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MODICA - 24/07/2015
Attualità - Lo certificano i prelievi e le analisi

Mare inquinato ad Arizza e a Marina di Modica

Nel Siracusano sono risultati fortemente inquinati i due prelievi effettuati alla foce del canale Grimaldi, in località porto Grande-zona Pantanelli, a Siracusa e alla foce Mastringiano, nella zona industriale di Priolo Foto Corrierediragusa.it

Il territorio di Ragusa ha le acque marine migliori rispetto alle altre sei province siciliane che hanno uno sbocco a mare. Lo certificano i prelievi e le analisi di Goletta Verde eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente nei giorni 8, 9, 11 e 12 luglio scorsi. Solo due "maglie nere" nella geografia della provincia iblea. Contrada Arizza, nello Sciclitano, e Marina di Modica (foto), giudicate la prima col mare inquinato e la seconda con un inquinamento "entro i limiti", ovverosia da tenere sotto osservazione, con un livello basso di inquinamento. Non a caso non è infrequente notare delle nuvole di schiuma grigiastra e maleodorante nel tratto compreso tra Marina di Modica e Sampieri. Un problema atavico. La storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane - realizzata anche grazie al contributo del Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati - è stata presentata a Palermo, presso il circolo Canottieri, da Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente e da Gianfranco Zanna, direttore di Legambiente Sicilia.

Nel Siracusano sono risultati fortemente inquinati i due prelievi effettuati alla foce del canale Grimaldi, in località porto Grande-zona Pantanelli, a Siracusa e alla foce Mastringiano, nella zona industriale di Priolo. In provincia di Catania, entrambi giudicati fortemente inquinati i campioni prelevati alla spiaggia libera in località Lidi Playa a Catania (in quel momento con un´alta frequentazione di bagnanti) e allo sbocco dello scarico fognario sul lungomare Galatea della frazione Aci Trezza del comune di Aci Castello. Cinque i prelievi effettuati in provincia di Messina, due dei quali giudicati fortemente inquinati: alla foce del fiume alcantara in località San Marco a Calatabiano e alla foce del torrente Termini o Patrì, in località Cantone del comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Nei limiti di legge, invece, i prelievi effettuati a Messina (presso il tubo di scarico sulla spiaggia di località San Saba, contrada Mella); a Milazzo (spiaggia di Ponente, nei pressi di piazza Angonia) e a Capo d´Orlando (lungomare Doria, in località Ligabue).

Il mare davanti la città di Gela resta uno dei più inquinati, nel palermitano invece è risultato nei limiti soltanto il campionamento effettuato alla spiaggia presso Tonnara Bordonaro/Vergine Maria di Palermo. Sempre nel capoluogo, invece, è risultato fortemente inquinato quello effettuato alla spiaggia in località Bandita. Stesso giudizio per le acque prelevate allo sbocco della fogna presso la diga foranea al porto di Terrasini; allo sbocco dello scarico a mare di corso Bernardo Mattarella a Villagrazia di Carini; al pennello (sfioratore) di Corso Italia in località Aspra e allo sbocco scarico acque bianche presso spiaggia Sarella entrambi a Bagheria.

"L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati - spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente -. Il nostro, è bene ribadirlo, è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né assegniamo patenti di balneabilità, ma restituiamo comunque un´istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. In Sicilia continuiamo a riscontrare criticità, nuove o già note, che è ormai necessario risolvere".