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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 955
MODICA - 16/05/2015
Attualità - Nonostante l’incidente è un atleta di ciclismo paralimpico e di paratriathlon

Andrea Devicenzi, campione di vita con una gamba sola

Oltre a un incontro con la città, Andrea ha pedalato per Modica insieme all’associazione Mtb Foto Corrierediragusa.it

«Risvegliarsi a 17 anni senza una gamba significa cambiare tanti obiettivi. Anzi, forse significa cambiarli tutti». Andrea Devicenzi (foto) non si è perso d’animo quando, diversi anni fa, si è svegliato in una stanza d’ospedale senza la gamba sinistra. Uno scontro frontale con un’auto, il dispiacere per la moto, la presa di coscienza di un’amputazione. La vita che ti cambia in un secondo. Andrea racconta quasi con distacco il suo incidente, come se non avesse mutato per sempre la sua esistenza. A una platea attonita racconta del suo cuore fermo per 50 secondi e dei due tentativi di rianimazione. E poi della rinascita avvenuta dapprima con la musica, con il matrimonio, con le sue due bambine e con lo sport. «Mi tenevo già in forma prima dell’incidente – ha raccontato Andrea Devicenzi in un evento organizzato a Modica, presso la Scuola per assistenti sociali D’Alcontres - ma è nell’ultimo decennio che lo sport è diventato quasi fondamento della mia vita. Da ogni allenamento ne ricavo uno stato fisico e mentale positivo che mi aiuta poi anche nella vita di tutti i giorni. Questo è stato fondamentale per ripartire».

Non è stata la mancanza di un arto a impedire ad Andrea, nel 2007, di iniziare un’attività agonistica nel ciclismo Paralimpico e nel paratriathlon, con traguardi sempre più complessi e difficili. Nel 2010, infatti, sfida se stesso a Manali, in India, sulla strada carrozzabile più alta del mondo. 5.602 metri di altitudine e lacrime di gioia davanti a quell’impresa che mai nessun amputato di gamba aveva realizzato. «Non avevo mai pensato di piangere davanti a quei paesaggi – ha aggiunto Andrea - C’era la convinzione che quel viaggio mi avrebbe cambiato la vita, sia a livello di crescita personale che a livello sportivo. Dicono che ogni viaggio che finisce sia l’inizio di un altro.

E quel giorno ne ho avuto la conferma». Andrea Devicenzi gira l’Italia per raccontare a tutti la sua storia: fa il mental coach, il formatore in scuole e aziende, ha studiato sui libri ma ha soprattutto vissuto sulla propria pelle cosa vuol dire credere in qualcosa e lottare ogni giorno per il raggiungimento dei propri obiettivi. Grazie a ‘Progetto22’, un’iniziativa che lo porta nelle scuole, spiega ai ragazzi come credere nelle proprie risorse, come valorizzarle, come trovare la propria strada scoprendo la propria unicità, senza mai dimenticare che le barriere esistono soltanto nella nostra mente.

Durante l’iniziativa, organizzata dalla Scuola per assistenti sociali, dal Pgs (Polisportive giovanili salesiane, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni) e sostenuta dall’Avis e dall’Officina ortopedica di Giuseppe Cicero, Andrea Devicenziha incontrato anche il responsabile della Medicina dello Sport dell’Asp 7 Gaetano Iachelli, il tecnico nuoto per disabili Dario Cerruto e il consigliere nazionale Pgs Enzo Caruso. La due giorni a Modica non poteva comunque esimere il campione da una pedalata per le strade del territorio ibleo: sono stati il presidente dell’associazione Mtb (Modica Triathlon Bike) Andrea Giannì e l’atleta Orazio Di Rosa ad accompagnare AndreaDevicenzi.

«É stato un piacere mettere a disposizione di Andrea la mia bici: vederlo pedalare è stato davvero eccezionale – ha raccontato al Corriere di Ragusa, il presidente della MtbAndrea Giannì - Tra vie e strade sterrate di Modica è stato emozionante condividere con lui la mia passione, la bici, e ancora di più il triathlon. L’ho fatto a nome di tutta la squadra, sempre al primo posto, anche perché come ha detto Andrea è importante circondarsi di persone giuste. Essere presente alla sua conferenza è stato comunque emozionante, un mix di sentimenti tra filmati, foto e racconti di episodi, che non fanno altro che metterti davanti il mondo che Andrea affronta ogni giorno. Spero solo che la promessa che mi ha fatto venga mantenuta. Andrea, ti aspetto sull’Etna».

A settembre, infatti, il campione paralimpico vuole ritornare in Sicilia per incontrare i ragazzi di alcune scuole dell’Isola ma, soprattutto, per sfidare in bici le salite del vulcano etneo. E a chi gli chiede se ha mai pensato di mollare tutto, lui, risponde senza esitazioni. «Non ho mai avuto un momento di crollo – ha detto Andrea – Le non riuscite non sono fallimenti. Sono comunque risultati. L’importante è fare il massimo ogni giorno: comunque vada – ha concluso - è fondamentale il percorso che hai fatto per arrivare al tuo traguardo».

Cliccate sulle foto sotto per ingrandirle

Un momento della conferenza stampa Da sx Fabrizio Carbonaro, Andrea Giannì, Andrea Devicenzi e Giovanni Aurnia Orazio Di Rosa, Andrea Devicenzi e Andrea Giannì