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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 433
MODICA - 30/06/2015
Attualità - La senatrice Bertorotta, autrice di una delle interrogazioni, ha visitato la struttura

Tre interrogazioni su depuratore Modica con 11 indagati

Intanto si registra l’ennesima, sterile polemica che non serve a nessuno Foto Corrierediragusa.it

«Triplete» del Movimento 5 Stelle che presenta ben 3 interrogazioni al Senato, alla Camera e alla Regione sul malfunzionamento del depuratore di Modica, probabile causa di gravi danni all’ecosistema e oggetto di una inchiesta della procura con 11 indagati. Le ipotesi di reato prospettabili sono disastro ambientale, inquinamento ambientale, abuso d’ufficio e omissioni d’atti d’ufficio. Vanessa Ferreri ha presentato una interrogazione alla Regione, competente in tema di depurazione delle acque, per sollecitare il corretto funzionamento del depuratore e capire come tutto questo sia stato possibile nonostante il milione e mezzo stanziato in passato per rammodernare la struttura, palesemente sottodimensionata rispetto alla popolazione. Ne è scaturito l’inquinamento del torrente che attraversa i campi adibiti alla coltivazione di frutta ed ortaggi di contrada Fiumara fino a Scicli, con tutte le conseguenze del caso. Marialucia Lorefice e Ornella Bertorotta hanno invece presentato interrogazioni rispettivamente alla Camera e al Senato, sottolineando come le condizioni del depuratore modicano siano simili a quelle registrate nelle strutture oggetto di infrazione europea. Un ambito, che, peraltro, ha visto di recente l’inasprimento delle pene con la detenzione fino a 10 anni.

La deputata e la senatrice grilline hanno chiesto al governo se abbia intenzione di stanziare ulteriori fondi per le strutture di depurazione siciliane, in particolare per quella modicana. Proprio la Bertorotta è stata in visita al depuratore, nell’ambito di un sopralluogo concordato con la giunta. La senatrice era accompagnata dall’ingegnere Giuseppe Cirelli, professore associato di idraulica agraria alla facoltà di agraria dell’università di Catania. «L´esito della visita – si legge in un comunicato dei 5 stelle – ha evidenziato le carenze strutturali del depuratore, mentre il sindaco, dopo averli in un primo tempo negati, ha finalmente riconosciuto i limiti della struttura, auspicando un tavolo di confronto per l´individuazione di soluzioni strutturali volte alla sostenibilità ambientale». Un autentico dietrofront, quello del sindaco, che nei giorni scorsi aveva accusato i grillini di protestare senza avanzare proposte alternative.

«Sono stati necessari addirittura 5 mesi di denunce nostre e di altri consiglieri di opposizione e forze sociali della città – chiude la nota dei grillini – per spingere l´amministrazione a riconoscere finalmente il problema e individuare una soluzione». L´attenzione si concentra ora sul consiglio comunale aperto che sarà convocato nei prossimi giorni. E a tal proposito, una sterile polemica (queste sì che a Modica negli ultimi tempi non mancano mai) si è instaurata a margine del sopralluogo della struttura da parte della senatrice grillina, per la decisione del sindaco di impedire l’accesso alla struttura per non meglio precisati motivi di sicurezza anche ad alcuni consiglieri di opposizione e al presidente della civica assise. Quest’ultimo, che pare essersi accorto solo ora della grave situazione del depuratore, ha deciso di informare dell’accaduto la prefettura e l’assessorato agli enti locali, valutando addirittura pure di adire le vie legali. Ogni ulteriore commento è superfluo.

L´INCHIESTA CON 11 NOMI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI, DI CUI ALCUNI "PESANTI"
Ci sono undici persone indagate nell’inchiesta coordinata dalla procura di Ragusa e condotta dalla polizia provinciale sul presunto inquinamento causato dal depuratore di contrada Fiumara a Modica. Nel registro degli indagati ci sono quindi undici nomi, di cui alcuni piuttosto «pesanti», sui quali vige il più assoluto riserbo assieme alle rispettive qualifiche. Si tratta comunque di soggetti che hanno avuto a che fare con la gestione del depuratore o che non hanno adeguatamente vigilato sul buon funzionamento della struttura. Dal depuratore risulterebbero essere stati riversati per mesi reflui non trattati nel torrente Modica – Scicli con il probabile inquinamento dell’ecosistema ambientale, delle falde acquifere e dei terreni circostanti, nonché di alcune zone ricadenti nel comune di Scicli di rilevante interesse paesaggistico, come la spiaggia e il mare di Arizza. I reflui in oggetto sarebbero travasati per il malfunzionamento dell’impianto.

Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone che non avrebbero agito in tempo utile per scongiurare quanto poi si sarebbe verificato: le ipotesi di reato vanno dal disastro ambientale all’inquinamento ambientale passando per abuso d´ufficio e omissione in atti d´ufficio. Novità di rilievo dovrebbero registrarsi a breve con la prossima chiusura delle indagini e la notifica degli avvisi di garanzia agli undici soggetti interessati.

Nella foto la senatrice Bertorotta all´ingresso del depuratore con il cancello sbarrato per i consiglieri di opposizione