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MODICA - 27/10/2015
Attualità - Succede al cardinale Paolo Romeo alla guida dell’arcidiocesi palermitana

VIDEO Don Corrado Lorefice arcivescovo

La lettura del messaggio del Papa a Palermo e a Noto da parte del cardinale Romeo e del vescovo Staglianò Foto Corrierediragusa.it

Don Corrado Lorefice è ufficialmente arcivescovo di Palermo. L´annuncio è arrivato in perfetta sincronia tra il cardinale Paolo Romeo e il vescovo Antonio Staglianò (nella foto con don Lorefice), che, da Palermo e Noto, hanno letto il messaggio del Papa.


Don Corrado Lorefice, ispicese, 53 anni, è quindi il nuovo arcivescovo di Palermo su volere di Papa Francesco. Un lungo applauso nella sala Filangieri della Curia ha accolto l´annuncio del cardinale Paolo Romeo. "Con il cuore ancora colmo di stupore per l´inattesa nomina, vengo tra voi con il desiderio non di cominciare, ma di proseguire l´ardua ed esaltante giornata di lavoro, già avviata dai miei venerabili predecessori, nella prediletta vigna piantata dal Signore a Palermo". Sono le prime parole di don Lorefice da arciprete, che invita "A mantenere vigile sempre l´attenzione ai più piccoli, ai più poveri, agli ammalati". L´arcivescovo di Palermo don Lorefice ha in mente "Una chiesa ministeriale sulla scia della proposta cristiana del Beato Pino Puglisi, attenta a promuovere valorizzare tutte le vocazioni nello stile e nella prassi della diaconia, ovvero del servizio di chi sa di dovere sempre scegliere di essere il più piccolo e il più servo di tutti". Don Lorefice, da nuovo capo dell´arcidiocesi palermitana promuoverà "Il dialogo con il mondo della cultura, specialmente con l´università e con gli altri centri di ricerca e di studio". Per questa ragione sarà avviato un confronto "Serio e arricchente con tutti  e - ha proseguito l´arcivescovo Lorefice - contribuiremo ad una cultura dell´accoglienza, della legalità, della crescita del bene comune, contro ogni forma di potere oppressivo dell´uomo e del creato, insieme ai responsabili delle istituzioni civili e alle autorità militari, nel rispetto delle competenze e degli spazi di azione - ha concluso - propri di ciascuno".   Ad ascoltare emozionati e commossi le parole dell´arcivescovo anche i suoi parenti, tra cui gli anziani genitori che vivono ad Ispica.


LE EMOZIONI DEL NEO ARCIVESCOVO DI PALERMO
"Non appena Corrado Lorefice ha conosciuto la scelta del Santo Padre ha avuto tanta trepidazione - ha detto il cardinal Paolo Romeo - la stessa trepidazione che dobbiamo avere noi nell´accoglierlo". Il vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta ha letto il messaggio del nuovo Arcivescovo. "Quando sono stato convocato a Roma per comunicarmi la scelta del Santo Padre ho sentito il senso di inadeguatezza - ha scritto Lorefice - poi guardando il crocifisso ho pensato a quanto detto da San Paolo: ´Tutto posso in colui che mi dà forza". Ad accogliere la notizia nella cattedrale di Noto lo stesso don Lorefice che ha abbracciato il vescovo ed è stato salutato calorosamente da presbiteri, religiosi e parrocchiani che non hanno voluto mancare il grande evento. E´ la prima volta infatti che un "semplice" parroco, un pastore, sia eletto non solo vescovo ma salga ulteriormente nella gerarchia ecclesiastica diventando arcivescovo. "Non so ancora perchè mi trovo qui" ha detto a caldo un emozionatissimo don Lorefice, che ha preferito glissare sulle motivazioni della decisione del Papa sulla sua nomina e sulle emozioni che lo hanno assalito quando è stato reso edotto della scelta di Bergoglio.

Il Papa ha voluto mandare un messaggio ben preciso a tutta la Chiesa e lo ha fatto con le due nomine odierne, perchè oltre a quella di Don Corrado, è arrivata anche quella di Matteo Zuppi, altro prete dei poveri, alla guida della diocesi di Bologna. Un volto storico della comunità di S. Egidio a Roma che guiderà una sede episcopale importante come Bologna.  Corrado Lorefice ha vissuto questi ultimi giorni nella serenità, non tradendo emozione particolare, nel segno e nella volontà del Signore, come ha ribadito più volte, vicino fino all´ultimo alla sua comunità ed ai valori che ha da sempre privilegiato. Significativa come non mai la sua presenza lunedì sera, alla vigilia della nomina, alla Casa Don Puglisi per festeggiare i 25 anni della sua istituzione. L´ex parroco di S. Pietro è atteso da una sfida molto delicata perchè Palermo è al centro dell´attenzione di tutta la chiesa e non solo, presenta risvolti sociali non indifferenti ed è stata vacante per 18 mesi. La domanda che molti si pongono a nomina avvenuta è se il prete di provincia saprà reggere l´urto con una realtà molto complicata, ma Don Lorefice sarà aiutato dalla sua solida cultura, dai suoi studi, dalla sua naturale diplomazia che si esterna sempre in un sorriso aperto e sincero.

