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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:42 - Lettori online 1069
MODICA - 25/03/2016
Attualità - Una sgraditissima "sorpresa" per lavoratori e cittadini

Pasqua amara per i netturbini a Modica

Le risposte su tutto questo, almeno quelle vere, non sono mai arrivate, neppure da chi ha l’obbligo di vigilare Foto Corrierediragusa.it

E cosi alla fine tanto tuonò che piovve. Per la prima volta da anni, le 102 famiglie degli operatori ecologici modicani (si badi bene 102 famiglie e non solo 102 lavoratori), sono rimasti senza stipendio per Pasqua. Non senza uno stipendio, ma senza stipendi da 4 mesi. Famiglie spesso monoreddito, defraudate non solo della lor serenità economica, ammesso che oggi ce ne sia una, ma anche della propria dignità. Il tutto mentre i modicani vengono salassati da un tributo specifico legato alla raccolta e smaltimento dei rifiuti tra i più alti del territorio ibleo e dell´intera regione, che dovrebbe, a termini di legge, coprire il 100% dei costi e mentre, è bene ricordarlo, onde evitare facili alibi ad alcuno, le casse del comune sono praticamente ripartite da zero con l’amministrazione Abbate, senza alcun onere debitorio, se non il pagamento di una sopportabilissima rata di ammortamento, atteso il maxi finanziamento statale che ha azzerato il pregresso e iniettato una liquidità senza precedenti nelle casse del comune.

Ma è soprattutto il quadro generale ad inquietare, visto che stiamo "festeggiando" l´ottavo "compleanno" della maxi proroga (mai vista in nessun altro ente d´Italia) concessa alla ditta che attualmente gestisce il servizio, e che lo gestisce ininterrottamente dal 2008 senza aver mai vinto una gara, ma solo in virtù di una assegnazione provvisoria, dettata da esigenze di pubblica salubrità, e dunque temporanea ed urgente per sua stessa natura che doveva durare sei mesi, avvenuta in coincidenza con le celebrazioni in onore di San Pietro, disposta dall´allora giunta Buscema, e, come nella migliore tradizione italica, protrattasi all´infinito, creando un "mostro" giuridico ed un precedente amministrativo ancora sconosciuto al pur frastagliato diritto italiano.

E mentre si legge i tutta Italia di continue inchieste legate alle procedure d´appalto per il delicato settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, a Modica da quel lontano 2008 tutto tace. Silenzio assoluto (e pure un po´ sospetto) sull´accertamento dei motivi che hanno impedito lo svolgimento della gara fino a qualche settimana addietro, le responsabilità personali e politiche di chi ha deciso e disposto le proroghe. Nessun commento ad una gara infinita, finalmente bandita ma che stenta a decollare, stando alle giustificazioni dell´amministrazione, per i ritardi della commissione dell´ufficio provinciale a ciò preposto. Peccato però che nel frattempo a Ragusa, che dista soli 15 km da Modica, in meno di due anni e mezzo si è studiato il nuovo bando, approvato in consiglio, e in questi ultimi giorni è stata persino bandita la gara.

Che siano bravissimi a Ragusa e meno bravi a Modica? E´ possibile, ma certo non basta a giustificare una vicenda paradossale che coinvolge loro malgrado anche 102 famiglie costrette a trascorrere una Pasqua sottotono, ad essere eufemistici. Il paradosso sta nel fatto che è che è la stessa ditta che gestisce il servizio, ovvero la "Giorgio Puccia" di Modica, a lamentarsi da tempo della situazione, chiedendo di essere liberata dall´onere. E tutto questo non solo per i consueti ed oggi ingiustificati ritardi nei pagamenti, che si riflettono sull´erogazione delle retribuzioni agli operatori, ma soprattutto perchè la stessa ditta si sente "prigioniera" di un contratto oramai vecchio e mai adeguato, che, secondo la ditta, rende ingestibile ed in perdita il servizio.

Ed allora la domanda sorge spontanea: cui prodest? A chi fa comodo questa situazione? Certo non alla città, ed in primis neppure ai cittadini vessati da una tassa sulla spazzatura sproporzionata per un servizio che presenta limiti evidenti. Tutto ciò non giova neppure alla ditta beneficiaria che pure ha incassato in questi anni una cifra vicina ai 40 milioni di euro senza mai vincere una gara.

Ma tutto ciò interessa a qualcuno? Di certo non ad una politica nel migliore dei casi distratta ed indifferente rispetto alle scelte scellerate di pochi. Una situazione che evidentemente non interessa più di tanto neppure a chi avrebbe il dovere e l´obbligo di vigilare. Ne abbiamo già scritto e continueremo a scriverne anche a costo di restare una voce nel deserto.
Prima o poi qualcuno avrà il dovere di rispondere alle nostre domande e soprattutto, cosa più importante, alle domande di cittadini e lavoratori.