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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1207
MODICA - 02/09/2008
Attualità - Modica - L’assessore al ramo Enzo Scarso ridimensiona i fatti

Servizi sociali nel caos? Avviati controlli contabili e gestionali

Graziana Stracquadanio della Cgil avrebbe riscontrato anomalie Foto Corrierediragusa.it

Caos servizi sociali a palazzo San Domenico? Controlli serrati sono in corso in questi giorni negli uffici di settore, su disposizioni del vice sindaco e assessore al ramo Enzo Scarso, per accertare la posizione di alcune associazioni e cooperative. Una sollecitazione in questo senso era di recente arrivata a Scarso dalla componente della segreteria provinciale della Filcams Cgil Graziana Stracquadanio, secondo cui diversi mandati di pagamento inviati dall’ufficio ragioneria alla banca tesoriera si riferirebbero a non meglio noti organismi, il cui ambito di riferimento è, di fatto, sconosciuto.

«Mi consta ? dichiara la sindacalista ? che circa una quarantina di mandati si riferiscano ad altrettante associazioni e cooperative i cui nomi non sono noti né a noi operatori del settore (la Stracquadanio è altresì dipendente di una cooperativa, n.d.r.), ne agli utenti ai quali sarebbero offerti non meglio precisati servizi. Si tratterebbe di mandati di pagamento che variano da un minimo di mille 500 a un massimo di settemila euro. Somme che ? aggiunge la sindacalista ? moltiplicate per circa quaranta mandati di pagamento, si traducono in soldini da sborsare per un ente con l’acqua alla gola, sotto l’aspetto finanziario, in riferimento a servizi non meglio specificati forniti da questi presunti organismi».

Una situazione che l’assessore Scarso ridimensiona: «confermo i controlli in essere, ma non mi risultano associazioni e cooperative fittizie, come si evincerebbe invece dalle dichiarazioni rese dalla sindacalista. I controlli in atto ? prosegue Scarso ? sono di ordine contabile gestionale, perché dobbiamo per forza di cose imprimere un giro di vite alle spese destinate dall’ente alle cooperative. Rivedremo le convenzioni in essere con alcune di loro e valuteremo la reale utilità di determinati servizi rispetto ad altri per ridurre i costi. Intendiamo da adesso in avanti ? prosegue Scarso ? poter disporre in una dettagliato rapporto sulla destinazione delle somme incamerate dalle varie cooperative in riferimento ai servizi erogati. Tutto questo ? conclude Scarso ? non è da intendere come una sorta di persecuzione alle cooperative stesse, quanto piuttosto un provvedimento volto a garantire trasparenza e, di contro, a sgomberare il campo da ogni dubbio su sperperi veri o presunti».

L’assessore preferisce per il momento sorvolare sulla delicata vicenda, in attesa di avere maggiori riscontri, ma pare proprio che nel recente passato più di una cooperativa abbia condotto una gestione fin troppo «leggera» della contabilità, destinando le somme erogate dal comune a non meglio precisati scopi, comunque diversi da quelli previsti dai vari appalti. Di queste presunte situazioni rischiano di farne le spese i lavoratori, che temono per il loro futuro occupazionale, dal momento che l’amministrazione sta vagliando l’ipotesi di rivedere i livelli occupazionali. Scarso precisa che questa eventualità sarà tenuta in considerazione in estrema ratio.

Anche il segretario aziendale Salvatore Terranova si sente in dovere di precisare che la Cgil non ha mai premuto per il licenziamento dei dipendenti in esubero, sia di ruolo che dell’indotto. Ma Terranova non sa di parlare solo in nome di una parte della Cgil perché la sua collega Graziana Stracquadanio, invece, consiglia all’amministrazione «di cominciare a tagliare, laddove questa circostanza si rendesse inevitabile, dai settori meno produttivi dell’ente, sull’esempio fornito dal ministro del lavoro Brunetta che, con i licenziamenti già operati in danno dei dipendenti statali fannulloni, ha aumentato di quattro punti percentuale il livello di produttività della pubblica amministrazione. Licenziare i dipendenti delle cooperative ? conclude la sindacalista ? equivarrebbe a sparare sulla croce rossa».

(Nella foto in alto palazzo San Domenico, sede del comune)