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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1173
MODICA - 11/08/2015
Attualità - Sanità iblea in chiaroscuro

Le "mini odissee" di 2 pazienti al "Maggiore" di Modica

Due casi che fanno riflettere Foto Corrierediragusa.it

Niente prestazioni particolari in ospedale nel fine settimana. Quella richiesta dai parenti di una anziana donna era il drenaggio da una infezione. Il medico responsabile ha chiarito subito che il sabato e la domenica al "Maggiore" non sono previsti interventi di questo genere e quindi di ripassare il lunedì. Dopo i primi attimi di sconcerto gli interessati si sono rivolti ai vertici dell´Asp 7 che hanno preso atto con amarezza di quanto accaduto ed hanno provveduto a rimediare. La donna si era presentata al pronto soccorso per via di un´infezione e da qui, dopo le prime cure, inviata al "Busacca" di Scicli dove è stata curata nei giorni precedenti. La cura doveva essere proseguita anche nel fine settimana cosicché i medici sciclitani hanno indicato alla donna di andare in chirurgia a Modica. Niente da fare, tuttavia, perchè la risposta dei medici del reparto è stata secca e inequivocabile: "Sabato e domenica non si fanno questi interventi". Poi i parenti si sono rivolti al direttore sanitario del Maggiore e a quello dell´Asp che hanno provveduto ad affidare l´anziana alle cure di un chirurgo al "Civile" a Ragusa. I parenti non escludono ora a denunciare il fatto all´autorità giudiziaria nonostante il caso si sia rivolto in modo positivo.

LA PICCOLA "ODISSEA" DI UNA GIOVANE FERITA IN UN INCIDENTE STRADALE
Una giovane pozzallese rimane ferita in un incidente stradale e viene accompagnata al Presidio territoriale di emergenza di Pozzallo. Le sue condizioni sono preoccupanti poiché la donna lamenta forti dolori di natura rachide-cervicale e per questo il medico di servizio, dopo le prime urgenti cure, decide di trasferirla al Pronto Soccorso di Modica. Lo stesso medico l’accompagna con l’ambulanza. Il professionista, visto lo stato della donna, ha deciso, infatti, di andare col mezzo di soccorso fino al nosocomio modicano. Giunti a destinazione, però, la ferita è stata costretta a rimanere in ambulanza poiché non era disponibile la barella spinale di ricambio: quelle in dotazione all’Unità Operativa ospedaliera erano tutte occupate. Il Pronto Soccorso era al limite della capienza con diverse persone, addirittura, in attesa all’esterno. La malcapitata è rimasta per circa un’ora e mezza aspettando di essere affidata al triage nel cui ufficio triage si trovavano già tre persone su altrettante barelle quando nella norma ne può accedere solo una. Oltre a questo grave aspetto della vicenda, risalta l’assenza per circa due ore del medico in servizio al Pte che non è potuto rientrare a Pozzallo.

La fortuna ha voluto che non ci siano state emergenze che necessitavano del professionista. Dall’ospedale fanno sapere che sabato era andato in tilt il sistema informatizzato degli accessi per cui, l’esiguo personale ha dovuto adempiere l’incombenza col sistema tradizionale della trascrizione a mano e che da diversi giorni è bloccata anche la radiologia.