L´ULTIMA MESSA DI DON LOREFICE  A SAN PIETRO DA ARCIPRETE
Don Lorefice è apparso sereno e rilassato mentre scandiva dall´altare maggiore gli appuntamenti della settimana ai tanti fedeli. Tutto nella normalità, come se niente fosse. Alle tante domande sulla vicenda che lo vede al centro dell´attenzione e che i parrocchiani gli hanno posto andandolo a salutare subito dopo la celebrazione eucaristica, don Corrado ha risposto, con il suo solito fare pacato: "Oggi è un giorno ordinario della nostra vita".  Don Corrado ha concelebrato la messa con il parroco di Paganica, comunità gemellata con la Caritas diocesana, e ha lasciato all´ospite l´omelia. Chi si attendeva anche un minimo accenno alla sua annunciata nomina ad arcivescovo di Palermo nientemeno che su volere di Papa Francesco in persona è rimasto deluso. Anche stavolta misura e discrezione per don Lorefice, sia come uomo che come parroco, caratteristiche d’altronde che lo hanno fatto entrare nel cuore della comunità. L´appuntamento è atteso per oggi a mezzogiorno nella Sala Vaticana. La nomina è stata vissuta da don Corrado nella preghiera. Un evento storico, quello di oggi, non solo per la chiesa modicana ma per tutta la Sicilia.  Don Corrado, originario di Ispica, è stato vicario del vescovo di Noto per la pastorale e si è formato nella comunità di Sant´Antonio proprio a Ispica, dove vive ancora la famiglia. Come accennato, l´attenzione di Papa Francesco nei confronti di don Lorefice rientra nella nuova linea del Vaticano tesa a privilegiare la chiesa degli ultimi, di chi è vicino ai poveri in aperta contrapposizione alla Curia romana. Con il doppio salto da arciprete ad arcivescovo, fatto di per sé innovativo e sconvolgente per la gerarchia ecclesiastica, la scelta di Papa Francesco per un prete di provincia suona come un messaggio fin troppo preciso rivolto a tutta la chiesa.

Il Papa è stato favorevolmente colpito da un paio di pubblicazioni di don Corrado Lorefice che si occupano proprio dei poveri. In particolare uno studio su "Dossetti e Lercaro: la chiesa povera e dei poveri", dove vengono analizzati gli interventi del cardinale Giacomo Lercaro del 1962, anno in cui il presule ex arcivescovo di Bologna chiese con forza al Vaticano di tornare al mistero del Cristo povero. Don Lorefice, che ha continuato la sua pastorale in questi anni tra la presenza in parrocchia e gli studi, fu nominato arciprete di San Pietro in Modica nel febbraio del 2009.

CHI E´ IL NEO ARCIVESCOVO DI PALERMO CORRADO LOREFICE
Don Corrado Lorefice è nato a Ispica il 12 ottobre 1962. Nel settembre 1976 fa il suo ingresso nel Seminario Minore di Noto e frequenta la scuola pubblica iscrivendosi all’Istituto Magistrale “Matteo Raeli” della stessa città.
Dopo la maturità, nell’A.A. 1980/1981, entra al Seminario Maggiore di Noto che in quegli anni era ospitato presso il Seminario Vescovile di Acireale, e frequenta lo Studio Teologico S. Paolo di Catania.
Conseguito il baccalaureato in Teologia nel 1985, visto il brillante risultato, il Vescovo S.E. Mons. Salvatore Nicolosi lo invia a Roma, presso l’Accademia Alfonsiana, per com- pletare gli studi teologici, ospite presso il Collegio San Norberto dei Padri Premonstratensi. Dal gennaio 1988 a giugno 1988 presta servizio pastorale presso la Chiesa del Preziosissimo Sangue di Roma. Ottenuta la Licenza in Teologia Morale nel 1988, viene ordinato diacono da S.E. Mons. Salvatore Nicolosi, presso la Cattedrale di Noto, il 26 settembre 1986 e presbitero, dallo stesso Vescovo, nella Chiesa SS. Annunziata di Ispica il 30 dicembre 1987. Il 2 gennaio 1988 viene nominato Mansionario del Capitolo della Cattedrale per divenirne due anni dopo Canonico Maggiore.

L’1 ottobre del 1988 viene nominato Economo del Seminario Vescovile; nell’ottobre 1989 Vice Rettore del Seminario, incarichi che mantiene fino al settembre 2008. Curando, insieme al Rettore di allora, don Rosario Gisana, oggi Vescovo di Piazza Armerina, le significative esperienze della Scuola di Preghiera per i giovani della Diocesi, dei Campi Scuola Vocazionali per i giovani e gli adolescenti, l1l ottobre 1990 viene nominato Direttore del Centro Diocesano Vocazioni, mansione che gli è valsa una stretta collaborazione con don Pino Puglisi; successivamente diventa Direttore del Centro Regionale Vocazioni e Membro del Consiglio del Centro Nazionale Vocazioni dal 1997 al 2007.
Dall’1 novembre 1995 al 31 maggio 1996 Mons. Nicolosi lo nomina Amministratore Parrocchiale di S. Lucia di Mendola (Noto). Nel settembre 2005 S.E. Mons. Giuseppe Malandrino lo nomina Direttore per la forma- zione dei Diaconi permanenti, incarico che mantiene fino al 2012.

