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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1086
MODICA - 02/08/2016
Attualità - Gli interessati hanno subito mobilitato i loro avvocati

Contenzioso tra giunta e personale scuola a Modica

Contestati alcuni provvedimenti definiti "controversi e contrastanti" Foto Corrierediragusa.it

Dal sillabario al bollettario idrico, dall’algebra alla pratica di urbanistica, dalle lingue straniere all’anagrafe. Per doposcuolisti delle elementari e insegnanti delle attività integrative, spostati di punto in bianco dalla scuola agli uffici comunali, il "salto" non è stato facile, anzi traumatico. Per i 61 interessati le delibere di giunta 137 e 151 sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, anche se alcuni "tuoni" già da questo inverno lo avevano annunciato. Il "braccio di ferro" tra amministrazione e personale della scuola finirà con buona probabilità davanti al giudice del lavoro perché gli interessati hanno subito mobilitato i loro avvocati alla luce di provvedimenti definiti "controversi e contrastanti", anche perché l’amministrazione, dinanzi alle rimostranze e alle perplessità subito sollevate dal personale, è corsa ai ripari ritirando in autotutela le delibere proprio perché ha ritenuto che c’erano motivi di illegittimità. Un autentico autogol per la giunta che prima ha fatto un passo avanti e poi due indietro visto che, dopo avere revocato la delibera, ha anche cercato di sanare bonariamente, ma inutilmente, il rapporto incrinato con il personale. Doposcuolisti e insegnanti delle attività integrative costano 700 mila euro l’anno e sono a carico dell’ente che si è trovato quest’anno, per effetto di una sessantina di pensionamenti, a corto di personale negli uffici.

Per tagliare costi e rimpolpare gli uffici è stato così deciso di spostare il personale scolastico con una comunicazione secca e perentoria a dirigenti scolastici e agli interessati. Dal prossimo settembre nelle scuole dell’obbligo della città non potranno così essere garantite attività molto apprezzate, e totalmente gratuite, dalle famiglie, come il sostegno per le lingue straniere, i corsi di informatica, le attività teatrali, le ore di sport, il sostegno a materie come matematica e italiano, che spesso sono le più ostiche per i giovani alunni. Nelle scuole il servizio è stato vitale per assicurare qualità e miglioramento delle competenze e i genitori, già a conoscenza delle decisioni di palazzo S. Domenico, si preparano alla rivolta da settembre quando non ci sarà più la possibilità delle attività di supporto all’insegnamento.

Il personale scolastico è stato assegnato per il momento nei vari uffici comunali, senza alcuna formazione specifica, spesso a prescindere anche da un minimo di competenze. E chi ha un titolo di architetto si occupa di acqua, chi ha fatto l’insegnate di educazione fisica legge i contatori, chi insegnava a leggere e scrivere si occupa di tributi. L’amministrazione ha ritenuto così, e sulla carta legittimamente, ma ha ignorato aspetti legati all’orario del personale, alla procedura, al rispetto dei profili professionali. Da qui l’annullamento in autotutela della delibera e la restituzione del vecchio profilo al personale in attesa di fare chiarezza su tutto. La faranno certamente gli avvocati che ravvisano già comportamenti antisindacali, abuso di ufficio e di illegittimità amministrative. Un bel pasticcio di cui la scuola non aveva bisogno e che avrà, stando così le cose, alunni e famiglie certamente tra i perdenti ed un contenzioso che può portare a gravi sanzioni per l’ente.