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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 510
MODICA - 21/08/2008
Attualità - Modica - Oltre il 40% degli utenti proviene da fuori provincia

Pronto soccorso affollatissimo: 7.500 prestazioni in 80 giorni

Una impressionante media di 94 casi al giorno da smaltire Foto Corrierediragusa.it

Estate d’intenso lavoro per il pronto soccorso dell’ospedale «Maggiore»: dal primo giugno al 19 agosto sono state effettuate ben settemila e 500 prestazioni. Una media di 94 prestazioni al giorno, con un’intensificazione notevole tra la fine di luglio e l’inizio di agosto dovuta in primis agli incidenti stradali e ai malori «da spiaggia» quali insolazioni o congestioni. Il pronto soccorso modicano continua ad essere preferito anche da pazienti provenienti da fuori provincia, in particolare da quella limitrofa di Siracusa, con un buon 40% di utenti da Noto, Pachino e Rosolini. In altre parole, quasi la metà dell’utenza che fruisce delle prestazioni del pronto soccorso del «Maggiore» risiede al di fuori della provincia iblea.

Sotto il profilo del sistema del «triage», che assegna le priorità agli utenti in base alla gravità della situazione, dei settemila 500 casi trattati da giugno, la prevalenza è data dal codice verde, che non implica rischio di vita. Duemila invece i casi di codice bianco, circa 500 i gialli e appena una cinquantina i casi di codice rosso, vale a dire i più gravi in assoluto. Nell’80% non è stato necessario il ricovero, registratosi invece nel restante 19%. Appena l’1% degli utenti è stato trasferito in altri nosocomi meglio attrezzati per determinati casi, in primis i poli traumi.

Soffermandosi sull’impressionante media di 94 prestazioni al giorno, è facile immaginare un intasamento del pronto soccorso, di cui la maggior parte degli utenti tende a lamentarsi. Ma parte della responsabilità va proprio a loro che, spesso, si recano al pronto soccorso quando sarebbe invece più opportuno preferirvi la guardia medica, in riferimento a determinate patologie. E pensare che si grida allo scandalo per la riduzione del numero di guardie mediche proprio quando è la stessa utenza, nella maggior parte dei casi, ad ignorarle.

Parte delle responsabilità va addebitata anche ai medici curanti che, nei pochi casi in cui vengono consultati dai loro pazienti, il più delle volte li indirizzano al pronto soccorso senza stilare una diagnosi precisa. Le principali cause d’intasamento sono dovute proprio a sintomatologie appannaggio dell’otorino (disturbi trascurabili all’udito spesso dovuti a tappi di cerume) o dell’oculista (per interventi alla cataratta che affligge comunemente gli anziani). Casi che andrebbero sottoposti all’attenzione di medici specialisti, senza finire al pronto soccorso.

Dati confermati dallo stesso primario Carmelo Scarso (nella foto da sx con il manager dell´Ausl 7 Fulvio Manno), secondo cui «i tempi d’attesa non potranno mai essere accorciati se non muta anche l’approccio degli utenti e la loro stessa idea di pronto soccorso. Facciamo quel che possiamo, anche perché a livello di organico non ci possiamo lamentare troppo, ma non siamo attrezzati per i miracoli. La gente ? aggiunge Scarso ? deve imparare a tenere maggiormente in considerazione i medici curanti e le guardie mediche. Altrimenti che ci stanno a fare»?

Nonostante le astanterie siano state bloccate da oltre due anni su precise direttive regionali, il pronto soccorso continua ad offrire, nei limiti del possibile, questo servizio di ricovero temporaneo degli utenti in attesa che venga individuato il reparto adatto alla lungo degenza. «E pensare ? aggiunge Scarso ? che a locali non siamo messi tanto bene. Le cose miglioreranno però entro la fine dell’anno. Con l’apertura del nuovo padiglione dell’ospedale, l’intero primo piano della vecchia ala sarà gradatamente destinato al pronto soccorso, con l’istituzione di un «trauma center» che garantirà ? prosegue il primario ? prestazioni migliori e più rapide in situazioni di emergenza estrema, per casi da codice rosso.

La struttura, annessa agli attuali locali del pronto soccorso, sarà dotata di un apparato radiologico e di un presidio rianimatorio. Tutte apparecchiature d’avanguardia ? prosegue Scarso ? che consentiranno di prestare le prime cure specialistiche ai grossi traumatizzati, in modo da tracciare un quadro clinico piuttosto preciso e indirizzare di conseguenza il degente al reparto più appropriato. Il «trauma center» ? conclude il primario del pronto soccorso ? consentirà anche di curare in loco il degente e quindi dimetterlo senza bisogno di ricovero, a seconda della sintomatologia riscontrata».

L’area di emergenza medico chirurgica potrà insomma contare sui posti di osservazione breve per evitare ricoveri impropri e valutare, caso per caso, se dimettere o meno il paziente. Infine, un cenno sulla professionalità del personale del pronto soccorso, spesso messa in discussione dagli utenti: «sulla preparazione di medici ed infermieri sono pronto a mettere la mano sul fuoco ? taglia corto Scarso ? ma bisogna tenere in debito conto che sbagliare è umano».