belice (1968), del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980), delle Marche e dell’Umbria (1997), del Molise (2002), dell’Emilia e dell’Aquila (2009) - i massimi rappresentanti delle istituzioni pubbliche hanno convenuto di avviare, finalmente, una seria politica di messa in sicurezza dei territori impegnando il loro ruolo e la loro parola, levando cori di richiamo alla prevenzione perché siffatte gravissime tragedie non abbiano più a ripetersi. Orbene, non possiamo non accorgerci che il nostro territorio è esposto, più di altri, ad eventi sismici non meno gravi di quelli che hanno spazzato via interi Comuni. Non possiamo fingere di non conoscere la estrema fragilità e del respiro affannoso della terra sulla quale poggiano le nostre costruzioni. Và pertanto esercitata ogni utile iniziativa per scongiurare le probabili, tragiche conseguenze per le centinaia di utenti che, quotidianamente, accedono al palazzo di giustizia di Ragusa, inadeguato ed esposto a crisi strutturale e ancor più il paradosso dell’abbandono della struttura giudiziaria di Modica,antisismica, inaugurata appena nel 2004 con il trasferimento di tutti i suoi affari (assieme a quelli della sezione staccata di Vittoria) a Ragusa.

Si deve finalmente comprendere che prevenzione e buon senso debbono camminare di pari passo e che doverosi interventi correttivi delle scelte amministrative sin qui adottate sono ineluttabili oltre che improcrastinabili». «Il Comitato – prosegue la lettera - auspica che l’attuale generazione iblea, e quelle future, non abbiano a vivere catastrofi quali quelle che, ciclicamente, gli organi di informazione impongono alla nostra attenzione. Auspica che, calato il sipario dell’emergenza, si dia rapidamente corso, con coerenza, ai conclamati atti di prevenzione assumendo iniziative che consentano l’immediato utilizzo del Palazzo di Giustizia di Modica. Se la messa in sicurezza dei territori richiede tempi lunghi e l’assunzione di costi ingenti, il mancato utilizzo di strutture giudiziarie antisismiche, già pronte e finalizzate a tale destinazione, sarebbe incomprensibile, se non moralmente delittuoso».«Su tali premesse – conclude la lettera - si confida in una autorevole iniziativa perchè il Governo nazionale adotti, in coerenza con le dichiarazioni di queste ore dei suoi massimi rappresentanti, atti urgenti e conseguenti».