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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 975
MODICA - 20/12/2015
Attualità - Lo confermano i dati raccolti dalla Caritas diocesana nel 2015

Aumento della povertà nella diocesi di Noto

Il numero di italiani poveri che si rivolge alle parrocchie si è addirittura quintuplicato rispetto alle persone straniere Foto Corrierediragusa.it

L’aumento delle povertà nei nove comuni facenti parte della diocesi di Noto resta costante, «standardizzata», e riguarda sempre più italiani e fasce della classe media. Lo confermano i dati raccolti dalla Caritas diocesana nel 2015 su più di 5 mila interventi dei 40 centri di aiuto delle parrocchie, i 200 percorsi di povertà complesse accompagnate dai 6 Centri di ascolto, gli interventi di housing collegati alle case di pronta accoglienza del Portico di Betsaida di Modica e alla Casa Valverde di Scicli. Il numero di italiani poveri che si rivolge alle parrocchie si è addirittura quintuplicato rispetto alle persone straniere. Solo a Ispica e Modica il rapporto italiani-stranieri è nell’ordine di 2:1, mentre in tutte le altre città è ben oltre il rapporto di 5:1. Sono povertà innanzitutto economiche, ma anche povertà legate a fragilità relazionali e a crisi familiari. Anche il contesto sociale appare incapace di quella prossimità una volta assicurata dal vicinato, e tutto si aggrava per la mancanza di lavoro. Questi dati dicono anche della necessità ed anche della possibilità di trovare vie puntando sulla relazione e sulla comunità come tessuto relazionale e luogo di cittadinanza attiva.

Il dossier allora ricorda lo sforzo di questi anni per generare una rete di aiuti mirata: i Centri di aiuto ascoltano i bisogni e un sistema informatico permette di sapere se si è stati aiutati altrove, e questo per evitare furbizie o collaborare per le povertà più complesse. E non ci si limita a questo: un Centro di aiuto, rilevato un bisogno nei ragazzi legato al disagio scolastico, ha attivato un doposcuola; altri si sono organizzati per visite domiciliari che permettono aiuti più mirati e relazioni più vere. I Centri di ascolto hanno permesso di capire come in molte situazioni, dietro il bisogno espresso, c’è altro ed hanno elaborato delle prassi-modello per risposte più adeguate e tali da coinvolgere la comunità.

Nell’housing si avverte come sia importante la relazione, intrecciando presa in carico e cammino educativo, perché non basta dare una casa, occorre aiutare ad abitarla come luogo di affetti e di relazioni nella città. Fino a scoprire risorse anche in chi viene aiutato e quanto diventi importante collaborare in rete, attivando sinergie tra servizi nella progettualità e riattivando vicinato. La Caritas dunque si fa carico di percorsi che tengono in considerazione un utilizzo oculato delle risorse umane ed economiche passando da un sistema assistenziale, ormai superato, che raccoglie e ridistribuisce le risorse che sono disposizione, ad uno che crea valore, mettendo al centro la persona.