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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1419
MODICA - 05/04/2016
Attualità - E’ guerra di cifre tra il titolare della ditta, la giunta e il sindacato

A Modica la vicenda spazzatura "puzza" un po´ troppo

Chi dice la verità? Nel mezzo ci stanno i 102 operatori ecologici con le tasche vuote Foto Corrierediragusa.it

Tra dichiarazioni più o meno «fuorvianti», repliche, controrepliche, smentite e rivendicazioni, la vicenda spazzatura, fuor di metafora, comincia a puzzare davvero parecchio. Il comune di Modica e la Fp Cgil fanno fronte comune e proprio il sindacato fa sapere che a giorni depositerà in tribunale a Ragusa l’istanza fallimentare dell’impresa ecologica Puccia. Giunta comunale e sindacato smentiscono quindi le dichiarazioni rese qualche giorno fa al nostro giornale online da Giorgio Puccia, titolare della ditta che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, che, a sua volta, aveva inteso smentire quelle che giudicava «Falsità cattive sulla mia impresa, sempre trasparente». Qualcuna delle parti in causa non dice il vero, questo è un dato di fatto incontrovertibile. Nel mezzo ci stanno i 102 operatori ecologici, in arretrato di quattro mensilità, di cui due sarebbero state liquidate in queste ore. A sostegno della propria tesi, l’amministrazione di palazzo San Domenico tira fuori date e numeri, con tanto di fotocopie dei mandati di pagamento in favore della ditta Puccia negli ultimi 15 mesi. «Sono 87 mandati per un importo complessivo di 7 milioni 750 mila euro – si legge nella nota di palazzo San Domenico – e limitatamente ai primi tre mesi del 2016 i mandati sono 12 per un ammontare di un milione 334 mila 375 euro. Nel solo mese di marzo 2016, palazzo San Domenico ha emesso in favore della ditta Puccia ben 7 mandati per un totale di 738 mila 975 euro. Di questi ben 496 mila 975 il 30 e 31 marzo, ovvero subito al rientro delle festività di Pasqua. Questi – conclude la nota del comune di Modica – sono dati incontrovertibili, non opinioni».

Nell’intervista a noi rilasciata Giorgio Puccia sosteneva tutto il contrario: «Smentisco categoricamente – aveva detto Puccia – di aver incassato 2 milioni di euro negli ultimi giorni, come sostenuto fantasiosamente da qualche sindacalista che dovrà renderne conto. Carte alla mano posso dimostrare di aver ricevuto solo i 450 mila euro dalla Regione con i quali ho subito dato mandato di procedere al pagamento di 2 delle 4 mensilità arretrate ai miei dipendenti. Il precedente pagamento alla mia ditta risale a qualche settimana fa, quando introitammo 220 mila euro con i quali procedemmo al saldo dei contributi e della tredicesima. Quindi – aveva concluso Puccia – parliamo di 670 mila euro complessivi, altro che 2 milioni di euro». E’ proprio il caso di scrivere che i conti non tornano, come hanno sperimentato sulla loro pelle i 102 netturbini con le tasche vuote.

Ma il sindacato della Fp Cgil rilancia e il segretario provinciale Giovanni Lattuca, come accennato, ha reso noto che a giorni, tramite i propri legali, depositerà in tribunale a Ragusa l’istanza fallimentare della ditta Puccia. In una nota inviata alla procura iblea, e, per conoscenza, a palazzo San Domenico e alla stessa ditta Puccia, il sindacalista Lattuca precisa che «Non si può più difendere l’indifendibile e tutti i nodi devono subito venire al pettine per il bene di tutti quegli operatori ecologici che non possono permettersi di lavorare gratis, dal momento che devono mantenere le rispettive famiglie e non possono essere privati della loro sacrosanta dignità di uomini e lavoratori».

Nella foto il segretario provinciale della Fp Cgil Giovanni Lattuca e, nel riquadro, il titolare Giorgio Puccia dell´omonima impresa ecologica