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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1184
MODICA - 10/03/2016
Attualità - I piccoli alunni trasferiti in ala Itc "Archimede"

Crollo soffitto scuola: e il sopralluogo di un mese fa?

Ci si chiede come fu effettuato il sopralluogo di un mese fa all’indomani dello sciame sismico Foto Corrierediragusa.it

Dopo il crollo di parte del soffitto nella scuola media, monta la polemica. E non potrebbe essere altrimenti, alla luce della repentina involuzione della situazione. La «Giovanni XXIII» di via Fabrizio resterà difatti chiusa a tempo indeterminato, rispetto agli originari 2 giorni previsti. Questo perché si devono fare controlli approfonditi di messa in sicurezza dell’intero edificio. Nel frattempo i piccoli alunni saranno trasferiti in un’ala del vicino istituto tecnico commerciale «Archimede». Ma i genitori pretendono conto e ragione sul distacco di intonaco verificatosi mercoledì pomeriggio, mentre gli alunni erano a scuola. Solo per un caso fortuito non si è sfiorata la tragedia, visto che al momento del crollo la zona era deserta. Un rischio concreto è stato tuttavia corso in primis dai bambini, e poi anche dai docenti e dal personale scolastico. La polemica scaturisce dalle rassicurazioni (evidentemente non del tutto fondate) giunte appena un mese fa dall’amministrazione comunale sulle perfette condizioni della scuola a seguito dello sciame sismico che per circa quattro giorni interessò tutto il territorio ibleo.

Dal sopralluogo era emerso che tutto era a posto. Gli ultimi fatti dimostrano che non era affatto così. Alcuni genitori hanno scritto e-mail alla nostra redazione in cui si chiedono e ci chiedono: «Come fu fatto quel sopralluogo un mese fa? Cosa controllarono? Non si scherza con la pubblica incolumità, specie con quella dei bambini». E poi ancora: «Se un mese fa furono sufficienti poche ore per il sopralluogo, perché adesso si rivela necessario chiudere la scuola a tempo indeterminato per svolgere tutti i controlli del caso? Appare scontato pensare che un mese fa i controlli furono fatti all’acqua di rose, in maniera fin troppo superficiale». Commenti che la dicono lunga sullo stato d’animo dei genitori, mentre la dirigenza scolastica ha confermato di aver richiesto al comune il controllo approfondito di tutti i locali, anche di quelli che ospitano gli uffici amministrativi.

E l’immancabile comunicato in merito è arrivato da palazzo San Domenico, e conferma peraltro i timori dei genitori sulle effettive condizioni in cui versa la scuola. «Alla luce del cedimento di una parte di intonaco all´ingresso del corpo B della scuola – si legge nel comunicato del municipio – l’impresa incaricata dal comune ha cominciato i lavori di verifica e di distacco nella zona interessata, e i lavori sono in corso (foto). Dall’analisi della problematica si evince un danno non strutturale, ma limitato all´intonaco, non causato da infiltrazioni, ma dall’usura del tempo.

Alla luce di ciò – prosegue la nota – si è deciso di estendere la verifica puntuale con la ditta specializzata in tutta la scuola». Ma al di là della nota, questi controlli approfonditi, è lecito chiedersi, non dovevano essere effettuati già un mese fa, subito dopo la scossa di terremoto avvertita distintamente anche a Modica? Perché si sta procedendo in questo senso solo ora? Il precedente sopralluogo, alla luce di tutto ciò, in cosa era consistito nei fatti?

«Per garantire la massima sicurezza degli alunni e del personale scolastico – si continua a leggere nel comunicato – si è deciso di estendere l´ordinanza di chiusura all´intero edificio per tutta la durata dei controlli. Per garantire la continuità didattica, si è deciso di spostare le classi nel vicino plesso dell´istituto superiore «Archimede», di concerto con i rispettivi dirigenti scolastici e con il libero consorzio comunale di Ragusa». Ma l’ultima domanda che sorge è un’altra: quali sono le reali condizioni di tutte le altre scuola del territorio? Si auspica e si prega che non debbano accadere prima delle tragedie per scoprirlo.