Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 591
MODICA - 24/11/2015
Attualità - Una riflessione arriva dal direttore del Co.Ca, Francesco Lucifora

Fare cultura a Modica: serve un progetto innovativo

Fondazione Garibaldi, biblioteca, spazi museali sono i casi sul tappeto Foto Corrierediragusa.it

Biblioteca, Teatro Garibaldi, spazi museali. Tre spazi diversi per fare cultura che risultano per vari motivi del tutto scoperti e soprattutto senza un progetto credibile. In fatto di cultura l´amministrazione sembra navigare a vista, più attenta all´oggi, spesso anche al passato più o meno remoto, invece di proiettarsi sul futuro investendo in risorse umane e finanziarie. Il caso Fondazione Garibaldi con le dimissioni di Simona Celi è emblematico non tanto per le dimissioni in sè ma per le ragioni addotte visto che la sovrintendente, nonchè consulente culturale del sindaco, ha denunciato proprio la mancanza di una visione. Allo stesso modo appare fondata la riflessione di Francesco Lucifora, direttore del Co.Ca, Centro per la arti contemporanee, che denuncia tutte le piccole, grandi magagne accumulate nel tempo a cominciare da un utilizzo consapevole dell´ex Convento del Carmine (foto: interno).

Si chiede Francesco Lucifora: "Se è vero che l’Ex Convento del Carmine possiede uno spazio espositivo di eccellenza perché su di esso non si elabora una programmazione adeguata anziché organizzare esposizioni che non lasciano segni nella città che li ospita? Perche l’investimento degli enti pubblici nella realizzazione di importanti mostre personali o monografiche non prevede la donazione di almeno un opera da parte dell’autore per iniziare a costituire una collezione cittadina di arte contemporanea. Per quale ragione alcune mostre sono gratuite e altre a pagamento per tutti? Forse sarebbe meglio pensare a progetti espositivi il cui biglietto d’entrata costi e valga quanto un biglietto del cinema o si vuole continuare a considerare il valore della visione dell’arte sotto i cinque euro? " Il direttore del Coca non si ferma qui: "Siamo persuasi che Modica merita, senza altri indugi, una progettualità culturale ben definita e pratiche aggiornate al tempo presente. Per tali ragioni non si comprende quale sia la strategia che orienta la gestione degli spazi espositivi e dei luoghi pubblici in genere, compreso l’Ex Convento del Carmine. Sembra che gli amministratori e gli organizzatori di mostre abbiano dimenticato e ri-propongano quel momento storico italiano stigmatizzato come «mostrismo» ovvero quando in Italia, sul finire degli anni settanta non c’era amministrazione locale che non mettesse in campo energie per produrre mostre grandi e piccole, belle e brutte, ben fatte o arrangiate. Lo scopo, tra gli altri, di quella frenesia era di facilitare l’accesso ad un pubblico più ampio, ma sfortunatamente quelle operazioni non lasciavano traccia sia perché non erano inserite in una progettualità da comunicare per tempo e soprattutto perché non erano corredate da attività didattiche, laboratori, visite guidate e quant’altro può dirsi essenziale intorno alla pratica di un progetto espositivo". I giovani operatori culturali pongono dunque un problema di prospettiva, propongono e offrono professionalità in una città che sembra chiudersi attorno a proposte ormai superate dai tempi mentre avrebbe tutte le possibilità di aprirsi al nuovo. Per questo servirebbe uno scatto in avanti in termini culturali innanzitutto ma il problema è capire chi oggi può farlo e come.