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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1236
MODICA - 30/04/2016
Attualità - Una funzione si è tenuta nella chiesa della Madonna delle Lacrime a Treppiedi Nord

A Modica la preghiera per la città di giovani e famiglie

Presenti le parrocchie di Modica Bassa e Alta, Sant’Elena, Quartarella, Frigintini, la Casa Don Puglisi Foto Corrierediragusa.it

Il saluto del parroco della «Madonna delle lacrime», don Gianni Marina, ha dato inizio alla Celebrazione e adorazione eucaristica per la città che questo mese ha toccato una delle periferie della città, la zona 167 di Treppiedi Nord. Qui da tempo si attende una riqualificazione e si sommano tanti problemi, ma anche sono presenti esperienze di servizio come i Piccoli fratelli o il progetto di animazione di strada del Comune.

«Dio è felice – ha detto quindi don Paolo Catinello, che ha concelebrato insieme al missionario padre Vittorio Bonfanti – perché chiede di uscire, di stare tra le case degli uomini. Chiede un cristianesimo audace, capace di raggiungere, prima che le periferie geografiche, le periferie esistenziali. Tutta la città (c’erano volontari da Crisci ranni, da Frigintini insieme al parroco don Sergio Boccadifuoro, dalla Casa don Puglisi, da parrocchie di Modica Bassa e Alta, da Sant’Elena e Quartarella, ma anche dai cantieri educativi di Pozzallo e Scicli …) ha vissuto un intenso momento di preghiera seguito dalla contemplazione del Santissimo Sacramento esposto nella rotonda tra i palazzoni costruiti senza molta attenzione né al paesaggio né all’abitare sostenibile, tra il vocio dei ragazzi del quartiere e il silenzio adorante attorno all’altare, tra le finestre chiuse oltre le quali c’è tanta vita e tante storie e lo sguardo intenso e commosso di chi avverte come sia importante che la città ritrovi l’anima, si pensi inclusiva, non dimentichi le sue periferie.

I ragazzi di Treppiedi inseriti nel progetto di animazione «Stradivertendo» hanno portato davanti al Santissimo i segni del loro cammino: il plastico con la città sognata bella; il cerchio che fa uguali e il pallone che rimanda allo sport e alle sue regole; i nomi di amici provenienti da tutto il mondo, ricordando che ognuno è importante e non conta il colore della pelle o la diversa provenienza».