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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 881
MODICA - 04/07/2016
Attualità - Il già 6 volte sindaco ex presidente dell’Azasi è morto sabato

I funerali di Saverio Terranova a Modica

La sua figura è stata ricordata nell’omelia di Don Antonio Forgione Foto Corrierediragusa.it

Uomo di fede e di cultura prima che politico di razza. Don Antonio Forgione ha ricordato così la figura di Saverio Terranova, 85 anni, di cui sono stati celebrati i funerali nell´affollata chiesa di S. Maria (foto). Insieme a don Forgione anche Don Umberto Bonincontro per una concelebrazione molto partecipata che ha visto in prima fila tanti politici che insieme all’ex sindaco e presidente dell’Azasi hanno condiviso e combattuto battaglie pur se su schieramenti opposti. C’erano Innocenzo Leontini, Nino Minardo, Nello Dipasquale, Venerina Padua, Roberto Ammatuna e gli ex sindaci Carmelo Ruta e Antonello Buscema (Piero Torchi era fuori sede), tanti ex amministratori e consiglieri comunali che del sindaco hanno ricordato la capacità di leadership e soprattutto il carisma.

Il saluto della città è stato portato dal sindaco e dal Presidente del consiglio comunale. Tra i tanti presenti amici e compagni di partito che con Saverio terranova hanno compiuto percorsi comuni e anche tanti ex giovani che vicino al terranova docente e al Terranova politico si sono formati. Un lungo applauso all’uscita della bara ha chiuso la cerimonia funebre prima della traslazione nel cimitero di Piano Ceci.

La morte di Saverio Terranova
Saverio Terranova, 85 anni, è morto nella sua casa di via Marchesa Tedeschi dove era ritornato dopo un breve ricovero in ospedale. L’aggravarsi di problemi circolatori e dello stato generale di salute hanno portato il già sei volte sindaco della città ad una fine che è arrivata inattesa ed ha fatto subito il giro della città. Saverio Terranova, docente di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico «Galilei», dove ha formato generazioni di studenti, è stato uno dei protagonisti degli ultimi 50 anni della città e del territorio ibleo. Subito dopo la laurea alla Cattolica di Milano ha abbracciato l’attività politica militando nella Democrazia cristiana, di cui è stato leader per tanti anni. Saverio Terranova, diventa sindaco ad appena 30 anni nel gennaio del 61’, è il «figlio di un muratore» che ha scalzato la vecchia nomenclatura Dc del sindaco Basile e dell’on. Guerrieri. Dà il via ad un processo di modernizzazione della città con un piano di costruzione delle infrastrutture, strade, fognatura,scuole, elettrificazione rurale, in un centro ancora nobile e antico ma sostanzialmente agricolo. Saverio Terranova entra da protagonista nella vita politica cittadina, apre la stagione dello scontro con la nomenclatura Dc, con i vecchi blocchi di potere. Le fratture nella «balena bianca» non si contano e portano alla fine ad un blocco che tarpa in qualche modo le ali di un successivo, ulteriore, sviluppo. Il suo antagonista principale è Nino Avola, esponente della sinistra Dc mentre Terranova è il fulcro della corrente dorotea. Da sindaco «inventa» Marina di Modica, creandola dal nulla sulla vecchia spiaggia di Ciarciolo, crea l’Azasi, di cui sarà presidente per 7 anni, credendo fortemente nel processo di industrializzazione della provincia iblea e dà il via all’area industriale di Maganuco.

Uomo sempre attivo e vulcanico si candida al Parlamento ma qui incontra l’ostacolo di Angelo Scivoletto, scomparso appena due settimane fa, che è espressione della Dc sociale. Le tre candidature non vanno a buon fine ma Saverio Terranova non demorde. E’ antesignano del «compromesso storico» quando con Modica Cattolica e democratica» dà vita ad una lista civica e stringe un patto di ferro con Virgilio Failla, allora uomo forte del Pci. Terranova ha attraversato la politica iblea di un trentennio, sempre in difesa della città e del territorio. Ritorna a palazzo S. Domenico negli anni 90’, poi continua come consigliere comunale. Il nuovo secolo lo trova impegnato nell’attività di ricerca, di studio e di saggista. In uno dei suoi libri «Contributo alla storia di Modica» analizza le dinamiche della città e le sue vicende socio-politiche-economiche.

Il suo coinvolgimento e la sua passione civile emergono dalle pagine di un libro che è testimonianza viva, vibrante, ricca di inediti, ma anche di giudizi tranchant, che non risparmiano nessuno. Lo storico Giuseppe Barone così dice di lui: «E’ stato uomo di battaglie, penalizzato fortemente dal suo stesso partito. Basti ricordare le politiche del 68’ o anche le regionali del 91’». Terranova è stato uomo dalla grande coscienza civile, uomo di prospettive e di contenuti che ha attraversato da protagonista gli ultimi 50 anni di storia del territorio