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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1137
MODICA - 23/02/2016
Attualità - I funerali del patron della dolceria Bonaiuto

VIDEO L´addio di Modica a Franco Ruta

Letta la poesia del cantautore modicano molto legato a Ruta. In redazione la lettera commossa di un modicano
Foto CorrierediRagusa.it

Modica ha dato l’estremo saluto a Franco Ruta nella chiesa madre di San Pietro, gremita da parenti, amici, ma anche da molti esponenti istituzionali e dell’imprenditoria modicana e non solo, giunti da ogni dove.


Una cerimonia sobria officiata dal neo arciprete frate Antonello, che ha tratteggiato la figura di Franco Ruta come imprenditore, ma soprattutto come uomo. Franco Ruta, patron della dolceria Bonaiuto e ambasciatore del gusto nel mondo, colui che ha elevato ai massimi livelli il cioccolato di Modica, coniugando sapori, culture e tradizioni, se n’è andato all’improvviso, quasi in punta di piedi, stroncato da un infarto nella notte tra sabato e domenica. Tutto è accaduto in maniera troppo repentina, la città ancora è incredula, pur se consapevole di aver perso un figlio illustre che ha saputo proiettare Modica alla ribalta internazionale. Molti esercizi commerciali del centro storico hanno abbassato le saracinesche durante le esequie. Toccante il ricordo del figlio Pierpaolo, che, tra le lacrime, ha descritto il padre come un maestro di vita, come colui che gli ha insegnato tutto, rivolgendogli un semplice ma immenso grazie. Poi è stata letta una poesia scritta dal cantautore Giovanni Caccamo, molto legato a Franco Ruta. Infine, in un religioso silenzio e sulle note de "La vita è bella", l’uscita del feretro dalla chiesa, tra centinaia di persone che porteranno per sempre nel loro cuore il ricordo del re del cioccolato.

Questo il testo della poesia del cantautore modicano Giovanni Caccamo:
“Se tu fossi qui con me,
se potessi scegliere,
mai nessuno in questo mondo
ascolterà il mio pianto, sai con te ho saputo vivere.
Vai, mio cuore al vento vai,
Vai, il vento soffierà
sei, la luce nel mio tempo
il sole di un tramonto che un sorriso a tutti porterà.
Vai, scappa via malinconia
caldo fiore dell’inverno in una notte senza te
No, non ti dimenticherò
nell’antica Dolceria risuonerà una nuova melodia”.


"CARO FRANCO"... IL MESSAGGIO COMMOSSO DI UN MODICANO

Caro Franco,
sono passati neanche due giorni dalla tua ascesa e, già, sei nel mito. Ma diciamolo, tu eri un mito! Non tanto perché hai, con sacrificio e dedizione, portato avanti un’attività pluridecennale; non tanto perché per tutti eri “Franco ra’ Bonajuto” e, in pochi, conoscevano il tuo vero cognome; non tanto perché il tuo locale, di fronte al “quadrato della Palma” da te tanto voluto, era ed è tutt’ora meta costante di pellegrinaggio, quasi fosse un santuario da ammirare obbligatoriamente ad ogni visita. No.. tu non eri un mito per questo. Tu eri un mito perché eri semplicemente tu: semplice, apparentemente scontroso, riservato al punto di essere “anonimo” tra chi “conta”, spesso trincerato dietro quel sigaro che - forse - ti proteggeva dagli sguardi indiscreti degli invidiosi. Eri buono, sensibile, educato: non eri mai sopra le righe. Ricordo nitidamente che, mentre passeggiavi col tuo amico Ciccio lungo la “Via Sacra” di Modica, ti interrogavi sul futuro di questa città, così sopita e regredita che, ai tuoi occhi, risultava prosciugata da qualsiasi linfa vitale; ricordo il tuo ufficio, disordinatamente ordinato, nel quale ricevevi chiunque (proprio chiunque!); ricordo i modi affabili che avevi coi tuoi collaboratori, che non erano solamente tali, bensì tuoi personalissimi “cristalli di cioccolato”. Ho difficoltà, caro Franco, a trovare qualcosa di negativo in ciò che eri ed in ciò che hai lasciato: mi sforzo, ma invano.

In città non si parla d’altro: hai monopolizzato le notizie, tutti parlano, scrivono, inneggiano.. non è da te, sai? Ma dico: proprio così dovevi far parlare di te? Ah… ho capito… questa è una punizione perché siamo arrivati tardi. Come consuetudine che si rispetti: chiude il sipario, il protagonista esce di scena, applausi. Eh no.. così è troppo semplice! E a te le cose semplici non piacciono.. quindi dimmi in quale porzione di cielo sei, con chi sei, cosa stai facendo. Perché lo so.. tu non sei scappato in punta di piedi: ti sei solo nascosto ed hai deciso di assistere, stavolta tu spettatore, allo spettacolo che hai contribuito a creare. E se è così.. allora saluta gli altri protagonisti, molti e spesso dimenticati, che hanno fatto grande questa città: so che con loro tenterai di creare una città più positiva e di rendere migliore la nostra esistenza.
Ad addolcirla ci hai già pensato.
Si apra il sipario, applausi, buona visione..
PepPone