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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 795
MODICA - 12/01/2016
Attualità - La taverna di Modica Alta nasce come "putia ro vinu" nel giugno del 1948

I funerali di "Don Michilinu", inventò lo "slow food"

E’ stata ristoratore precursore dei tempi, insieme alla moglie Concetta elaborava i piatti della più genuina tradizione Foto Corrierediragusa.it

Quando lo slow food doveva ancora essere pensato Michele Nicastro era già avanti di anni su questa direttrice. Don Michelino se ne è andato all´età di 89 anni, dopo una vita spesa nella taverna di Modica Alta che da lui prese il nome già nel 1948. E´ stato un antesignano del buon cibo, del km zero, dei sapori autentici, della genuinità e del sano intrattenimento. In cucina insieme alla moglie Concetta era il re, imperdibili arancini e lolli con le fave e il rinomato coniglio alla "stimpirata". Mezza città (praticamente tutta Modica Alta) ha reso l´ultimo saluto a "Don Michilinu" in una gremitissima chiesa di San Giovanni (foto), dove il prete don Gino Tirrito ne ha tracciato le qualità di uomo buono e tutto d´un pezzo.

Da sempre Michele Nicastro è stato sinonimo di gusto e buon cibo e la sua eredità è stata raccolta dal figlio Salvatore che ha preso in mano ormai da anni la conduzione dello storico locale. Chi arrivava in città quando ancora i ristoranti gourmet e stellati erano solo scritti sulle guide gastronomiche non poteva che fermarsi da Nicastro. Politici locali e non, prelati, finanzieri, la sosta da Nicastro era un "must" e l´accoglienza di Don Michele, fatta di pillole di saggezza, di buoni consigli ma anche di silenzi esplicativi, oltre naturalmente al cibo, ripagava di tutto. Il territorio tutto perde l´antesignano della buona cucina, cuciniere che ha tramandato alle giovani generazioni il piacere del piatto semplice ma gustoso, della convivialità attorno ad un buon bicchiere di vino rosso spillato rigorosamente dalla botte di casa.

Alla famiglia Nicastro le sentite condoglianze del Corriere di Ragusa