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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 792
MODICA - 12/04/2015
Attualità - Un concerto dei Qubeta ha chiuso l’appuntamento in piazza Matteotti

Il rito di "Crisci ranni" per il festival delle famiglie

Diciotto i progetti avviati nel suo primo anno di vita dalla Fondazione di Comunità Val di Noto, grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, Caritas Italiana, le diocesi di Noto e Siracusa Foto Corrierediragusa.it

Si è chiuso con il concerto dei Qubeta la seconda edizione del «Festival delle Famiglie e rito Crisci ranni 2015». La festa di Crisci ranni si è spostata per questa edizione in città concentrando, insieme a scuole, parrocchie, associazioni, attenzione e passione educativa sul tema «La Casa nella città, la Città a misura di casa..". La festa avuto inizio all’Atrio comunale con gli itinerari narrativi per bambini a cura del Piccolo Teatro. La storia di Nino – il personaggio creato e curato da Dada Iacono che negli anni è cresciuto insieme al Cantiere educativo– è stata narrata in cinque tappe nelle vie del centro storico. L’ultimo racconto in piazza Matteotti, dove, per il quinto anno consecutivo si è rinnovato l’antico rito del sabato dopo Pasqua, con cui la città ha lanciato in alto i bambini e ha accolto gli slanci dei giovani per crescere come città bella, giusta e fraterna.

La festa è proseguita fino a tarda sera con il concerto dei Qbeta offerto dalla Fondazione di Comunità Val di Noto. Quest’ultima sostiene il cantiere educativo «Crisci ranni» con il progetto «Città inclusiva» che, grazie al supporto di Fondazione con il Sud, permette oggi di consolidare quanto avviato negli anni precedenti. Sono in tutto diciotto i progetti avviati nel suo primo anno di vita dalla Fondazione di Comunità Val di Noto -grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, Caritas Italiana, le diocesi di Noto e Siracusa, e grazie anche al raccordo tra diverse realtà del terzo settore- con l’intento di mettere insieme le esperienze più vive e un pensiero rivolto soprattutto alle nuove generazioni: a dare loro segni di speranza, coniugando insieme un sociale promozionale e un’economia solidale per rigenerare comunità e far ripartire il Sud.