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MODICA - 20/06/2015
Attualità - La zona, oltre ad essere pericolosa, è ricettacolo di insetti e topi

FOTO Muro crollato da 6 anni in via Pulino a Modica

Né la precedente giunta Buscema e né l’amministrazione odierna sono riusciti a risolvere il problema
Foto CorrierediRagusa.it

Quando i tempi biblici della burocrazia (e non solo) sfociano ai limiti dell’inefficienza. Ne sanno qualcosa i residenti della popolosa via Michele Pulino, tra Modica centro e il quartiere d’Oriente, che oramai da ben sei anni e mezzo convivono con un muro pericolante e pericoloso per la pubblica incolumità e per giunta sottostante un’abitazione privata e potenzialmente a rischio (foto). D’altronde, quando il muro venne giù nell’ormai lontano 2009, ne fece le spese proprio un residente, che ci rimise la sua «Ford Ka» parcheggiata proprio sotto. Scontato ricordare che solo per un mero caso la tragedia fu scongiurata, ma non bisognerebbe mai sfidare troppo la sorte. Invece è proprio quello che si sta facendo sulla pelle dei preoccupati residenti. Senza contare il sudiciume e l’abbandono che caratterizzano l’area, ricettacolo di insetti, topi e altri «ospiti» a due passi da case e condomini. Né la precedente giunta Buscema e né l’amministrazione odierna sono riusciti a risolvere il problema, a parte una blanda messa in sicurezza che non basta più, dal momento che tutto è ridotto in malora e il marciume regna sovrano. Già tre anni fa pare fosse stata individuata una somma per coprire le spese di rifacimento del muro crollato, come a suo tempo precisato dall’allora assessore competente Peppe Sammito.

La somma avrebbe incluso pure il rifacimento della parte di muro di recinzione nei pressi della scuola materna Milano – Palermo. Ma tutto è rimasto incredibilmente lettera morta, mentre potrebbe registrarsi un ulteriore cedimento del terrapieno. Le piogge e il maltempo dello scorso inverno hanno nel frattempo aggravato la già di per sé precaria situazione. Eppure i tecnici del comune effettuarono a suo tempo tutti i rilievi necessari, al fine di programmare l´intervento che poteva anche contare sulla copertura finanziaria.

Il legale a cui si erano rivolti i residenti aveva ipotizzato che se il muro crollato risultasse essere di proprietà del comune,visto che non ci sarebbe nessun atto di vendita relativamente all´area sovrastante e limitatamente al giardino o alla parte interessata dal crollo, che, dalla parete portante, si distanzia circa un metro e venti, allora il comune, oltre a ripristinare lo stato dei luoghi, avrebbe potuto tranquillamente effettuare l´intervento non solo ricostruendo il muro crollato, ma arretrando il suddetto muro di circa un metro, in modo tale da recuperare spazio per i parcheggi. Nel caso invece fosse stato dimostrato che il muro fa parte della proprietà privata dell’inquilino della sovrastante abitazione, allora quest’ultimo dovrebbe essere obbligato in tempi brevi dall’ente di competenza a mettere l´area in sicurezza. Ma finora non si è proceduto nell’uno o nell’altro senso.

Cliccate sulle foto sotto del muro crollato per ingrandirle