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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1290
MODICA - 10/06/2016
Attualità - "Non tutti hanno la memoria corta come quella del primo cittadino"

"Il sindaco di Modica si contraddice"

"La scelta dei doppi turni non è della provincia" Foto Corrierediragusa.it

«Sono restia a polemiche e contrapposizioni di qualsiasi tipo, perché lasciano il tempo che trovano. Ritengo, piuttosto, che l’unico obiettivo da raggiungere sia quello di impegnarsi per ottenere riscontri concreti rispetto alle sollecitazioni che ci arrivano dai cittadini. Ma non posso rimanere impassibile rispetto a chi, come se nulla fosse, stravolge la realtà storica, pensando che tutti abbiano memoria corta. Purtroppo non è così. Anche perché io, quei fatti di cui stiamo parlando, li ho vissuti da protagonista». Così la senatrice del Pd Venerina Padua (foto) sulla vicenda del liceo artistico Galilei Campailla, alle prese con il rischio doppi turni per la scelta dell’ex Provincia di non rinnovare più, a partire dalla prossima stagione, i contratti di locazione delle sedi periferiche. «Il sindaco di Modica – afferma la senatrice Padua – si duole delle scelte scellerate compiute in passato dalla Provincia regionale di Ragusa che, piuttosto che locare le sedi periferiche, avrebbe potuto pensare a progettare una nuova sede.

Peccato, però, che il sindaco Abbate, allora consigliere provinciale, queste scelte le abbia sostenute appoggiando l’Amministrazione allora retta dal presidente Antoci. Che, tra l’altro, aveva come assessore in Giunta l’attuale on Nino Minardo, dallo stesso sindaco citato nel suo intervento a sostegno dell’azione a vantaggio della risoluzione della problematica. Quindi, caro sindaco Abbate, ma di cosa stiamo parlando? Vogliamo falsificare il passato? Chi ha appoggiato le scelte fatte dall’esecutivo di quel tempo? E, soprattutto, chi non si è pronunciato a favore di un progetto finanziato che prevedeva la creazione di una nuova sede per il liceo artistico?

Troppo facile parlare a distanza di tempo nella speranza che tutti abbiano la memoria corta. Io, che ricordo benissimo quanto accadde, anche perché, da consigliera provinciale esponente dell’opposizione, ho presentato una serie di interrogazioni per denunciare lo sciupio di denaro pubblico proprio con riferimento all’eccessivo ricorso alle locazioni, mi sono sentita in dovere di ristabilire come stanno esattamente le cose. Quindi, che il sindaco si dolga per quanto sta accadendo adesso ben venga. Ma che critichi le scelte del passato, non è intellettualmente corretto». E la senatrice Padua poi aggiunge: «Ho avuto modo di risentire in queste ultime ore il commissario straordinario dell’ex Ap, Dario Cartabellotta, il quale mi ha confermato che, purtroppo, non ci sono novità rispetto al quadro desolante che mi aveva prospettato l’altra volta. E che comunque le decisioni definitive saranno assunte nel corso di una conferenza dei servizi che l’ex Provincia terrà venerdì 17 giugno. Auspichiamo, ovviamente, che la vicenda possa trovare una soluzione anche in seguito al confronto da me personalmente avviato con il sottosegretario Faraone e in attesa di ricevere risposte dall’assessore regionale alla Pubblica istruzione Marziano».

"LA SCELTA DEI DOPPI TURNI NON E´ DELLA PROVINCIA"
La scelta di effettuare dei doppi turni rientra nell’autonomia della singola dirigenza scolastica e non può essere addebitata al Libero Consorzio Comunale di Ragusa che, nell’ambito di una rivisitazione della spesa pubblica, chiesta dall’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei e per le ben note criticità finanziarie dell’Ente, ha operato la disdetta di alcuni immobili destinati ad ospitare istituti scolastici. Nell’ambito di questa razionalizzazione della spesa si è deciso di dare disdetta agli immobili di proprietà della Gensal e dell’Ice dal primo settembre 2016 e dell’Invest a partire dal primo settembre 2017 per una norma contrattuale che prevedeva la disdetta di un anno anziché di sei mesi.

In base alla disdetta degli immobili di proprietà della Gensal che ospitava classi del liceo artistico e dell’Ice che ospitava classi della sezione Geometri si sono informati i dirigenti scolastici degli istituti di pertinenza, ovvero Liceo ‘Galilei’, Liceo ‘Verga’ e Istituto Tecnico ‘Archimede, di provvedere a riorganizzare le attività didattiche in forza della funzionalità dei locali assegnati. Il Liceo ‘Galilei’ che ha tra l’altro la sezione del liceo Artistico nell’ambito del decreto di ridimensionamento scolastico non ha più in carico la sezione del ‘Tima’ che invece è trasferita al ‘Verga’ con conseguente fruizione di nuovi locali. La ‘ratio’ del provvedimento gestionale di assegnazione degli spazi agli istituti ‘Verga’, Galilei ed Archimede non ha inteso penalizzare alcuna di queste tre istituzioni scolastiche ma è stato individuato un criterio di uguale assegnazione degli spazi ai tre istituti che poi in piena autonomia gestiranno i dirigenti scolastici.

I SOLDI SONO FINITI
Il Libero Consorzio è con l’acqua alla gola e ha cominciato a tagliare servizi per recuperare risorse. Tra quelli di sua competenza i fitti per locali scolastici di istituti superiori nei vari comuni che pesano sul bilancio dell’ente retto dal commissario straordinario Dario Cartabellotta. E’ questa la ragione di fondo che ha indotto l’ente di viale del Fante a preannunciare che tre delle sedi che ospitano aule scolastiche saranno tagliate. Si tratta della sede dell’istituto «Verga» di via S. Giuliano, della sede staccata dell’ex Gensal del Liceo Artistico e a seguire tra due anni della sede centrale dello stesso istituto ospitato da sempre presso il plesso ex Carpentieri. La chiusura dei tre plessi comporta di conseguenza la necessità di trovare una soluzione al problema che rischia di mettere in gioco soprattutto la vita e la qualità didattica di un istituto come il Liceo Artistico che ha bisogno di aule speciali per le attività che vi si svolgono. Il Libero Consorzio non è andato, almeno per il momento, al di là della comunicazione di servizio e si è ben guardato dal proporre soluzioni alternative.

L’ipotesi di potere ospitare il Liceo Artistico presso le altre sedi di proprietà della ex provincia come l’istituto Archimede, lo Scientifico Galilei o l’ex istituto per Geometri di piazzale Fabrizio sembra impraticabile visto gli spazi ristretti in cui operano quanti vi sono già insediati. Il caso è problematico e impone soluzioni che al momento non sono ipotizzabili. La questione ha tuttavia indotto le prime proteste e prese di posizione presso l’istituto Galilei-Campailla che sarebbe il più penalizzato. Gli studenti scenderanno in piazza venerdì con un flash mob sulla scalinata di S. Pietro, sabato si terrà una manifestazione cittadina in piazza Matteotti e lunedì è stato programmato un incontro in Prefettura. La scuola ha anche promosso una petizione per chiedere garanzie perché sia assicurata la continuità didattica e le migliori condizioni a quanti frequentano il Liceo Artistico.