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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 689
MODICA - 03/05/2015
Attualità - Molto contestata la decisione dell’Asp 7 di Ragusa

Soppressione medico di notte al "Maggiore": proteste

Si paventano disservizi Foto Corrierediragusa.it

Soppressa dal direttore generale dell´Asp 7 di Ragusa Maurizio Aricò (foto) la guardia interdivisionale notturna all´Ospedale Maggiore, ovvero il medico di notte. Una decisione che determina, ovviamente, un grave disservizio nel nosocomio considerato che sinora ha garantito un´assistenza costante nelle diverse unità operative internistiche. La soppressione rappresenta un grave atto verso l´utenza: da giovedì notte sono il medico e gli infermieri in servizio al Pronto Soccorso a garantire l´assistenza-emergenza nelle divisioni del nosocomio. Intanto monta la protesta tramite Facebook: numerosi gli utenti indignati da questo ennesimo taglio e che gridano alla vergogna. Il Pd modicano interviene con una nota in cui evidenzia un "Ulteriore aggravio di carico di lavoro sul personale addetto al pronto soccorso da adesso chiamato a dividersi tra le emergenze esterne e quelle interne.Questo è un indebolimento dei servizi sanitari di prima necessità per i cittadini che non può trovare giustificazione alcuna e men che mai nella presunta carenza di personale che ha portato prima alla sospensione ed infine alla soppressione del servizio "scaricandolo" al Pronto Soccorso già noto per le sue problematiche di carenze di personale e lunghe attese degli utenti.

Invitiamo quindi la dirigenza Asp - conclude il Pd - a revocare questa decisione e trovare soluzioni che rafforzino, anziché indebolire, i servizi sanitari di prima linea e chiediamo altresì un incontro con il manager Aricò per essere notiziari dell´iter di avanzamento dell´appalto del nuovo pronto soccorso e delle misure che la dirigenza ha intenzione di intraprendere per il potenziamento dei servizi".

Anche il consigliere comunale di Sel Vito D´Antona interviene sulla vicenda scrivendo che "In questo modo appare evidente che lasciando soltanto al sistema della reperibilità dei medici responsabili dei reparti gli interventi notturni urgenti che potrebbero interessare i pazienti la dilatazione dei tempi potrebbe avere serie ripercussioni sulla assistenza ai cittadini. Inoltre, appare impraticabile l’ipotesi di scaricare sul Pronto Soccorso le emergenze provenienti dall’interno dell’ospedale, quando da anni assistiamo ad una situazione, anche a fronte dell’abnegazione del personale addetto, ormai al limite.

A questo punto proponiamo che sia il consiglio comunale ad assumere le necessarie iniziative, acquisire le dovute informazioni per le vie istituzionali e, coinvolgendo anche i comuni limitrofi - conclude D´Antona - adottare tutte quelle azioni necessarie a ripristinare il servizio e ad assicurare al comprensorio una qualità adeguata di servizi sanitari.

Le avvisaglie si erano avute già sabato, domenica e martedì scorsi, quando l´organismo era stato sospeso. Il grave disagio si potrebbe determinare nelle prossime notti quando arriveranno le emergenze esterne al Pronto Soccorso ed il medico sarà assente perchè chiamato per i pazienti ricoverati nelle unità operative internistiche. L´Asp Ragusa fa rilevare che esiste un protocollo attraverso il quale, in caso di emergenza, si può chiamare la reperibilità.

Significa che l´assistenza agli interni potrà essere garantita non prima di 60/90 minuti perchè dovrà essere contattato il personale reperibile, sempre che sia raggiungibile, dopodichè questi ha non meno di mezz´ora a disposizione per recarsi al «Maggiore», sperando che non sopraggiungano intoppi per strada. Si tenga conto che il Pronto Soccorso, chiamato a sopperire al lavoro della guardia interdivisionale notturna, deve fronteggiare un´utenza sempre più numerosa.

Il primario, Roberto Ammatuna, conferma la soppressione, ma non rilascia alcuna dichiarazione, lo fa il direttore generale, Maurizio Aricò: «Viste le necessità espresse dai direttori di Nefrologia, Geriatria e Malattie Infettive, e la riduzione del numero dei medici partecipanti, passati da 22 a 11, è stato necessario sospendere, temporaneamente, il servizio, garantendo comunque l´assistenza notturna in regime di Pronta disponibilità." Anche il sindacato Nursind ha delle perplessità. «Nessuno glielo vieta di sospendere il servizio – spiega Claudio Trovato – ma è chiaro che si determina una carenza assistenziale. E´ un problema che la direzione generale si deve porre».