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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 746
MODICA - 09/06/2016
Attualità - La vicenda era stata sollevata da Progetto popolare

La giunta di Modica voleva privatizzare servizio idrico

Fa riflettere questo ennesimo tentativo, per fortuna andato a vuoto, di privatizzare Foto Corrierediragusa.it

Il colpo è rimasto in canna. Per il momento la gestione della distribuzione della rete idrica, la sua manutenzione e la riscossione del canone restano in carico al comune e la delibera dello scorso 12 maggio resta inefficace. Il parere negativo del responsabile unico del procedimento (rup), funzionario, che, per la cronaca, andrà in pensione a breve, ha bloccato sul nascere il progetto di «costruzione di una infrastruttura volta ad ottimizzare le fasi di adduzione e distribuzione dell’acqua potabile», così come si legge nell’intestazione del provvedimento che era stato votato dalla giunta. Due le società, peraltro facenti sostanzialmente capo allo stesso gruppo, che si erano fatte avanti per la gestione del servizio. Il modello che si voleva applicare alla gestione dell’acqua, tanto da far parlare di vera e propria privatizzazione, si rifaceva sostanzialmente a quanto accade al cimitero comunale, con un affidamento di gestione ultra ventennale. Nella delibera la giunta prevedeva anche l’attività di ricerca e di riparazione delle perdite della condotta idrica e di altri servizi. L’idea guida, a leggere la delibera, sarebbe stata quella di «liberarsi» della gestione del servizio perché ritenuto oneroso oltre a prendere atto che riparazioni e manutenzioni sono difficili, complicate e richiedono risorse che l’ente non può permettersi.

Le due società interessate avevano chiesto l’affidamento del servizio con il sistema del progetto di finanza, o project financing, assumendo cioè gli oneri del servizio per un certo periodo di anni in ritorno del canone. Gli interessati avevano presentato una prima domanda nel novembre dello scorso anno e poi, perdurando il silenzio di palazzo S. Domenico, a febbraio. Quello che doveva essere un passaggio ordinario, con la nomina del responsabile del procedimento e del suo relativo parere, di norma in questi casi positivo, si è risolto in una bocciatura. Il parere del funzionario è stato negativo, per motivi fin troppo ovvi ma evidentemente "poco chiari" per qualcuno, bloccando sul nascere l’evoluzione di un progetto che, nei fatti, avrebbe privatizzato il servizio idrico, con tutte le immaginabili conseguenze del caso.

"Per fortuna il rup ha bloccato questo disastro - ha scritto Progetto popolare, che aveva sollevato la gravità della vicenda - in quanto la privatizzazione del servizio idrico si sarebbe commentata da sè. Per questo scampato pericolo - concludeva Progetto popolare - dobbiamo ringraziare solo il rup, non di certo sindaco e giunta".

Fa riflettere questo ennesimo tentativo, per fortuna andato a vuoto, di privatizzare. Per che cosa si pagano le tasse se un ente pubblico non riesce a garantire l´essenziale, tentando di converso di affidarsi ai privati? La rete idrica fa acqua da tutte le parti, fuor di metafora, mentre l´evasione da parte di chi non ha mai pagato un solo metro cubo d´acqua non accenna a diminuire. Non c´è bisogno di aggiungere altro, se non la raccomandazione ai modicani di stare bene attenti a certi "movimenti strani".