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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1142
MODICA - 21/05/2016
Attualità - Evento storico nella chiesa di San Pietro

Il bimbo siriano battezzato a Modica

Un dono del cielo per mamma e papà che ringraziano tutta la comunità
Foto CorrierediRagusa.it

Un bimbo siriano che non conoscerà mai i suoi due fratellini uccisi dall’esplosione di un mortaio in quella terra dilaniata dalla guerra civile, ha ricevuto giovedì scorso il battesimo nella chiesa di San Pietro a Modica, direttamente dalle mani dell’arcivescovo di Palermo don Corrado Lorefice, che ci teneva tantissimo ad essere presente al lieto evento, come gesto di amore e di speranza verso quella famiglia che tanto ha sofferto in patria. Non a caso lo stesso don Lorefice ha parlato di «Un ponte da Modica a Damasco» battezzando il piccolo Angelo, il cui bellissimo nome non è stato scelto a caso. Il bimbo, che oggi ha poco più di un anno, è figlio di Aboud e Soha. Un dono del cielo e una grazia inaspettata, nella visione dei due giovani siriani che il 21 giugno del 2014, come accennato, hanno perso a causa di un fatale colpo di mortaio i loro due figli, Anton e Maichel, di 10 e 3 anni. I due bambini falciati dall’esplosione stavano aspettando il rientro dei genitori affacciati sul balcone di casa, vicino a Damasco. Anche Soha sarebbe morta con il piccolo Angelo, che ancora non sapeva di avere in grembo, se il bambino più grande, Anton, non avesse insistito affinché la mamma si facesse più bella acconciandosi i capelli nel negozio del padre, prima di prendere parte ad una festa di matrimonio alla quale erano stati invitati. Quel balcone diventò purtroppo la tomba dei due fratellini. Una storia che ha commosso tutti e che Lina Morcos, volontaria di origini giordane che vive in Siria, dove presta aiuto per il Movimento dei Focolari, ha raccontato a don Corrado, dopo averlo conosciuto in Italia ai tempi in cui studiava a Catania e con cui era sempre rimasta in contatto.

Don Lorefice, dopo la tragedia, scrisse ai due coniugi una lettera, poi tradotta in arabo, che per molto tempo è stata anche affissa nella bacheca della chiesa di San Pietro : «Carissimi genitori – si legge – ho ricevuto la ferale notizia della tragica morte dei due fratellini vostri figli. Non ci sono parole. Tutto questo è orrendo e assurdo. Il cuore degli uomini, quando si indurisce, é capace persino di questo. E invece di pensare a fare il bene, riesce addirittura a far sgorgare fiumi di sofferenza e morte Innocente. Vi siamo vicini – concludeva la missiva – e stiamo soffrendo con voi». Una lettera che sancì l’inizio di un solido rapporto che vide don Corrado recarsi in Siria nel febbraio 2015, in visita alla coppia nella loro casa a Damasco, nonostante i cruenti bombardamenti che imperversavano sulla città in quei giorni. Soha, come accennato, portava in grembo Angelo, che aspettava come il più grande dei doni possibili: «Assomiglia a tutti e due i suoi fratellini – racconta la giovane mamma – e anche il suo viso racchiude i lineamenti di entrambi. A me piace pensare che le loro anime vivano nella sua».

A distanza di oltre un anno dalla visita di don Lorefice in Siria, giovedì scorso Angelo ha ricevuto il sacramento del battesimo per mano dello stesso don Corrado, nel frattempo diventato arcivescovo di Palermo, così come il sacerdote aveva promesso alla coppia durante il suo viaggio in quella terra maledetta. «Oggi per noi il piccolo Angelo è il segno che racconta la speranza – ha affermato don Corrado nell’omelia – la testimonianza concreta della vita che prosegue oltre la morte. Non si possono uccidere innocenti usurpando il nome di Dio per giustificare la violenza. Ma dalle ceneri della tragedia è nata la vita di Angelo. Lui è la speranza». Padrino del piccolo è Angelo Gintoli, ispettore di polizia molto attivo nella comunità di San Pietro assieme alla moglie Maria Grazia Assenza e da cui il piccolo ha preso il nome. Madrina di Angelo è invece Lina Morcos , la donna solare e di gran cuore che ha accompagnato la famiglia in Italia.

Testi e foto di Silvia Crepaldi - RagusaH24

Nella foto sopra da sx don Lorefice, il piccolo Angelo con mamma e papà e il padrino Angelo Gintoli