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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1184
MODICA - 25/11/2015
Attualità - Come predicare bene e razzolare male

Caso spazzatura a Modica: ora c´è chi ha fretta

Anche l’opportunismo politico deve avere un limite alla decenza Foto Corrierediragusa.it

Quando qualche giorno fa abbiamo letto il contenuto di un comunicato giunto da palazzo San Domenico abbiamo stentato a crederci, ma purtroppo era tutto vero: in buona sostanza il sindaco si lamentava nientemeno che con il Prefetto Annunziato Vardè (foto) per il ritardo nell´espletamento della gara finalizzata ad individuare la ditta che dovrà occuparsi dello smaltimento dei rifiuti. Un interesse ed un fine nobile da parte del sindaco, se non fosse che la «lamentela» giunge da un´amministrazione che, assieme alla precedente, per oltre 7 anni ha deciso, in spregio ad ogni regola di buon senso e soprattutto di quanto prevede la legge, di affidare, di proroga in proroga, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti alla stessa ditta «Puccia» per un valore complessivo di poco meno di 50 milioni di euro. Tutto questo in base ad una gara informale svolta più di 7 anni fa in clima di emergenza e senza che da allora nessuno, ne la precedente amministrazione, ne quella attuale fino ad oggi, abbia mai sentito il «bisogno» di ripristinare la libera concorrenza e le normali leggi di mercato, trasparenza e buona amministrazione, mandando a gara il servizio che, è bene ricordarlo, da solo assorbe circa il 20% delle uscite complessive del bilancio comunale. Il tutto ammantato da un silenzio innaturale, da parte di chi amministra o amministrava, di chi fa o faceva opposizione, e di chi forse, con maggiore decisione, avrebbe dovuto metter il naso all´interno di carte e delibere. E se tutto ciò non bastasse, come accennavamo ad inizio articolo, è arrivato qualche giorno fa il paradosso che rende surreale l´intera vicenda: la prima «lamentela ufficiale» del sindaco al prefetto per il protrarsi di questo stato di cose. Inoltre, da parte sua, pare che la ditta beneficiaria delle proroghe abbia lamentato di essere costretta, in assenza di gara, a continuare a svolgere un servizio antieconomico ed i cui prezzi sono «vecchi» di oltre 7 anni.

Intanto i cittadini e le imprese modicane hanno pagato «salato» le bollette della spazzatura, in assenza della celebrazione della gara che avrebbe certamente consentito di attenuare, grazie al ribasso d´asta, i costi del servizio e di conseguenza il ribaltamento del 100% del costo dello stesso, come da legge, sui poveri ed incolpevoli cittadini. Ed oggi si vorrebbe far credere alla città, con un semplice comunicato, di gridare all’indignazione per tutto questo? «Ma mi faccia il piacere»!, esclamerebbe il buon Totò, perché anche all’opportunismo politico che sfocia talvolta nella faccia tosta ci deve esser un limite. E stavolta pare lo si sia completamente superato. Non a caso, pare che il prefetto non abbia neanche risposto al sindaco. Chissà perchè.