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MODICA - 25/01/2016
Attualità - Numerosi gli utenti allarmati che chiedono spiegazioni

Bollette idriche pazze da revocare a Modica

La presidente Stefania Serra prende posizione Foto Corrierediragusa.it

Quelle bollette idriche conteggiate «a forfait» vanno revocate. Lo sostiene Federconsumatori, che, in una nota a firma della presidente Stefania Serra (foto), si evidenzia come «Pervengono moltissime e a volte drammatiche segnalazioni da parte dei modicani, riguardo all’approssimazione e, di conseguenza, all’esosità delle somme richieste da dall’ente in riferimento alla fatturazione dei consumi idrici. In massima parte – prosegue la nota - viene evidenziato come tali fatturazioni avvengano sulla scorta di un non meglio precisato consumo «stimato», sempre per eccesso e comunque fuori da qualsiasi logica ricostruttiva. Al riguardo, è assolutamente doveroso rammentare al sindaco che il vigente Regolamento del Servizio Idrico di codesto Comune, prevede all’art. 37 che « I consumi idrici sono determinati dalla lettura del contatore». «Ora – scrive la Serra – non sfuggirà al sindaco come appaia chiaro ed incontrovertibile che tale modus operandi, dettato probabilmente dall’urgenza di porre rimedio alle note problematiche di bilancio, tenda ad imporre ai cittadini un modello di confronto unicamente giurisdizionale posta la riottosità con la quale la lo stesso sindaco affronta le istanze provenienti dalle Organizzazioni rappresentative dei cittadini. Non è certamente questa la sede per ribadire come in materia di fatturazione con metodi estimativi dei consumi idrici è stato ampiamente argomentato che « I Comuni nella gestione del servizio per la distribuzione dell’acqua potabile, non possono determinare il canone ,avente natura di corrispettivo reso, sulla base dei consumi presuntivi in quanto possono richiedere il pagamento solo per l’acqua effettivamente erogata « ( per tutte cfr. Trib. Napoli 21.11.2001). Si chiede pertanto – conclude la presidente di Federconsumatori – di porre rimedio alla situazione verificatasi nell’unico modo possibile, ovvero la revoca degli accertamenti adottati su base estimativa fermo restando che ci si riserva ogni azione, anche di tutela collettiva, per difendere l’inerme utenza».