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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 974
MODICA - 27/08/2015
Attualità - La Sicilia deve cambiare subito la gestione dei rifiuti

I 12 comuni iblei devono scegliersi la discarica

La scelta è molto delicata per questioni di carattere ambientale, sociale ed economico Foto Corrierediragusa.it

La Sicilia deve cambiare subito la gestione dei rifiuti. L´isola rischia infatti di affondare nell´emergenza per cui la Regione ha individuato 18 bacini territoriali ottimali che dovranno gestire i rifiuti prodotti nel loro territorio di competenza. Uno di questi corrisponde ai 12 comuni iblei, 318 mila abitanti con 126 mila 997 famiglie. Anche nel Ragusano è stato redatto il piano territoriale d´ambito. Il documento è già pronto e prevede un investimento di 27 milioni di euro. Toccherà all´assemblea dei sindaci dei comuni iblei individuare la nuova discarica. Al momento sono due i siti "papabili": quello di contrada Gianlupo in territorio di Ispica e quello di contrada Truncafila a Scicli (foto). Pur se questi sono i due siti indicati nel piano il presidente dell´assemblea delle Ssr, Vito Fornaro, ha precisato che Truncafila è da escludere come sito per la nuova discarica e che toccherà all´assemblea dei sindaci operare la scelta. A Scicli la cava di argilla di Truncafila, dicono gli ambientalisti, è troppo vicina alla città, appena 3 km, e le contrade di S. Biagio, Palazzola, Cuturi, Lincino, Bommacchia, insistono proprio nelle vicinanze della cava. La commissione prefettizia, che regge le sorti del comune, ha posto da parte sua i paletti, paventando l´illegalità dell´ipotesi.

Scicli ha già dato e sta ancora pagando i danni causati, dicono i commissari, e per l´utilizzo di S. Biagio deve ancora incassare dieci milioni di euro da Pozzallo, Modica e Ispica. No secco quindi ad ogni ipotesi di Truncafila anche perchè una precisa prescrizione normativa impone la distanza di 5 chilometri dai centri abitati. La commissione conclude la sua nota all´assemblea delle Ssr facendo «urgente richiesta di rimodulazione del Piano Rifiuti al fine escludere l´area della cava di argilla «Truncafila» quale sito idoneo ad accogliere la discarica».

Dal punto di vista operativo i dodici comuni formeranno dunque il nuovo ente voluto dalla Regione, Ssr, che dovrà gestire i rifiuti prodotti con l´obiettivo di portare al 65 per cento in tre anni la raccolta differenziata. Entro il prossimo anno, ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta, la Sicilia dovrebbe arrivare al 30 per cento per uscire dall´emergenza rifiuti che attanaglia tutta l´isola. Nel territorio ibleo la raccolta differenziata è ai minimi e vede Comiso come comune più virtuoso con il 34,49 percento. Si scende in maniera drastica a Vittoria (4,15), Monterosso Almo (1,98), a Chiaramonte Gulfi ed Acate dove le percentuali sono risibili: 0,57 per il comune pedemontano, 0,51 per Acate. Acate è il comune che fa registrare il più alto tasso di produzione di rifiuti pro capite: 568 chili ogni anno.

Il Piano territoriale d´ambito è stato redatto dalla società Etica di Cuneo e prevede anche, oltre alla nuova discarica, anche due centri di compostaggio, a Vittoria e Ragusa, già dotati dei due impianti anche se in condizioni precarie tanto che dovranno essere recuperati con un investimento di un milione di euro. Il piano suggerisce anche un terzo impianto oltre ad un sito per la bio-stabilizzazione. Oltre all´investimento di 27 milioni di euro la gestione costerà quasi 38 milioni grazie ad una spesa pro capite per abitante di 166 euro l´anno. Entro il 28 i comuni dovranno esaminare il piano e trasmetterlo al Direttore esecutivo del Contratto, Gaetano Rocca. Il 31 il piano approderà all´assemblea della Ssr, presieduta dal sindaco di Chiaramonte, Vito Fornaro e dovrà essere approvato in tempi ristretti. Naturalmente è la questione discarica che ha messo tutti gli amministratori in pre allarme.

La scelta è molto delicata per questioni di carattere ambientale, sociale ed economico. Nel più recente passato i comuni si sono scontrati proprio sull´individuazione di un sito possibile e si sono poi fermati di fronte all´impossibilità di operare una scelta. Tutto da verificare se ci riusciranno in questa occasione, ma il tempo è ormai scaduto e si rischia il commissariamento da parte della Regione.