Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 712
MODICA - 15/07/2015
Attualità - Ha trionfato il già detto: tanto fumo e poco arrosto

Depuratore Modica: di chi è la colpa del malfunzionamento?

Giova ricordare che la vicenda è sotto la lente d’ingrandimento della procura iblea che ha emesso 11 avvisi di garanzia a carico di altrettanti indagati di cui a breve si conosceranno i nomi Foto Corrierediragusa.it

Solo metà dei consiglieri comunali per affrontare il caso del depuratore della Fiumara. In compenso tanti rappresentanti di associazioni, movimenti, cittadini, tra cui molti residenti nella contrada, che hanno a cuore il buon funzionamento dell´impianto. L´esito del consiglio non ha prodotto atti specifici se non l´invito a sottoporre all´amministrazione proposte e suggerimenti. Quello che è emerso, invece, come d´altronde si sapeva da molti mesi a questa parte, è che l´impianto della Fiumara, al di là delle rassicurazioni fornite a varie riprese dall´amministrazione, funziona poco e male. Inoltre c´è un problema di fondo che attiene al trattamento sia delle acque bianche sia a quelle non depurate che non fanno che ingolfare l´impianto costringendo tecnici e personale a sversare i reflui nel sottostante torrente Modica-Scicli. Un disastro da un punto di vista ambientale con conseguenze sulla Conca del Salto e sull´abitato di Scicli fino ad arrivare ad Arizza, dove sfocia il torrente, come ha certificato una recente rilevazione di Goletta verde e come ha detto, preoccupata, Rita trovato a nome dei cittadini sciclitani.

L´amministrazione, che in un primo momento ha difeso a spada tratta il funzionamento e gli interventi sull´impianto, ha gradatamente fatto marcia indietro di fronte alla evidenza fono ad ammettere che c´è necessità di intervenire, che il problema esiste nonostante i soldi spesi nell´impianto. Certo la soluzione non è quella di un ennesimo esperto che affronti la questione, come invece ventilato in consiglio comunale, quanto piuttosto una soluzione strutturale con la creazione di una nuova vasca, del riammodernamento dell´impianto affidandosi a chi di depuratori conosce tecniche e funzionamento e non con interventi tampone ed emergenziali come fatto finora. Lo hanno detto a più riprese gli intervenuti nel lungo dibattito come Piergiorgio Barone del comitato Fiumara, i tanti esponenti del M5S che del caso depuratore hanno sposato la causa, e la stessa consigliere Ivana Castello che ha portato il caso alla ribalta grazie anche alle sollecitazioni dei residenti che hanno notato il tubo del troppo pieno riversare per tutto l´inverno le acque non depurate nel torrente.

Il consigliere Castello, citando anche interventi sulla stampa tra cui quella in prima fila di questa testata che ha sollevato il velo sceso sulla Fiumara, ha fatto la cronistoria dell´emergenza portando dati e citando fonti accreditate, proiettando in aula il video che documenta la situazione. La Castello ha evidenziato come l´amministrazione abbia sul groppone ben cinque pesanti sanzioni per oltre 20 mila euro da onorare per il malfunzionamento del depuratore come evidenziato in un video realizzato dai residenti della Fiumara in cui si notano i reflui fangosi che, prima di entrare nel depuratore, vengono sversati nel torrente (foto).

Sotto accusa anche i consiglieri comunali di maggioranza che hanno taciuto sull´argomento nonostante il dibattito sia stato molto acceso in città; una acquiescenza colpevole che non ha contribuito a fare chiarezza e a ripristinare la verità. Una delle soluzioni proposte è quella di indirizzare parte delle acque reflue verso il depuratore di Maganuco e limitare la Fiumara al trattamento di quelle provenienti da Modica Alta e dal centro storico, ma l´assenza dei tecnici nominati dall´amministrazione non ha consentito di approfondire la questione.

Per far funzionare bene il depuratore e metterlo a norma servono investimenti e competenze, come ha rilevato Vito D´Antona, e non silenzi e mezze ammissioni come ha fatto finora l´amministrazione. Non a caso anche nella seduta aperta di ieri del consiglio comunale il sindaco non si è assunto tutte le sue responsabilità, assumendo un atteggiamento quantomeno discutibile che ha indisposto i consiglieri Castello e D´Antona e Piergiorgio Barone.

Il caso, al di là di certi atteggiamenti di cui sopra, esiste ed è ben visibile, ora serve una inversione di tendenza per risolvere in modo compiuto il problema, per dare serenità e salvaguardare tutto l´ecosistema perchè non basta nascondersi e cullarsi sul fatto che in tutti i comuni iblei gli impianti funzionano male.

Giova ricordare che la vicenda è sotto la lente d´ingrandimento della procura iblea che ha emesso 11 avvisi di garanzia a carico di altrettanti indagati di cui a breve si conosceranno i nomi, che non mancheranno di riservare sorprese. Tutti sono accusati a vario titolo di abuso d´ufficio, inquinamento e disastro ambientale ed omissione in atti d´ufficio. Le indagini sono condotte dalla polizia provinciale.