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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1389
MODICA - 25/05/2016
Attualità - L’amministrazione non paga da 5 anni il debito accumulato col Cui

Caos università servizio sociale: Ragusa contro Modica

Invece di adempiere ai suoi doveri istituzionali, l’amministrazione comunale cambia "partner" Foto Corrierediragusa.it

Il passaggio della facoltà di scienze del servizio sociale dal consorzio universitario ibleo (Cui) al Consorzio Cumo, che ha sede a Noto, ha determinato il duro intervento del presidente del Cui Cesare Borrometi (foto). Quest´ultimo è pronto ad adire le vie legali visto che il comune di Modica, l’università di Messina e la stessa scuola Stagno d’Alcontres hanno praticamente ignorato la convenzione con la quale l’Università di Messina nel 2003 sottoscriveva l’accordo con il consorzio ibleo e con il comune di Modica per 20 anni. Una convenzione con scadenza nel 2022 che, a detta di Borrometi, "In modo unilaterale è stata «stracciata» per avviare un altro progetto che vede la facoltà distribuita su Noto per la didattica e su Modica per i tirocini". L’avere ignorato la convenzione per il presidente Cesare Borrometi costituisce «Un fatto di gravità inaudita e in passato
non si è creduto possibile che si potesse pervenire alla macroscopica illegittimità consistita nel disattendere una convenzione assolutamente valida e legittima che impegna l’Ateneo nei confronti di questo Consorzio».

Per l´amministrazione comunale è invece tutto regolare, dal momento che, si legge in una nota, "La scelta è stata dettata solo per motivi economici perché i costi si abbattono e la perdita di metà del corso è solo «una dislocazione» e non un trasferimento". Ma da palazzo San Domenico nessun cenno però su altri due fatti che caratterizzano una brutta storia per l’immagine della città. Modica deve difatti pagare al Cui mezzo milione di euro, che, nonostante le reiterate promesse dell´amministrazione, devono ancora essere liquidati. Inoltre il mancato rispetto della convenzione sottoscritta insieme all’ateneo messinese con il Cui fino al 2022 la dice lunga sull´effettivo rispetto delle regole da parte dei rappresentanti istituzionali di cui spesso e volentieri si parla in convegni e interventi pubblici vari.

Modica non paga da cinque anni e ha accumulato debiti su debiti con il Cui, cambiando ora "partner" forse nella speranza di eludere o ritardare ancora il pagamento del debito. Non ci fa una bella figura neppure l’Università di Messina che preferisce il Cumo invece di richiamare gli altri protagonisti di questa storia, amministrazione comunale e scuola stessa, ai loro doveri istituzionali. Al di là dei risvolti giuridici e amministrativi della vicenda ci sono poi, e certamente non secondari, gli studenti e le loro famiglie che si trovano sballottati tra interessi contrastanti, in un braccio di ferro di cui non sono responsabili invece di avere garantiti la sicurezza e la continuità degli studi e possibilmente una buona qualità della didattica.