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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 613
MODICA - 03/01/2016
Attualità - La sovrintendente che si è dimessa qualche settimana fa dopo 3 anni di reggenza

La verità di Simona sul teatro Garibaldi. "La giunta non ha onorato gli impegni"

"Ereditai oltre 100 mila euro di debiti e riportai la fondazione in attivo" Foto Corrierediragusa.it

Simona Celi (foto) non ci sta. Non vuole fare da capro espiatorio per la più recente e anche attuale gestione della Fondazione Teatro Garibaldi. Il passaggio dalla gestione Celi, che si è dimessa dopo tre anni di responsabilità alla guida del teatro, e l´attuale Cda al cui vertice siede oggi Tonino Cannata e come direttore artistico Carlo Cartier, non è indolore perchè alla Celi non va di essere additata quale responsabile di una gestione che ha prodotto quasi 60 mila euro di passività. Simona Celi ha deciso di uscire dal suo silenzio e dice: "Mi sembra veramente bieco, aberrante, in malafede e un po’ maschilista, voler far credere che la responsabilità della situazione della Fondazione sia mia, così tanto per trovare un capro espiatorio di comodo. Io ho speso per le stagioni teatrali quanto messo in bilancio e quanto datomi in dotazione durante i Cda in cui era presente tutta la struttura amministrativa della Fondazione. Non ho mai sforato di un centesimo rispetto alla dote fornitami dai sostenitori della Fondazione. Bisogna chiarire un passaggio: venendo meno il contributo del Comune per parte del 2014 e per l’intero del 2015 è ovvio che il bilancio consuntivo di una stagione non riuscisse più a coprire le spese fatte.

Consideriamo inoltre che quando sono arrivata ho anche ereditato circa 100 mila di debiti già presenti. Quanti giorni ho trascorso nell’angoscia chiedendo come avremmo fatto a quelle stesse persone che adesso parlano di nuovo percorso. Ho preso un teatro che non aveva un abbonato. Ad oggi la quota abbonamenti è di circa 50 mila euro. Ho creato progetti nuovi, dato un’identità di teatro nazionale, restaurato il foyer, i camerini. Non ho mai preso un centesimo neanche di rimborso spese ma ho lavorato gratis per due anni. Ho lavorato da casa e dai luoghi in cui ero poiché non è mai arrivato in ufficio un computer sempre promesso. Ho utilizzato utenze private. Ho messo a disposizione amici, artisti, contatti, persone care come Andrea Giordana, a cui ho dovuto chiedere scusa per molti «incidenti accaduti», tra cui il progetto con le scuole. Ho perso molti rapporti personali e professionali a causa della difficile gestione della Fondazione".

La Celi parla anche di tanti altri progetti avviati tra cui il tanto strombazzato Tamo, collaborazione turistica tra Modica e Taormina, che non è mai riuscito a partire. Tanti progetti che sono naufragati per la mancanza delle risorse che l´amministrazione avrebbe dovuto assicurare e che non sono mai arrivate. Poi il punto di no ritorno perchè è diventato difficile andare avanti con le compagnie della scorsa stagione che reclamano ancora un terzo delle loro spettanze e gli abbonati ancora in credito con uno spettacolo. Alle tante e continue rassicurazioni provenienti da palazzo S. Domenico non è stato mai dato seguito e le dimissioni sono state quasi un atto "dovuto". All´attuale Cda toccherà risolvere il nodo del rapporto con palazzo S. Domenico, assicurarsi che alle parole seguano i fatti. Anche se qualcuno sospetta che l´autonomia artistica e professionale della Celi si sono scontrate con i progetti di un sindaco che è voluto intervenire su tutto e tutti per fare della Fondazione l´ennesimo strumento di consenso.