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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 614
MODICA - 26/07/2015
Attualità - Il giovane vittima di un incidente

Stefano è tornato a casa dopo 2 anni di riabilitazione

I genitori ringraziano quanti li hanno aiutati in questi momenti difficili Foto Corrierediragusa.it

E´ rientrato a casa dopo oltre due anni Stefano Bombardamento, lo studente che pochi giorni fa ha compiuto sedici anni, vittima del tragico incidente, avvenuto la sera del 9 maggio del 2013, quando, mentre giocava al pallone con due suoi coetanei, era salito sul tetto in costruzione della scuola «Raffaele Poidomani» di Via Emanuele Sulsenti, per recuperare la sfera, ed era precipitato nel vuoto. Ieri, nel primo pomeriggio, in ambulanza, Stefano ha lasciato il Centro di Riabilitazione «Luce sul mare» di Rimini, dove è rimasto per tutti questi mesi, diretto a Milano Linate dove con un volo organizzato ha raggiunto Catania. All’aeroporto «Bellini», ad attenderlo, c’erano un’ambulanza attrezzata e medicalizzata e un’auto della Confraternita Le Misericordie di Modica, che in queste settimane ha «sbrigato» le pratiche burocratiche, assistendo i genitori. «Ritorniamo a casa e ci dedicheremo tutti per assistere Stefanuccio. Io e mio marito Giovanni ci teniamo a ringraziare quanti ci hanno aiutato e sostenuto, in ogni modo, sin dal primo momento dalla fatale disgrazia e che ancora oggi ci sono vicini. Questo grazie lo diciamo, veramente, col cuore in mano». Un gioco finito male per Stefano che quel sabato pomeriggio di due anni fa doveva andare dagli scout del Gruppo «Modica 1», al quale era iscritto ma la fatalità ha cambiato il suo destino. Decise, insomma, di rimanere a giocare a calcio con i suoi amici, per strada. Poi il pallone finito oltre il recinto del cantiere edile per la costruzione della palestra della scuola. Stefano decide di scavalcare, come fatto tanti ragazzi, il cancello, sale sul tetto che regge il suo peso, precipitando nella zona sottostante dov’erano accatastati banchi e sedie che per poco non l’hanno infilzato. Il resto è un susseguirsi di notizie che, però, non cambiano lo stato del povero ragazzo.

«Ci siamo preparati per accogliere Stefano – dice ancora la mamma mentre si trova sull’ambulanza che porta il figlio a Milano (tre ore di viaggio) – e auspico la comprensione di quanti hanno voglia di venire a trovarlo. E’ chiaro che non potremo accogliere continuamente tutta la gente che manifesta questa volontà di salutarlo, viste le condizioni del nostro ragazzo. Ora è importante il ricongiungimento della nostra famiglia visto che le due sorelline hanno atteso con ansia il rientro. Saremo forti per dare una nuova svolta nella nostra vita".