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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 825
MODICA - 05/08/2008
Attualità - La proposta del parlamentare all’Ars Riccardo Minardo

Legge su Ibla anche per Modica e Scicli

Per il momento è solo un disegno di legge Foto Corrierediragusa.it

Per il momento è solo un disegno di legge; nell’immediato futuro potrebbe diventare una legge e recare indubbi benefici a due territori omogenei del val di Noto. Si tratta dei centri storici di Modica e Scicli verso i quali Riccardo Minardo (nella foto) pensa di estendere i benefici della legge su Ibla. L’idea era già stata lanciata qualche anno fa dallo stesso Minardo, che diventato nel frattempo parlamentare all’Ars per Mpa e presidente della prima commissione, ha trovato un canale privilegiato per presentare il suo progetto di legge. Al parlamentare ibleo toccherà ora trovare anche il consenso politico e parlamentare perché dal progetto si arrivi alla legge e soprattutto al suo finanziamento.

Il progetto mira infatti a valorizzare i centri storici di Modica e Scicli per preservarne la loro identità, per favorire la loro conservazione e tutela. Come nel caso di Iblaa Minardo prevede che il contributo per i privati che vogliono intervenire sul patrimonio edilizio possano arrivare al 70 per cento della spesa riconosciuta ammissibile per il restauro delle facciate esterne e per il 30 per cento per le restanti opere edilizie. Anche storici ed intellettuali hanno sottolineato in varie occasioni l’uniformità del territorio del val di Noto ed in particolare la continuità di Modica , Scicli con il centro storico di Ibla ed hanno sollecitato un intervento nella direzione del progetto Minardo.

L’ostacolo che si frappone tuttavia è che il val di Noto è un unicum che si estende su una vasta area e dodici comuni per non parlare dei tanti centri storici siciliani che hanno bisogno di interventi manutentivi. Un disegno a favore dei due centri iblei rischia di scatenare un assalto alla diligenza in un momento in cui il presidente Lombardo è impegnato invece a contenere i flussi di spesa.

Decisamente agli antipodi l´opinione del vice sindaco di Ragusa Giovanni Cosentini:
«Penso - dice Cosentini - di interpretare il pensiero del Sindaco Dipasquale e dell’intera Amministrazione Comunale nel ritenere, con convinzione, che la possibilità che le città di Modica e di Scicli, ricche di edifici barocchi e sedi di monumenti tutelati dall’Unesco, così come molte altre città della Val di Noto, possano fruire di contributi mirati alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio architettonico esistente, sia motivo di crescita culturale e di rilancio dell’intera comunità iblea.

Tuttavia, come si ha avuto modo di far rilevare in occasione di riunioni e convegni, l’ipotesi semplicisticamente avanzata circa l’estensione dei benefici della legge su Ibla a Scicli e Modica, oltre che essere tecnicamente irrealizzabile, avrebbe effetti negativi sull’intero comparto ibleo.

Tale estensione sarebbe infatti tecnicamente irrealizzabile perché la legge 61/81 è nata specificatamente per la realtà di Ragusa Ibla. La legge ha previsto infatti una Commissione di cui fanno parte tecnici e politici rappresentanti delle Istituzioni del Comune di Ragusa. Spetterebbe a loro gestire il recupero anche per Modica e per Scicli ? Detta Commissione ha facoltà di esprimere parere anche in assenza di specifiche previsioni urbanistiche ed anche in deroga al PRG, previa approvazione da parte del Consiglio Comunale di Ragusa. Il Consiglio Comunale di Ragusa approverebbe anche le deroghe per Modica e Scicli? Oppure occorrerebbe istituire tre Commissioni? Tre uffici operativi ? Occorrerebbe predisporre tre nuovi stabili ove allogare le nuove strutture?

Non a caso quando fu emanata la legge 61/81 non si pensò minimamente alla possibilità di estendere ad Ibla la già vigente legge per Ortigia .

L’effetto negativo dell’estensione semplicistica della legge 61 alle tre realtà della provincia iblea consiste nella constatazione di un mero calcolo matematico.

Infatti se le somme attualmente stanziate per Ibla nell’ambito della suddetta legge regionale sono insufficienti agli effettivi fabbisogni, immaginiamo quale effetto si avrebbe riducendo ad un terzo dette somme e triplicando i costi gestionali.

L’unico effetto sarebbe quello di vanificare gli sforzi che negli ultimi 20 anni sono stati fatti per il rilancio di Ibla, volano del turismo ibleo, e di contro non avere nessun beneficio per le nuove aree aggregate.

Sarebbe invece opportuno ed auspicabile che la deputazione regionale si facesse promotrice di una legge specifica dotata di apposito capitolo di finanziamento, adattata alla complessiva realtà in cui andrebbe ad operare, che preveda la tutela, il recupero e la valorizzazione dei Monumenti Unesco presenti nella provincia iblea che, se opportunamente valorizzati, possono rappresentare concreta fonte di sviluppo turistico e quindi economico del nostro intero territorio provinciale.

Lasci quindi l’on Minardo che la legge 61/81, una tra le più innovative ed efficaci della Regione Sicilia, continui ad espletare i suoi effetti benefici, come ha fatto finora, complessivamente a vantaggio dell’intero territorio provinciale (chi viene ad Ibla visita pure Modica e Scicli) e si dedichino le forze - conclude Cosentini - alla emanazione di nuove leggi che, invece di penalizzare il vicino, promuovano lo sviluppo organico ed armonico dell’intera provincia».