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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 73
MODICA - 25/04/2016
Attualità - Nel duomo di Iblacerimonia con il vescovo Mons. Carmelo Cuttitta, la festa esterna il 5 giugno

San Giorgio festa di popolo e di devozione

Uno spettacolo pirotecnico coloratissimo ha accolto il simulacro sul sagrato della chiesa Foto Corrierediragusa.it

Uno spettacolo pirotecnico coloratissimo e scoppiettante di 15 minuti ha accolto la statura di S. Giorgio ferma sul sagrato della chiesa. Il simulacro è ritornato dopo sei ore di processione per tutta la città portato da portatori esausti ma soddisfatti. Una gran folla ha fatto da cornice in una scalinata gremita come non mai dai fedeli ma anche da tanti turisti. S. Giorgio è tornato in chiesa con quasi un’ora di ritardo sull’orario programmato a causa delle varie fermate effettuate tra cui quelle tradizionali della Società operaia a S. Teresa, al Pizzo, a S. Giovanni presso la casa di Nino Baglieri, S. Margherita, S. Maria, la Madonna della Grazie, come occasione speciale per l’anno giubilare, S. Pietro (foto), prima di iniziare la risalita da corso S. Giorgio verso la chiesa. Subito dopo lo spettacolo pirotecnico sono cominciati i «gira» tra le navate della chiesa. Accelerazioni, soste, andamento al passo per i portatori che hanno profuso le ultime energie per sette, otto volte prima di riporre il simulacro sul piedistallo nella navata centrale. E’ stata ancora una volta una festa di popolo, molto seguita e partecipata, trasversale perché coinvolge tutte le face sociali della città.


Nel duomo di Ibla ieri si è tenuta la funzione religiosa presieduta, per la prima volta da quando si è insediato, dal vescovo, mons. Carmelo Cuttitta. Al suo fianco il vescovo di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, mons. Orazio Francesco Piazza. Alla cerimonia, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti, hanno presenziato le autorità civili e militari del territorio, tra cui il prefetto Maria Carmela Librizzi. Nella sua omelia, mons. Cuttitta ha fatto specifico riferimento al ruolo dei martiri che hanno testimoniato la loro grande fede e il loro grande amore nei confronti di Gesù. «Tra l’essere ucciso nel corpo e l’essere ucciso nello spirito – ha detto il presule – il martire Giorgio non ha avuto alcun dubbio. Non bisogna dimenticare che la dimensione del martirio deve essere vissuta da ciascuno di noi. La nostra vita da cristiani comporta una testimonianza della fede. Dalla testimonianza al martirio il passo è breve e, soprattutto, occorre aggiungere che il martirio rende autentica la testimonianza come diceva il beato Giuseppe Puglisi. Sottolineo che il martirio non è il privilegio di alcuni. –Infatti, ogni discepolo di Cristo è chiamato alla testimonianza continua della propria fede».