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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 415
MODICA - 04/09/2008
Attualità - Modica - Il "boicottaggio" dei messi notificatori

Dipendenti "malati" e scontenti e le bollette dell´acqua tardano

Quasi tutti a casa per "problemi respiratori". L’amministrazione sta adottando la linea morbida, ma la corda non va tirata troppo Foto Corrierediragusa.it

Sono 15mila 719 le bollette per i ruoli arretrati dell’acqua destinati ad altrettanti cittadini che non risultano in regola con i pagamenti. 12 gli impiegati comunali preposti alla riscossione, due per ognuna delle sei postazioni dislocate nei punti nevralgici della città.

48 invece i messi notificatori, alcuni dei quali si sono in questi giorni dichiarati malati, con tanto di certificazioni mediche, alcune delle quali attesterebbero «problemi di natura respiratoria». Pare invece che questi improvvisi «malanni» siano riconducibili al malcontento di alcuni dipendenti che, su direttive dell’amministrazione ed attuate dai dirigenti, sono stati spostati dai loro originari settori per costituire la task force che deve occuparsi di recapitare le bollette dell’acqua al domicilio degli utenti per consentire all’ente d’incamerare contante. Se inviate per posta, il servizio sarebbe costato all’amministrazione oltre 160mila euro. Si è quindi deciso di procedere «in house», anche se i dipendenti avrebbero mostrato di non gradire.

In questo momento l’amministrazione sta adottando la linea morbida nei confronti dei «malati», anche se questo intoppo sta determinando un ritardo nel recapito delle bollette. Ma se la circostanza dovesse protrarsi per le lunghe, è chiaro che saranno adottati tutti i provvedimenti disciplinari del caso, fino alla conseguenza ultima del licenziamento, al quale gli amministratori auspicano di non dover ricorrere. Il rovescio della medaglia è dato da una decina di dipendenti molto più volenterosi che lavorano senza sosta in una stanza di palazzo San Domenico per accertare i ruoli delle bollette dell’acqua.

E’ questo il primo segnale di una rivoluzione che la nuova giunta intende portare a compimento entro i primi mesi del nuovo anno: la rivisitazione dei settori con la collocazione dei dipendenti laddove le necessità sono maggiori. E’ il caso dell’ufficio tributi che, almeno finora, ha lavorato con un organico sottodimensionato di 16 dipendenti. Un paradosso, considerato che il comune annovera quasi il doppio degli impiegati di cui avrebbe davvero bisogno: 509 di ruolo e 116 contrattisti, per un totale di 625 dipendenti.

Parecchi di loro, troppi in verità, sarebbero stati nel corso degli anni collocati in settori dove il carico di lavoro sarebbe stato notevolmente inferiore rispetto ad altri. Come nel caso del settore dei servizi sociali dove, in questi giorni, sono in corso controlli di natura gestionale e contabile in ordine alle spettanze attribuite alle varie cooperative. Questo settore costa all’ente qualcosa come sei milioni di euro all’anno. Poco più di due milioni vengono destinati alle cooperative e buona parte del resto al personale del comune. Fatta una veloce mano di conti, è fin troppo ovvio giungere alla conclusione che questo settore risulta decisamente sovradimensionato, a fronte delle reali esigenze.

Di contro, il settore tributi annaspa. Ecco perché il dirigente Angelo Sammito ha avanzato richiesta alla nuova amministrazione di vedersi assegnato un numero maggiore di dipendenti, per procedere ad incamerare altre somme che l’ente deve ancora percepire. Proprio questa politica votata al lassismo della precedente amministrazione ha contribuito ad incrementare notevolmente il debito pubblico. Pare difatti che le reiterate richieste di un rinfoltimento del personale, già anni addietro richieste da Sammito, fossero cadute nel vuoto. Con la giunta Buscema qualcosa si sta muovendo in questo senso, cominciando proprio dai ruoli dell’acqua.

E’ inconcepibile che un ente con l’acqua alla gola sotto l’aspetto finanziario, abbia cincischiato nel recuperare le somme dovute, proprio a causa, in primis, della carenza di personale da destinare allo scopo, nonostante i dipendenti siano in esubero rispetto al reale fabbisogno della pianta organica. E’ stato questo in pratica l’andazzo che ha caratterizzato per quasi un decennio palazzo San Domenico. Una circostanza che non ha bisogno di ulteriori commenti.

(Nella foto in alto da sx il sindaco Antonello Buscema e l´assessore al bilancio Emanuele Muriana)