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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1056
MODICA - 06/08/2016
Attualità - Le associazioni ambientaliste vogliono vederci chiaro

Caso Marina di Modica: Legambiente sconcertata

Non convince la presa di posizione della Regione Foto Corrierediragusa.it

Legambiente è sconcertata: il caso della nuova struttura ricettiva in fase di realizzazione nei pressi dell´oramai chiuso complesso turistico Itaparica non convince i circoli Melograno e il Carrubbo e non convince soprattutto l’audizione svoltasi presso la quarta Commissione Ambiente all’Ars. L’associazione ambientalista rileva infatti che in quella sede nessuno ha difeso gli interessi collettivi rispetto a quella che viene considerata una «aggressione speculativa» sulle dune di Marina di Modica. La documentazione fotografica dell’esposto denuncia presentato dai due circoli Legambiente non è stata presa in considerazione e l’atteggiamento dell’assessore Giorgio Belluardo è stato criticato perché non ha difeso l’interesse collettivo. Dice Legambiente: «Nel corso dell´audizione si è detto solo che il progetto è munito di tutti i pareri e le autorizzazioni, di quanto sono «belle e buone» le prescrizioni che prevedono anche la sorveglianza della Forestale e via dicendo ma nessuno, ad esempio, ha chiesto se la Forestale sia stata correttamente informata sullo svolgimento dei lavori, se la stessa ha esercitato la supervisione, se abbia mai fatto controlli e loro eventuali esiti.

Le associazioni ambientaliste - si continua a leggere testualmente nel documento - ribadiscono di essere a conoscenza dell´esistenza delle autorizzazioni e delle prescrizioni ma con la stessa sicurezza ribadiscono, documentazione alla mano, che diverse delle prescrizioni non sono state rispettate e quindi che il decreto autorizzativo va fatto immediatamente decadere». Le associazioni vogliono dunque andare fino in fondo per salvaguardare le dune di Punta Regilione e puntano ad ottenere l’immediata sospensione dei lavori.

PER LA REGIONE TUTTO VA BENE
Per la Regione è tutto in ordine, ma Legambiente è perplessa e chiede un approfondimento del caso tramite un esposto. L’immobile destinato ad attività ricettiva sulle dune di Punta Regilione preoccupa i residenti, induce a interrogativi i circoli Melograno di Modica e Il Carrubo di Ragusa che vogliono avere chiarimenti sull’edificio in fase di costruzione. «L’immobile – dice Legambiente – insiste su una duna matura all’interno di un sito di Importanza comunitaria (Sic). Una zona quindi che deve essere preservata, dove bisogna rispettare tutta una serie di prescrizioni». Quali associazioni portatrici di interessi diffusi in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, la scorsa settimana i due circoli hanno presentato un documentato esposto-denuncia per il mancato rispetto delle prescrizioni previste con il quale l´Assessorato Territorio e Ambiente ha rilasciato «Giudizio positivo di compatibilità ambientale, con prescrizioni, alla ditta Portosalvo 2». La risposta da Palermo è arrivata in sede di quarta commissione parlamentare all’Ars che ha esaminato tutta la documentazione prodotta e fatto chiarezza dal punto di vista formale.

La commissione sostiene che i lavori rispettano le prescrizioni imposte dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. La proprietà dell’albergo a 4 stelle che prende il posto della discoteca «Itaparica» costruita nel 1996, infatti, ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie (concessione Suap rilasciata nel 2009 dall’ufficio tecnico comunale e concessione paesaggistica rilasciata nello stesso anno dalla sovrintendenza) ed è quindi in possesso di tutti i pareri necessari per edificare in quella che è una zona C privata, quindi a tutti gli effetti edificabile. I lavori devono essere completati, per rispettare l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Modica nel 2009, entro il prossimo mese di ottobre, ma la proprietà ha facoltà di richiedere un altro anno di proroga. L’assessore all’Urbanistica Giorgio Belluardo, sentito dai parlamentari, ha ribadito che il nucleo operativo di polizia edilizia ha controllato a più riprese l’evoluzione dei lavori e verificato che le prescrizioni date sono rispettate.

Tutto in regola dunque e lavori in via di completamento, ma le perplessità di quanti risiedono nella zona e di chi si bagna sulla scogliera di punta Regilione restano tutte dal punto di vista sostanziale perché l’edificio incombe con la sua massa proprio alle spalle di spiaggia e scogliera. Resta un mistero come il Piano regolatore del comune possa avere previsto a poche centinaia di metri dal mare una zona edificabile con una cubatura che appare ad occhio nudo sproporzionata rispetto all’ambiente circostante.