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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 377
MODICA - 09/09/2008
Attualità - Modica - Una piazza gremita come in campagna elettorale

Seguitissimi i "conti di Modica": buoni propositi e "picconate"

L’on Minardo e il sindaco Buscema confermano la loro unità: "Qualche sindacalista dell’ultima ora ama fare demagogia" Foto Corrierediragusa.it

Nulla di nuovo sotto le palme di un’affollatissima piazza Matteotti, nonostante l’afosa serata d’inizio settembre. C’era attesa per i «conti di Modica», e il contenuto degli interventi di sindaco e assessori dal palco (nella foto) non hanno tradito le aspettative. Il debito è stratosferico e, per rientrare degli oltre 52milioni di euro, occorrerà introitare tutte le somme che, negli anni passati, non sono state pretese dall’ente. Per addivenire a questo risultato non si spremeranno come limoni i contribuenti. In altre parole, le tasse non saranno aumentate. Di conseguenza, la dichiarazione di dissesto finanziario non si concretizzerà. Saranno gli evasori, totali o parziali, a restituire quanto dovuto all’ente.

Questo, in sintesi, quanto la gente ha udito dal palco, nel corso di un comizio seguito per un’ora esatta da migliaia di orecchie attente. A cominciare dai dipendenti comunali. A loro si è rivolto l’assessore al personale Giuseppe Sammito, esortandoli a portare pazienza per i due mesi di stipendi arretrati. Nessun licenziamento in vista, ma ciascuno si dovrà adeguare a cimentarsi in nuove mansioni, nell’ottica delle rispettive competenze. E’ stato poi l’on Riccardo Minardo a prendere la parola. «Stiamo lavorando per ottenere dalla Regione contributi straordinari. Se ce la faremo ? ha detto Minardo ? il comune potrà onorare i suoi debiti e venire fuori dal baratro. Ad un media di tre milioni di euro all’anno, in un ventennio palazzo San Domenico potrebbe risanarsi del tutto».

Minardo non ha però spiegato dove stava, e con chi strava, quando governava assieme alla precedente amministrazione. Buona parte delle persone presenti sul palco fu a suo tempo presente dall’altra parte della barricata, quando questa crisi finanziaria continuava a maturare nel silenzio. Se Minardo avesse spiegato dal palco come mai allora né lui, né i suoi alleati di ieri e di oggi mossero un dito per evitare l’approvazione di bilanci «taroccati», il folto uditorio avrebbe di certo gradito. E invece nulla.

Vero è che in altre occasioni, a cominciare dalla campagna elettorale di meno di tre mesi fa, Minardo fece più volte ammenda, asserendo che «si era stati costretti, in un certo senso, ad agire in quel modo». Ma costretti da chi? E perché? «L’importante è che ci siamo ravveduti ? dichiarò Minardo sempre in campagna elettorale, ma non ieri sera dal palco ? e lavoreremo per rimediare ai nostri errori». Viene da scrivere «meglio tardi che mai». Alcuni sostengono che Minardo abbia la memoria corta e, alleandosi con Antonello Buscema per guidare la città, sputi in un certo senso nel piatto in cui ha per anni mangiato. Quasi a sgomberare il campo anche da questo genere di dubbi, nel corso del suo breve ma esaustivo discorso che ha chiuso «I conti di Modica», il sindaco Antonello Buscema ha dichiarato: «alla gente interessa poco se governa Tizio o Caio. L’importante è uscire fuori da questa difficile situazione. E’ inutile ? ha proseguito il primo cittadino ? che qualche sindacalista dell’ultima ora si affanni a fare demagogia, sobillando i dipendenti. Nessuno di loro sarà licenziato, ma non possiamo permetterci che continuino a lavorare in settori che costano un occhio al comune».

Buscema ha portato l’esempio della manutenzione del verde pubblico, per la quale l’ente spende 800mila euro a fronte dei 50mila che bastavano prima della nascita della «Multiservizi». «Con la società pubblica la precedente amministrazione assunse in maniera indiscriminata almeno una sessantina di dipendenti. Costoro ? ha aggiunto Buscema ? non perderanno il posto di lavoro, ma saranno dirottati nei prossimi giorni in altri settori. Su 517 dipendenti ? ha concluso il sindaco ? solo uno svolge la mansione di addetto alla lettura dei contatori dell’acqua, senza contare che l’ufficio tributi, uno dei settori vitali per un comune, è sottodimensionato. A tutte queste situazioni assurde stiamo ponendo rimedio».


E I NETTURBINI SCIOPERANO

Come annunciato un paio di settimane fa, gli operatori ecologici hanno di nuovo incrociato le braccia, lasciando buona parte della città nel pattume. L’astensione dal lavoro proseguirà ad oltranza. Su questa circostanza interviene il coordinatore cittadino del Pd Giancarlo Poidomani, che bolla come «irresponsabile» questo sciopero. «Un gesto irrispettoso dell’amministrazione ? dichiara Poidomani ? che aveva assicurato il pagamento delle spettanze arretrate nel corso di questa settimana, quando sarà accreditata la trimestralità della Regione. Ritengo che alcuni dirigenti sindacali che sobillano i lavoratori e accusano l’amministrazione di scarsa trasparenza e collaborazione con i sindacati ? conclude Poidomani ? debbano passarsi la mano sulla coscienza». Dello stesso avviso il sindaco Buscema, secondo cui la sua eccessiva disponibilità è stata travisata e fatta oggetto di demagogia.