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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 734
MODICA - 04/04/2016
Attualità - Due serate all’insegna della buona musica con una band molto bene assortita

Il rock e il blues dei Mode invadono il Teatro Garibaldi

Antonio Modica è leader sul palcoscenico, coinvolge il pubblico con variazioni dai Beatles a Zucchero Foto Corrierediragusa.it

Il rock e il blues dei Mode inondano il Teatro Garibaldi. Sonorità inconsuete per l’austero luogo di teatro ma Antonio Modica e la sua band riescono a coinvolgere il numeroso pubblico presente nell’arco delle due serate. La scommessa della Fondazione Garibaldi di aprire il teatro alla musica rock si è rivelata vincente e può costituire un percorso per il futuro. Concerto ben articolato, vario, con tante incursioni nei grandi della musica moderna e con un Antonio Modica ispirato nelle sue interpretazioni, ormai collaudate, di Jo Cocker e Zucchero.

Insieme a lui Lucio D’Angelo, al basso, Stefano Ruscica alla batteria, Claudia D’Angelo, vocalist, Fio Zanotti, gran musicante di Celentano, Baglioni, Pavarotti e Mia Martini, il figlio Max, compositore e arrangiatore di Renato Zero, Lee Curreri, pianista planetario e compagno di palcoscenico dei grandi del jazz americano, Placido Salamone, chitarrista, arrangiatore e compositore di grandissimo talento, Andrea Giuffredi, prima tromba dell’orchestra RAI, e Gabriele Bolognesi, sassofonista di Fiorello, Celentano e Morandi. Una band ben assemblata, capace di muoversi bene su tutti i registri musicali che ha fornito anche reinterpretazioni di livello come quella di Fio Zanotti con la sua fisarmonica in C’era una volta il West», e a Lucio Dalla, «4 marzo 1943» e poi «Storia d’amore» di Celentano.

Poi il via ai brani che hanno fatto la storia della musica degli anni settanta, ottanta e novanta: «Hey Man» di Zucchero Fornaciari, «Right Now» di Van Halem e poi ancora «Miserere» di Zucchero e Bono degli U2, «With a Little Help» di Lennon e Mc Cartney, Surrender» di Cheap Trick, inno dei giovani degli anni settanta, «Gimme Some Loving» degli Spencer Davis Group e resa famosa dai Blue Brothers in un film epico degli anni ottanta e poi ancora «Unchain My Heart» di Bobby Sharp sulla scena nel 1961 con Ray Charles e resa famosa da Joe Cocker. Antonio Modica è l’ispiratore, l’istrione, il cantante e l’interprete capace di muoversi sul palcoscenico e di stabilire subito il contatto con il pubblico che finisce per ballare in platea e nel loggione insieme ai musicisti.