Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:39 - Lettori online 734
MODICA - 25/07/2008
Attualità - Modica - La cooperativa "Turi Apara" a rischio tagli del personale

Cercasi anziani disperatamente per mantenere il posto di lavoro

I sindacati concertano una soluzione con l’amministrazione Foto Corrierediragusa.it

Cercasi anziani disperatamente. Sembra un paradosso, ma sono al momento i 50 dipendenti della cooperativa «Turi Apara» ad aver più bisogno di anziani da assistere, per non perdere il posto di lavoro, rispetto alla reale necessità degli over 65 di fruire dei loro servigi. Dopo l’introduzione del ticket minimo per l’assistenza domiciliare, calcolato in base al reddito Isee, il numero di anziani che hanno continuato a beneficiare delle prestazioni offerte dalla cooperativa è difatti sceso da 250 a 150. 100 unità in meno su una popolazione anziana che conta, in città, oltre 10mila soggetti.

I 50 dipendenti sono sulla graticola, alla luce della decurtazione di un sesto dei servizi sociali stabilita dalla direttiva del commissario straordinario Giovanni Bologna e approvata dal consiglio comunale. Gli unici a non essere interessati dai tagli dei servizi sono coloro che si occupano dell’assistenza ai soggetti diversamente abili, tutelati dalla Costituzione. Ma è la triplice sindacale di Cgil, Cisl e Uil a scagliarsi contro la direttiva del commissario.

«Se tagli devono esserci ? tuona il segretario della camera del lavoro Nicola Colombo (nella foto) ? allora si cominci dalle spese per servizi di cui si potrebbe fare davvero a meno. Non andiamo ad intaccare un settore già ridotto al lumicino. E’ incredibile che venga assistita meno del 2% della popolazione anziana paventando, come se non bastasse, ulteriori tagli. Tutto questo deve cessare». Secondo Colombo occorre riportare il numero di utenti assistiti almeno a 250 unità, riaprendo i termini del censimento e della conseguente presentazione delle domande da parte degli interessati agli uffici competenti.

Sarebbe stata difatti proprio la macchina burocratica a non aver funzionato a dovere, non informando come si deve gli anziani e i loro parenti sulla reale entità del ticket da pagare in riferimento ai servizi erogati dalla cooperativa. Si sarebbe proceduto ad una sorta di contrattazione basata sull’equazione «meno ore di prestazioni richieste uguale a meno soldi da spendere». Nulla di più sbagliato. Un anziano può fruire di un numero di ore più elevato di servizi, pagando di meno, rispetto ad un altro assistito che sborsa invece una cifra maggiore pur beneficiando di un numero inferiore di ore di servizi. Il calcolo è difatti basato sul reddito personale Isee.

Un concetto che, a quanto pare, non sarebbe stato ribadito a dovere. Ecco perché l’assessore ai servizi sociali Enzo Scarso si è impegnato a vigilare sulla reale efficienza della macchina burocratica, ponendo in essere un’opera di sensibilizzazione degli anziani a fruire dei servizi, aggirando al contempo la direttiva di Bologna che taglia il contributo del comune al fondo unico destinato ai servizi sociali e che può contare anche sui trasferimenti regionali.

L’obiettivo della triplice sindacale consiste nel mantenimento dei livelli occupazionali e del monte ore lavorativo, pari a 5mila ore al mese. Una media di 93 ore mensili per ciascun dipendente, inquadrati come lavoratori part-time per il 63% circa. Con la direttiva del commissario approvata dal consiglio comunale, invece, il monte ore viene drasticamente ridotto. Solo in riferimento al servizio di accompagnamento in auto degli anziani per sbrigare faccende o altro, si è passati dalle mille ore mensili alle 186. Prima della direttiva ciascun anziano poteva anche aver diritto a 20 ore al mese di servizi erogati dalla cooperativa.

Adesso si è passati ad appena quattro, almeno in teoria. Il tavolo tecnico costituito tra amministrazione e sindacati si propone di evitare che si arrivi alla concretizzazione dei tagli stabiliti da Bologna. «In ogni caso ? conclude Colombo ? faremo di tutto per evitare licenziamenti, anche spalmando il monte ore lavorativo sul personale eventualmente in esubero». Come dire, lavorare meno per lavorare tutti. Dopo il vertice di ieri, le parti torneranno a rivedersi a settembre. Nel frattempo si cercherà di raccogliere il numero maggiore possibile di anziani, anche a reddito zero, che intenderanno fruire dell’assistenza domiciliare.