Il 15 settembre 2008 viene nominato, da S.E. Mons. Mariano Crociata, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, incarico che mantiene fino al 2010. Il 17 gennaio 2009, lo stesso Vescovo lo nomina Amministratore Parrocchiale della Parrocchia Chiesa Madre - S. Pietro Apostolo in Modica. Il 29 giugno 2010 S.E. Mons. Antonio Staglianò lo nomina Arciprete Parroco di S. Pietro e Vicario Foraneo del Vicariato di Modica e nel mese di ottobre 2010 lo nomina Vicario
Episcopale per il Clero, carica che mantiene fino al settembre 2014, quando viene nominato Vicario Episcopale per la Pastorale. L’8 novembre 2014 viene nominato dallo stesso Vescovo Parroco-Moderatore della parrocchia S. Paolo Apostolo in Modica.

Conseguita la Licenza all’Accademia Alfonsiana, ha insegnato Teologia Morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Blandini” di Noto (dal 1988 al 2009), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Acireale “S. Agostino” (dal 1994 al 2008), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” di Siracusa (dal 2010 al 2013) e presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania (dal 1989 come docente invitato, dal 2010 ad oggi come docente incaricato). Nel dicembre 2009 consegue il Dottorato in Teologia, discutendo la Tesi dal titolo La Chiesa e il mistero di Cristo nei poveri. G. Dossetti e la formazione del discorso sulla po- vertà tenuto al Concilio Vaticano II dal card. G. Lercaro. È stato relatore in numerosi convegni teologici e pastorali, ha pubblicato articoli in riviste scientifiche e di testi teologici e pastorali, con un’attenzione particolare ai giovani, ai poveri e al Concilio Vaticano II. Tra le sue pubblicazioni figurano le seguenti monografie:
- Gettate le reti. Itinerario parrocchiale di preghiera per le vocazioni, Edizioni Paoline, Milano 2004;
- Dossetti e Lercaro. La Chiesa povera e dei poveri nella prospettiva del Concilio Vaticano II, Edizioni Paoline, Milano 2011;
- La compagnia del Vangelo. Discorsi e idee di don Pino Puglisi a Palermo, San Lorenzo, Reggio Emilia 2014.

DON LOREFICE ALLA CASA DON PUGLISI PER I 25 ANNI
Una funzione religiosa concelebrata con Don Corrado Lorefice nella chiesa del Ss. Salvatore gremita da giovani, famiglie, autorità. Poi un incontro aperto e sentito a pochi passi dalla chiesa in via Carlo Papa dove, nell´ex seminario vescovile, ha sede la Casa Don Puglisi. Tra gli ospiti significativa la presenza della comunità di Paganica, paese abruzzese con cui la Diocesi di Noto è gemellata da anni. La casa Don Puglisi, la cui icona è stata esposta sull´altare è stata una scommessa vinta quando fu pensata 25 anni come luogo di accoglienza, di comunione, di aiuto verso le famiglie, le giovani in difficoltà.

Ci ha creduto innanzitutto Maurilio Assenza, direttore diocesano della Caritas e responsabile della Casa, che ha elaborato il progetto e lo ha portato insieme a collaboratori e comunità fino in fondo tra tante difficoltà anche materiali. Oggi rappresenta un modello perchè attraverso vari passaggi e maturazione di esperienze è diventata anche un luogo dove il Vangelo si è realizza ogni giorno e in gonni attività. Lo ha sottolineato nell´omelia il vescovo, Mons. Antonio Staglianò: "E´ un modo di vivere il cristianesimo concreto, senza ridurlo a chiacchera".

La Casa rimanda ad una vocazione che risalta nel forte legame con il seminario, sottolineato dall’intervento del rettore, don Luigi Vizzini. E cosa rappresenta oggi questo luogo lo haanno detto con parole semplici le mamme: " La Casa per noi è una famiglia, in cui ci viviamo come amici e fratelli e ci siamo sentite accolte dagli operatori e dalle altre ospiti fin dall’inizio e sempre. È un posto bello per ritrovare tranquillità. La Casa ci accompagna nei momenti di tristezza e in quelli felici. Qui siamo aiutate a crescere bene e a inserirci nella vita e, anche se a volte litighiamo, ci vogliamo però bene. Se ognuno di noi fa qualcosa, insieme possiamo fare molto. La Casa ci aiuta a recuperare il nostro ruolo genitoriale, è un aiuto per chi fa di tutto per avere con sé i propri figli. E´ stata una giornata di festa e non poteva mancare la torta con una frase di Don Puglisi: «Se ognuno di noi fa qualcosa …». E´ stata anche festa per i bambini ospiti della casa con due clown che li hanno intrattenuti.